sabato 21 aprile 2007

MaximaImmoralia. Renata e Corrado. Da successori di Bordiga a ausiliari di caramba delinquenziali. 21.04.2007

MaximaImmoralia. Renata e Corrado. Da successori di Bordiga a ausiliari di caramba delinquenziali. 21.04.2007
by Georg Rukacs

È una storia così. Dagli anni ’60. Poi attraverso il ’68. Poi oltre, ...fino a che si vuole.

Lui, Corrado, d’origini pugliesi trasferitisi a Roma, era stato funzionario della FGCI. Figlio d’un burocrate, un dirigente centrale, INPS. Attaccatissimo alla madre ed invece col padre che lui, soffrendo, sentiva telefonare all’amante mentre la madre stava morendo. Odio per il padre, “così disumano”. Non a caso aveva lasciato la scuola, dopo il liceo, per “la politica.”

Da funzionario della FGCI non era meno arrogante del padre pugliese romanizzato e burocratizzato. Era il classico funzionario stalin-togliattiano con in più un’assoluta ribalderia e maleducazione romanesche. Arrivava come funzionario “del centro” ed arringava i provinciali con toni ultimativi e mettendosi con le gambe tese ed i piedi appoggiati sul tavolo, in faccia a loro, “all’americana”, fumando puzzolente e spavando.

Lei, Renata, di ed in Savona, era la classica brava bambina, figlia unica di ferroviere del PCI, e poi di madre, deceduto il padre, negoziante di commestibili, bravissima a scuola quanto senza alcun pensiero originale, dunque dipendente da chiunque le riempisse la testa e la vita. S’era letta il Capitale a 50 pagine al giorno, e così via i classici principali, che poi, non avrà più il tempo di leggere.

“Al Partito”, lui era in Liguria in missone dal centro, s’erano proprio incontrati i due giusti. Lui aveva adocchiato la fichetta seria ed intelligente, che stava iniziando l’università a Genova. Lei, nonostante l’educazione bigotta della famiglia PCIista, l’arrogantone, insicuro ma ostentantesi sicurissimo di sé, che sapeva tutto di tutto ed aveva sempre la risposta giusta su tutto. Lui le aveva fatto un po’ di scena e poi glielo aveva sbattuto dentro. Lei s’era detta che se, per essere una buona compagna, doveva dare la fica, che c’era di meglio che darla a quel tozzuto che non vedeva l’ora di metterle il cazzo dentro per scaricare un po’ di quella esuberanza caratteriale e fisica? Lui era in realtà un buono, perché, quando lei era subito restata incinta, non era sparito a continuare a fare in viandante della rivoluzione e del PCI, ma anzi s’erano subito sposati, con grande delusione della famiglia di lei che la vedeva avviata ad una brillante università e di sicuro ad una qualche brillante carriera post-universitaria.

Il PCI era poi finito. No, il PCI continuava ad esistere. Era lui, Corrado, dunque anche lei Renata, che s’era rotto le scatole, oppure era stato il PCI s’era rotto le scatole di lui. La nuova fede era stata il PC di Bordiga, un gruppetto di studio, pur con la velleità del Partito che si mantiene vivo nei tempi avversi, per poi riesplodere e conquistare il potere perché così stava scritto, credevano e si dicevano, nei testi sacri, nel “marxismo invariante”. Non esistono tempi avversi. Come non esistono tempi favorevoli. Certo, se fondi una setta che aspetta scenda Bacco dai cieli, e poi non scende, devi raccontare ai settari che è perché i tempi sono avversi, ma cambieranno perché “così sta scritto”.

A Genova, con questo figlio in arrivo e poi arrivato, avevano vivacchiato. Poi col mercato del lavoro familiar-mafioso che c’è in Italiozia... Lei aveva perfino dovuto andare a lavare scale. Aveva poi trovato lavoro all’IPNS, ma credo continuando, per qualche tempo, a Genova, con secondi lavori del tipo lavaggio di scale. Appunto, dipendeva dalle uscite. Lui da sempre rappresentante di cose che evidentemente o non si vendono o lui è comunque troppo occupato “con la rivoluzione”, di soldi non ne ha mai tirati su granché. E comunque li spendeva con ancor più rapidità, quando ne aveva, tra sigarette, libri e viaggi “per la rivoluzione”. Eppure, Corrado è uno che si presenta bene, un venditore nato. Ma, appunto, aveva la testa altrove. Si vedeva nuovo Lenin, o così gli faceva comodo raccontarsi. Anche Renata lo vedeva come il nuovo Lenin e lei si vedeva come l’intelligentissima cui lui dava sempre la giusta linea ed il giusto indirizzo. Lui le diceva in che direzione lanciarsi e lei si lanciava.

Nel PC di Bordiga, Renata e Corrado erano due di primo piano seppur non proprio sempre sulla vetta-vetta. Il successore Bordiga, un altro veterano, un periodo, sembra vedesse Renata come suo successore. Poi, dovevano essere gli anni ‘70, forse verso la metà, s’erano staccati pure dal Partito dei tempi avversi, del marxismo “invariante”, e pur con posizioni non molto dissimili avevano cominciato a ruotare in un’area di insoddisfatti in cerca di qualcosa, di fatto, per molti, di gruppi di studio anche se ci si qualificava come organizzazioni rivoluzionarie. Ma era il rivoluzionarismo delle parole. Del resto quello dei fatti era impossibile. Non è che ci si inventino le situazioni rivoluzionarie. Allora ci si rifugiava nei libri, non volendo contaminarsi con partiti e gruppi dell’arraffa-arraffa. ...Qualcuno le inventava le situazioni rivoluzionarie... ...Gli uffici dei Caramba che hanno inventato le BR e poi altre organizzazioni, non senza l’aiuto di servizi esteri per chi fosse schifiltoso rispetto a rapporti coi Caramba e simili. No, noi, s’era i “puri”. Del resto ai Caramba non gliene fregava nulla che sognassimo grandi rivoluzioni. Loro manipolavano e co-manipolavano chi faceva e chi manipolava chi faceva. Neppure agli Uffici Politici, poi Digos, delle Questure, gliene fregava nulla di noi, anche se per dovere istituzionale si interessassero un po’ a tutti suppongo. Restando fuori dai partiti, partitini e gruppetti non sempre e non per sempre extra-parlamentari, alla fine eravamo dei casi da baraccone per assemblee sindacali e per colleghi di lavoro, se avevamo un lavoro dipendente. “Ecco il rivoluzionario!” Mentre, c’era chi, con politica e sindacati, andava a caccia di posti oppure faceva davvero terrorismo. Ah, ci penseranno la struttura delinquenziale del PCI-GCIL dell’INPS di Torino, con ex-moglie di merda e parentume di merda, a farmi diventare un pericolissimo superterrorista in supeclandestinità fino ad oggi! Se volete sapere l’ultima della rivoluzione, e se pagate bene, contattatemi subito e vi dirò tutto. È facilissimo trovarmi e non sono neppure ricercato. Ho perfino un nuovo passaporto, con regolare nulla osta della Questura di Torino, pur essendo, dicono..., un pericolissimo superterrorista in supeclandestinità.

Con Corrado e Renata, c’eravamo incontrati verso la metà degli anni ’70. Incontri di studio, anche se ci dicevamo rivoluzionari. Poi, certi loro atteggiamenti, ed anche un po’ di pallosità in sempre i soliti discorsi (anche lo studio richiede iniezioni o di vita o di libri, anziché menarsela sempre con le solite cose stereotipate per convincersi che si è “nel giusto” e tutti ortodossi “nel giusto”), ed io me ne ero andato. ...Per fare altri gruppi di studio. Mentre altri cercavano pischelli e pischelle per la “lotta armata”, qualcuno derideva i miei “amici” perché dicevano che io davo loro dei testi (i soliti “classici”) da leggere e poi “li interrogavo”. È successo in effetti, per qualcuno più brillante e cui interessava apprendere. Infatti, ci videro, io che chiedevo sul tale classico, e lui che mi di diceva, ed io a mia volta che dicevo, e così io ero divenuto quello che dava i classici da leggere e poi interrogava gli “allievi”. Non ditelo, a FiorellAllocca di merda, alla Nikla di merda ed ai parenti di merda perché era proprio il periodo in cui io andavo “a ferire e ad ammazzare” gente. ...Così si dicevano e dicevano alla sbirraglia che usavano e che li usavano. ...Gli stessi “per bene” che, come loro, organizzano persecuzioni, torture ed omicidi. Ah, proprio in quel periodo, Rita, durante un’assemblea di studenti universitari, con pure mio “fratello” [di merda], Riki, lì, eccitata da chissà quale discorso sulla necessità di denunciare i terroristi ed i “fiancheggiatori”, ebbe come un’esplosione isterica ed, additando Riki, si mise ad urlare: “È un fiancheggiatore! È un fiancheggiatore!” Lui a casa, furioso, disse alla madre: “Quella non lo voglio più vedere.” La madre di merda, gli avrà detto: “Poverina... ...avrà pensato a tuo fratello superterrorista che passa le giornate a ferire ed ammazzare.” Quando si sono sposati, Rita disse ai conoscenti: “Sposo il fratello d’un delinquente.” Il cielo di fa, li accoppia e li fa pur durare nei decenni!

Poi, a metà 1981, mi arrestarono per terrorismo. A marzo 1990, mi assolsero. A luglio 1990 ripresi servizio all’INPS, dove io, come Renata, lavoravo, ma lei a Savona, io a Torino. Mobbing furioso organizzato dall’organizzazione delinquenziale del PCI-GCIL in loco, FiorellAllocca in pratica, con ex-moglie di merda e parentume di merda. Sarà stato il 1991, vedo a Milano per un corso di analisi finanziaria. Chiedo dunque l’assegnazione provvisoria a Milano. Mi arriva. Appena l’organizzazione delinquenziale del PCI-GCIL, con ex-moglie di merda e parentume di merda vengono a sapere che sono stato mandato a Milano vanno in sbattimento. Non sanno come continuare il mobbing ossessivo anche lì. Assegnato a Milano centro, mi ritrovo abusivamente spostato nella sede più lontana e disagiata della città. Nessun problema. Sono stato appena promosso d’ottavo livello. Sulla base di legge e regolamento organico chiedo un lavoro d’ottavo livello. Non c’è. Pazienza. Non farò nulla. ...In attesa d’un lavoro che sia, come da leggi e regolamenti, della qualifica che ho. All’INPS, ormai in piena ondata sindacale mafioso-delinquenziale, le leggi e le norme interne sono pura propaganda di nessun valore. All’INPS, passera nno progressivamente quasi tutti d’ottavo livello, mentre i lavori d’ottavo livello sono pochissimi, a parte che in genere passano d’ottavo livello chi non ha la prescritta laurea e talvolta neppure il diploma di media superiore. Appunto, ormai sono in piena ondata mafioso-delinquenziale, come tutto il settore pubblico, in cui il corso mafioso-delinquenziale continua e s’aggrava fino ad oggi ed in futuro, con periodiche riforme-propaganda che peggiorano solo l’esistente. Sinistra, Centro, Destra ...sono tutti uguali... Una burocrazia mafioso-delinquenziale con politici che fan finta di non vederlo, altrimenti vengono loro stessi distrutti da magistrati e sbirri.

Io a Milano, per quel corso d’analisi finanziaria che mi seguo su decisione mia e per interessi miei, ecco che la struttura delinquenziale del PCI-GCIL dell’INPS di Torino, con ex-moglie di merda e parentume di merda, vanno in sbattimento. Nella loro demenza ossessa, attivano Renata e Corrado. Intanto Renata sarà forse divenuta ispettrice INPS. Corrado ha continuato a far nulla, a far debiti “per la rivoluzione” ed a cercare chi glieli pagasse. Ah, aveva anche un’altra mania, quella di fare il piccolo grande tipografo ed editore. Deve aver lasciato, ma restando ben in contatto, Renata ed essersi trovata una con qualche soldo a Genova. Appunto, per far l’editore. Nel frattempo il figlio ha seguito le sue orme. Così, a Corrado, s’è aggiunto un figlio che già alle superiori od appena finite ha messo incinta una, s’è sposato ed ora è anche lui senza lavoro come Corrado. Anzi, il figlio ha imitato in meglio il padre. L’ha messa incinta una volta e, già che c’era, subito una seconda volta. ...Forse anche altre volte: a differenza di loro, non “seguo” il prossimo, salvo che proprio il prossimo non mi capiti e mi resti sui coglioni. Così, ora, Corrado, col figlio, fanno finta di fare gli editori di libri che non si vendono, proprio quando il mondo, siamo appunto nel 1991-1992, sta passando all’editoria elettronica e sul web. ...Renata paga e l’altra di Corrado pure... ...per il finto lavoro di Corrado e del figlio con famiglia numerosa a carico.

Corrado e Renata sono proprio due fatti così... ...Lui, un venditore. In America, ma anche a Milano, si fosse dedicato a quel suo autentico talento, oggi sarebbe un superdirettore di qualche grande compagnia di vendite. Lei una svampita. Una non in grado di prendere un treno. Sì, perché non sa guardare un orologio, non sa guardare l’orario d’un treno, non sa associare l’orario dell’orologio all’orario del treno e non sa identificare un binario ed un treno. Una, pur intelligentissima, che ha bisogno d’un tutore, d’un marito-tutore. Inoltre, pur “grande rivoluzionaria”, in realtà è solo un’impiegatucola bravissima nel suo lavoro, e pure un’impiegatucola maniaca. Una volta, si doveva andare ad una riunione (di fatto, di studio) con degli austriaci in Friuli. Io presi un giorno di ferie. Però, dovetti andarla a prendere a Savona, perché lei “non poteva perdere un giorno di lavoro” e non era in grado di prendere un treno da sola. “Grandi rivoluzionari”... Che demenze! Ah, c’era pure, Bruno, ragazzo di grande successo. O, almeno, uno che si presentava bene. Era un po’ come il figlioccio di Corrado e Renata. Arrivava dal Friuli o dal Veneto a Savona, per riunioni (di fatto, di studio), poi arrivava una telefonata o d’un’ex-moglie od ex-amante, che se non andava s’ammazzava e lui, appena arrivato, doveva riprendere il treno e ritornare in Friuli od in Veneto. Una volta si portò il fratello, che lavorava allora in un supermercato. Un ragazzetto belloccio credo, con ragazza o ragazze in Veneto o nei Veneti. Dormimmo a Savona, in un albergo, nella stessa stanza, lui in letto singolo, io ed il fratello in letto matrimoniale. Ad un certo, punto, stavo forse per prendere sonno, mi sento la mano del fratello sull’uccello e lui che mi dice “amore...”. Cacchio! Mi sono subito irrigidito. Col braccio sul lenzuolo o sulla coperta gli ho come bloccato la mano. Lui ha capito che non ero il tipo o non avevo intenzione. S’è voltato e s’è messo a dormire. Forse l’avrò guardato durante la riunione (di studio) e lui avrà pensato che avessi delle propensioni omo o bi-, e delle intenzioni nei suoi confronti. Boh?! Poi, il giorno dopo, lui ha alluso (forse per vedere come l’avessi presa per quel tentativo suo, da me rifiutato), ed io ho fatto finta di non ricordarmi che lui c’avesse provato... ...non so bene a voler far cosa, precisamente, non avendo io pratica, ne volendo averla, di tali cose. Avessimo iniziato, in due, che faceva il fratello nella stessa stanza, si toccava da solo o s’associava? ...Forse, l’aveva spinto lui...

Renata e Corrado vengono così mobilitati dalla struttura delinquenziale del PCI-GCIL dell’INPS di Torino, con ex-moglie di merda e parentume di merda, per scoprire il grande capo terrorista, io, che cosa faccia a Milano. A Milano, in quella sede sperduta, appena arrivato, mi compare una sulla porta e mi dice: “Conosci Renata di Savona?” ...Non la vedo né la sento da 20 anni. ...Se voleva salutarmi poteva telefonare... Arrivato in quella sede sperduta, il primo giorno decine di persone transitano nella stanza dove sono parcheggiato per vedere che faccia abbia un grande capo terrorista in superclandestinità. Quella che m’era comparsa sulla porta era una che veniva da Savona e, forse appena separata o divorziata, si doveva essere fatta mandare lì in missione come modo per tirare su un po’ di soldi e come prodromo per un trasferimento definitivo eventualmente con qualche posizione lì da capetta. ...L’avranno ricompensata, anche se non so che grandi informazioni possa aver potuto obiettivamente dare alla struttura delinquenziale del PCI-GCIL dell’INPS di Torino, con ex-moglie di merda e parentume di merda, per poter loro continuare nel loro ossessivo mobbing.

Poi, un giorno, sempre in quel periodo, mi compare Corrado a Torino, facendo finta di non sapere se sia io. Mi telefona. Sei...? Era vicino. Vado. Vuole sapere che io faccia, per riferire. L’hanno mandato in missione. Renata lo co-mantiene, così come mantiene il finto lavoro del figlio che fa finta di lavorare con lui, ed ecco che per incarico della struttura delinquenziale del PCI-GCIL dell’INPS di Torino, con ex-moglie di merda e parentume di merda, che la attivata, lo manda e lui non può rifiutarsi. Si trova di fronte ad un superterrorista in superclandestinità, lui già bordighista, ora pseudo-editore. Dico non so cosa, e lui, con la sindrome del muro di Berlino appena crollato, scatta: “Non ho nulla di cui rimproverarmi!” Ma di che parli?! Eravano gruppettari di studio assieme sui classici di non so cosa. Ma che hai capito?! Ah, no, sono io che non ho capito. Io sono il grande capo terrorista che continua nell’ombra a colpire e lui è lì il grande già-comunista che di fronte al crollo del “socialismo reale” non sa ancora che credere a qualcosa e si sente in colpa per aver creduto in cose che ora gli sembrano fasulle. Ma che c’entri tu con l’URSS, se eri bordighista? Se sono io il BR, sono io l’m-l, anche se dovresti saperlo che proprio non sono un m-l. Boh, sono 20 anni che non lo sentivo. Chissà che ha fatto. Chissà che s’è creato ora nella testa. Mandato da Renata perché sennò non lo co-mantiene più. Renata, a sua volta mobilitata, come “solidarietà”-INPS, dalla struttura delinquenziale del PCI-GCIL dell’INPS di Torino, con ex-moglie di merda e parentume di merda ossessionati su come continuare il loro mobbing ossessivo in attesa di tempi successivi per passare alla tortura bianca e peggio. Ah, no, Renata, come gli altri, ha pure dell’invidia. È una così. Anche se non capisco invidia di cosa. È più intelligente e brillante di me, anche se senza originalità. Perché deve invidiarmi? Per cosa?

Appunto, da eredi di Bordiga ad ausiliari di caramba delinquenziali. Quelli, già allora, del mobbing ossessivo, e che, poi, dal 2000, organizzano la tortura bianca [vedi altri scritti] e peggio. Così intelligenti ed astuti, i grandi “rivoluzionari” Renata e Corrado! ...A fare i confidenti, forse solo occasionali, di caramba delinquenziali... Così è. Se a lor piace...

giovedì 19 aprile 2007

Chinese Asylums 24. Taichung, città di prostitute e vergini ...cui far la festa

Chinese Asylums 24. Taichung, città di prostitute e vergini ...cui far la festa
by Georg Rukacs

Taichung è una città così. Se da questo posto, tra Sogo e la stazione, vado verso ovest, per esempio a Rt-Mart, che è un grande magazzino, anche alimentare, sempre aperto a qualunque ora, ci sono bodelli d’ogni genere dappertutto. Anche qui, tutt’attorno. Anche in altre direzioni. Non so altrove. Ma in questa città, che credo sia sul milione d’abitanti, è così. Bordelli d’ogni genere con mignotte d’ogni genere, da quel che posso inferire dall’esterno, non essendo mai entrato, ma alcuni sono proprio come sulla strada per cui qualcosa si intravvede anche solo passando.

Poi, come naturale contraltare, ci sono le vergini, o quelle tutta casa e marito, sempre che il marito, dopo anni e figli in gran numero, voglia ancora qualcosa. Ah, come dappertutto, ci sono anche le altre...

Come sempre, quando si parla in media, o per grandi generalizzazioni, la vera vita reale è poi quelle che capita a voi, in prima persona, nel vostro microcosmo.

L’ultimo, era uno di quei sabati sera in cui non t’aspetti nulla, sebbene io m’aspetti sempre qualcosa anche quando non si sa bene se poi qualcosa succederà davvero.

La giornata si trascina. Poi si riscalda, nel senso che ti sei finalmente fatto la barba, lavato, oltre ad avere finito le solite quotidianità sul web ed avere almeno ingranato qualcuna delle mille cose che ti eri ripromesso di fare, verso sera. Allora, per rompere il chiuso d’una stanza, d’un quartiere piccolo, del solito panorama ridotto e piatto, decidi di farti un giro in una di queste librerie cinesi che sono come biblioteche dove tutti, pure io, vanno a leggere più che a comprare.

Appena a ovest di qui. Pochi minuti in bici, eppure in zona del tutto diversa, lussuosa, credo già in quella che qui chiamano “piccola Europa” dati l’architettura ed il lusso.

Era proprio una pischelletta. Con dei calzoni corti come si usavano in Europa, per bimbi maschi, mezzo secolo fa. Di quelli che coprono, non di quelli che esaltino le cosce. Delle belle forme, comunque.

Io ero lì a leggere un libro, al secondo piano cinese che considera primo il pian terreno. La ho subito notata. Ha visto che l’avevo guardata e poi seguita con la coda degli occhi pur chino sul libro. Lei continuava a gironzolare, come d’una che o non cerchi nulla davvero o che non trovi quel che cerca. Io ero poi andato al quarto piano, quello delle lingue con letteratura soprattutto in inglese e materiali linguistici vari e di lingue differenti. E m’ero seduto non vicino a dove stanno i commessi, che è poi l’unico posto in cui ci si possa sedere a quel piano, salvo sedersi per terra come molti, anch’io talvolta, fanno a Taiwan.

Forse, perché era un posto riparato ed, a quell’ora e quel giorno, non c’era nessuno, la pischella aveva cominciato a ronzarmi attorno. In effetti lì, se ben ricordo, è più affollato la domenica a quell’ora, ormai oltre le 20. Aveva cominciato a ronzarmi attorno come fanno le cinesi, cioè fingendo di non vedermi e d’essere tutta concentrata su non so cosa. Poi, s’era seduta nel punto più distante da me, in quello spazio per sedersi, che è un modo di dirti che t’ha ben visto e che ti considera “pericoloso”. Tuttavia, ad un certo punto aveva cominciato a guardasi attorno come agitata da qualche cosa. Al che, l’avevo guardata diritta negli occhi, che aveva subito abbassato, come a chiederle se volesse qualcosa da me.

“Mi scusi,” aveva cinguettato “Lei è un insegnante di inglese?”
“No, non sono né insegnante né anglofono.” le risposi gelido.

...Intanto, per loro, lo straniero è comunque un “americano”...

“Ma sono sicura che lei può spiegarmi...”
“Fammi vedere”, le dissi.

Mentre guardavo quel libro di una femministra che lei aveva aperto proprio dove parlava di anticoncezionali ed aveva incontrato qualche parola latina, che ora usava come scusa per chidermi spiegazioni, mi chiese:
“Di, dove sei?”
Le dissi che ero austriaco. Non sanno neppure dove sia, nelle Cine. In realtà, stavo solo pensando come trovare il modo di farmela subito o più in là, sempre che lei ci fosse stata.

Era magrina, pelle bianchissima, aria distante. Tuttavia, con delle forme ed un modo di fare che mi eccitavano. Di quelle, insomma, che pur senza farlo vedere, pensano solo al cazzo anche se, da quelle parti, magari si limitano a toccarsi frenetiche fino al matrimonio verso i trent’anni ed oltre. ...e poi continuano a toccarsi pure nel matrimonio, sempre che duri.

Evidentemente, era lì perché non sapeva che fare il sabato sera. Aveva poi preso quel libro come scusa, senza neppure pensare che libro fosse. Dopo, l’aveva aperto a caso e l’aveva usato come pretesto per attaccare bottone. Della serie: “Aggancio per conversazione seriosa il sabato sera con un “americano” da cui non oserei mai farmi trombare sebbene ne avessi voglia e sarei poi corsa a toccarmi tutta le notte e tutti i giorni successivi pensando che cazzo grosso e lungo dovesse avere.” ...Ah, è il loro ragionamento standard... o uno dei loro ragionamenti standard.

La volli mettere in imbarazzo. Per cui le buttai lì crudo: “Interessante questo libro... ...ho capito... ...fai l’amore col tuo ragazzo e vuoi vedere come non restare incinta...”

Diventò più che rossa. Divento di tutti i colori. Mentre mi gettò li veloce: “Non ho ragazzi! E, quelle cose, qui non le facciamo! ...non siamo mica come voi!”

Allora, le presi la mano e mentre gliela baciavo: “Perdonami! Perdonami! Perdonami! Ne ero sicuro! Si vede che sei una vera e serissima taiwanese... ...l’ho fatto solo perché volevo vedere cosa mi rispondevi. ...sei così bella... ...perché non sposi me subito?!”

Ridivenne di tutti i colori, ma ora in modo differente. In più, era eccitata da quel contatto mio con la sua mano, con la sua pelle e lei, la sua, dunque, con la mia.

La libreria stava chiudendo.

“Ah, dovevo dirti di queste parole. Voi proprio saperlo che sono?”, le dissi mentre ci avviavamo verso l’uscita. Continuai: “Cosa fai ora... ...perché non continuaimo a parlare, o hai da fare?”

Con quel fare che hanno le cinesi, talvolta crudo e diretto, mi disse: “Mio papà vuole assumere un insegnante d’inglese per me... ...ti interessa?” Appunto, ogni straniero è americano e sono tutti insegnanti d’inglese. Ragionano così. Forse che m’aveva incontrato in una libreria. Chi vede per strada un “americano” si dice: “O è un ingegnere, o un insegnante di inglese.”

Non le risposi né sì né no. Le dissi: “Che libri usi per l’inglese? Perché non me li fai vedere?” ...Mi interessava vederla al chiuso... ...o da lei o da me.

Venne fuori che abitava proprio vicinissimo. I genitori sarebbero arrivati ma in casa non c’era nessuno. Era pure una casa su su, ma senza portinaio, dunque nessuno che poi potesse chiederle conto che ci facesse con un “americano” in casa. Comunque, se fossero arrivati i genitori, la poteva buttare sull’insegnante d’inglese che cercavano...

Non mi feci troppi problemi. Gelido, la buttai su quella cosa che lei cercava un insegnante d’inglese ed io le avevo chiesto di farmi vedere che libri usava. Non fece in realtà troppe storie a farmi andare a casa sua “per vedere i suoi libri d’inglese”. Nella sua stanza, le presi le mani e le ridissi: “Davvero, ti trovo bellissima e mi sono innamorato di te appena t’ho vista... ...perché non mi sposi subito.” Le baciai le mani e feci per tirarla a me.

Resistette e cominciò ad urlettare:
“Ecco voi americani siete tutti così.”
“Ne hai conosciuti molti?”, le dissi cinico.
“Schifoso! Schifoso! Non ho mai conosciuto nessuno. Sei il primo con cui parlo... ...non siamo come voi!”
“E come fai allora a sapere che fanno o facciamo tutti così?”, insistetti.
“L’ho visto alla tv... ...e poi lo sanno tutti che siete così, che pensate sempre al sesso...”
“Ah, ecco, uno, io, vuole sposarti subito e tu subito ti riscaldi a quel modo...” continuai.
“Ma sono troppo giovane... ...devo ancora fare l’università.”
“Ecco, allora diveniamo amanti subito e poi mi sposi quando hau finito l’università...”
“Te l’ho detto... ...pensate sempre al sesso, voi americani! ...Se continui a parlare di queste cose è meglio che smettiamo subito e che tu te ne vada.”
“Ma non dovevi farmi vedere i tuoi libri d’inglese?”
“Ma tu pensi solo a quelle cose lì...”
“Sei tu che sei così bella che mi sono subito innamorato di te...”
“Ecco, che continui a parlare di quelle cose lì, ...è meglio che la smettiamo, che tu te ne vada.”
“No, dai, facciamo come fratello e sorella...”
“Ecco, facciamo come fratello e sorella...” assentì, lei.
Era però proprio eccitata. Pensava solo al cazzo, seppure avesse terrore al solo pensare che lei pensava solo al cazzo e che comunque era una cosa distante che non poteva avere fino a che non fosse stata sui trent’anni, più d’una dozzina d’anni dopo.

Coi suoi libri ci sedemmo su un divano.
Le ripresi le mani e le dissi diretto diretto:
“Sai che anche i fratelli e sorelle hanno i loro segreti...”
“Come sarebbe a dire?!”
“Se un fratello ed una sorella si vogliono bene, almeno qualche bacetto casto se lo danno...”
Arrossì tutta.
Presi a baciarla con delicatezza sul collo.
Si divincolo ma senza troppa convinzione.
Me la tirai contro e le sussurrai: “Se vuoi che siamo davvero fratello e sorella mi devi almeno far baciare la tua sorellina, e le misi la mano sulla sua passerina e le dita proprio sulla righetta, dentro i calzoncini.”
Era agitatissima, eccitatissima e non sapeva che dire e fare.
Le sfilai velocissimo i calzoncini, ma le scattò:
“Ennò, cosa mi vuoi fare?! Voi americani siete proprio dei porci.”
“Mannò, dai...”, le dissi serio serio. “Ora diventiamo davvero fratello e sorella e poi continuiamo a vedere i tuoi libri d’inglese e tu mi dici tutti i tuoi segreti ed io i miei, proprio come fanno dei veri fratelli e sorelle.”
Presi un foulard di dimensioni non piccole che era lì. Lo tesi sulla diagonale tra le mie due mani. Lo feci ruotare per arrotolarlo come farne una specie di benda. “Dai, ti faccio vedere come si fa.” E glielo misi sugli occhi, legandoglielo sul dietro della testa. “Ora diventiamo davvero fratello e sorella.”
La rovesciai comoda con le gambe verso l’alto sulle mie spalle. Finii di togliele veloce i calzonici e con essi pure le mutandine e prima che potesse pensare troppo che le stesse succedendo le stavo succhiando il clitodide per farla esplodere in dei violenti e profondi orgasmi clitoridei. Quando fu ben fatta e piacevolmente distrutta, mi ero intanto liberato dai miei calzoni e mutande ed ero lì col cazzo turgidissimo da far male, e gliemo misi, per quel che entrava all’inizio, in quella fichetta eccitatissima dal lavoro di bocca. Tanti corti su e giù, su e giù, su e giù, finché non le entrò tutto con lei che gli esplodeva attorno ed io che le venni dentro.

Se ne stette un po’ lì, ed io con lei, a godersi il dopo come stordita. Appena si riebbe, cominciò a dire e ad urlettare: “Cosa mi hai fatto?! Cosa mi hai fatto?! Mi hai preso il mio fiore! Ora mia mamma mi ammazza.” E così via, sempre più isterica. Glielo rimisi dentro turgido per una seconda calvalcata sostenuta dopo un cinico: “E tu non dirglielo.” Si acquetò il tempo che se lo rigodette di nuovo varie volte. Dopo un po’, finita quella seconda “sessione”, ricominciò: “Come faccio ora?! Come faccio ora?! Col mio fiore che se l’è preso un americano!” E continuò con toni sempre più isterici.

...Era quello che le era stato inculcato dalla famiglia e dalla scuola, come un po’ a tutti, fin dalla nascita... Di fronte a quell’isteria crescente ed a quell’autentica disperazione, non c’era altro da fare: le detti un ceffone, perché si riavesse da quell’accentuato crollo nervoso, e me ne andai. Mentre mi ridiveniva durissimo di voglia di quella fichetta succulenta.

Sulla via di casa, anche se non dovevo andare proprio a casa ma solo in prossimità, c’era non so che cerimonia religiosa o parareligiosa, forse un funerale, con uno di quei tendoni dalla parte opposta della casa interessata e pieno di gente che ostruiva tutto il vicolo impedendo il passaggio. Mi cadde l’occhio su una fichetta abbigliata da troietta che volesse solo esser montata. Era affianco ad una con abbigliamento simile, tra il ricercato ed il sexy, verosimilmente la madre anch’essa tuttora gustosa, almeno da quel che potevo vedere. Appena fissai la fichetta, lei s’accorse d’essere fissata e s’irrigidì arcuando la schiena, tendenso il collo verso l’altro, esaltando quel culetto su quelle coscione con gonna e stivaletti. Parcheggiai la bicicletta e, sfruttando quell’affollamento, mi diressi verso la fichetta continuando a fissarla e con lei che s’accorgeva che la fissavo e che mi stavo dirigendo verso di lei.

Non feci neppure in tempo a dirle che era bellissima, che mi sbatte contro un:
“Che cosa vuoi?”
“Voglio te.”
“Non sono mica una prostituta.”
“Non voglio una prostituta, voglio te.”
Insistette: “Vai lì se cerchi una donna.” E m’indicò uno dei numerosi bordelli che sono in effetti un po’ dappertutto, soprattutto in quell’area.
Complice la folla pressata, le misi la mano su fianco scoperto. Da dietro, gliela infilai sotto la gonna, sfruttando una fossetta della spina dorsale sull’osso sacro, e sotto tra le chiappe verso la fica. Poi le presi la mano e me la tirai dietro. La portai dietro quel tendone, uno spazio libero e nascosto alla vista, tra il muro ed appunto il tendone per non so che cerimonie stavano facendo.

Lì, le feci: “Ridimmi di andare a puttane e t’ammazzo qui”, mentre me la tiravo contro e la baciavo sul viso.
“Se hai voglia, devi andare lì...” insistette.

Visto che erano tutti a quella cerimonia che continuava le dissi:
“Dove abiti?”
“Lì”, ed accennò lì vicino.
“Fammi vedere dove.”
Andammo a casa sua, fino sulla porta di casa.
Mentre me la tiravo contro per limonarla un po’, era un punto dove nessuno vedeva nulla, le chiesi dove fosse la chiave.
“Te l’ho detto che non sono una prostituta.”
Mi limitai ad un: “Appunto. Non mi interessano le prostitute.”
Aveva una chiave attorno al polso.
La presi ed era proprio la chiave della porta di casa.
La aprii e le tirai dentro.
La spinsi verso un letto.
“Neppure ti conosco e...”
“Appunto, ti violento...” sebbene la situazione non fosse proprio da...
Lei si limitò ad un ultimo: “Sono vergine.”
Con un “Anch’io” che la lasciò senza parole, la spinsi sul letto e le fui sopra.
Anche lì, dopo corti su e giù finché non entrò tutto, mi feci e le feci godere una lussuriosa calvalcata.
Ce ne stemmo lì troppo, forse.
Mi stava ridivenendo duro, quando... ...evidentemente la cerimonia era finita. Arrivò la madre che comincio a colpirmi, veloce ma piano piano alla cinese, e ad urlettare dei: “Cattivo! Cattivo! Cosa hai fatto alla mia bambina!”

Sarebbe stata da tirare sul letto e da trombare pure lei. Ma ormai era tardi, per me. Mi rimisi veloce i calzoni e me ne scappai via.

Andai al punto di raccolta da dove raggiungemmo Taipei per fare un bel servizio agli italioti ed ai taiwanesi della tortura bianca. Intanto, in camera mia, c’era il simulatore, coi pidocchietti che, vedendomi nel loro strumento di guardonaggio sebbene io non ci fossi, facevano le solite battutine maniacali, timorosi d’essere uditi ed individuati dagli altri che in effetti li sentono, li vedono e sanno che sono loro in servizio pidocchiesco di Stato. A Taipei, abbiamo dovuto fare degli interventi decisivi sia sulle teste vuote dei dementi ossessi italioti e paraitalioti che su quelle dei dementi ossessi di un ufficio di servizi di polizia taiwanese che opera su loro istruzione e rende conto agli italioti lì ed a Roma di queste demenze su commissione. Mandano loro dei comici rapporti settimanali e mensili di questa tortura bianca con cui non concludono in realtà nulla. La notte ed il primo mattino sono ottimi per queste operazioni sui pidocchi.

lunedì 16 aprile 2007

Ligonchio 1. Luobii, il Tibet e la creazione di Ligonchio

Ligonchio 1. Luobii, il Tibet e la creazione di Ligonchio
by Georg Rukacs

Luobii era un monaco errante senza età. Era secoli che errava. Era, allora, ai tempi di queste vicende, una specie di sufi arabo-ebraico-cristiano-tibetan-ligonchiese, sebbene allora Lingonchio non esistesse ancora, ma ne esistevano i monti. Luobii era un dotto ed un pratico.

Eravamo attorno all’anno mille. Erano i tempi di Pigo, Ligo e Silo, i tre fratelli che s’erano ribellati al padrone oppressivo e, con altri giovani s’erano uniti loro, s’erano dati al brigantaggo prima di fondare ciascuno, nell’ordine Piolo, Ligonchio e Sillano. Luobii era arrivato, od era ritornato, dal Tibet, per stabilire un legame non solo spirituale ma materiale, con la sua persona che stava, col suo cammino, legando ormai per sempre le due aree.

Quando Pigo, Ligo e Silo avevano eliminato il padrone, non per questo né era sparita la famiglia e gli sgherri, che continuavano ad opprimere quelle aree. Pigo, Ligo e Silo li combattevano e combattendoli né vivevano. Senonché, combattere degli oppressori, da un lato li intimidisce, dall’altro, se non li si elimina, li si rende ancor più ansioni di rivalersi per recuperare quello che viene a loro sottratto. Un brigante, od un guerriero, sottrae all’oppressore, ed ecco che costui si rivale contro chi non può difendersi opprimendolo ancora più di prima.

È quello che gli sgherri della famiglia del padrone ucciso da Pigo, Ligo e Silo facevano. Se la prendevano pure coi viandanti. Pure Luobii era incappato in loro e ben più d’una volta, pur in quel corto passaggio nelle loro aree.

Gli avevano sottratto i calzari. Gli avevano rubato dei preziosi che custodiva come moneta per il viaggio. Gli avevano distrutto delle tavolette con delle iscrizioni che portava con sé. Quando Luobii si imbatté in uno di quegli stessi bravacci addormentato dal mangiare a dal vino abbondanti e ne notò la spada agile e robusta, lo prese come un segno del destino. Con una pietra gli spaccò la testa, si armò della spada del bravaccio e si risarcì, un po’, con quello che gli trovò indosso. Continuò così il suo cammino deciso a non lasciarsi derubare un’altra volta, quanti fossero stati gli sgherri gli si fossero parati dinnanzi o l’avessero raggiunto.

Si imbatté, invece, nella banda di Pigo, Ligo e Silo. Si squadrarono, loro sospettosi, lui un po’ sornione. Lui li salutò. Loro risposero. Luobii continuò il suo cammino sulla vetta più alta di quelle montagne dove poi fermarsi per un periodo di meditazione e di preghiera. Loro, incuriositi, presero a seguirlo mantenendosi a distanza, non per raggiungerlo e bloccarlo.

Durante quel cammino verso l’alto, sia Luobii che la banda di Pigo, Ligo e Silo, s’accorsero che i bravacci dei luoghi stavano dirigendo in gran numero su di loro a cavallo. Fu allora che Luobii si fermò, indugiò un attimo, invertì la marcia e si diresse rapido verso quegli strani briganti di Pigo, Ligo e Silo che non gli ispiravano diffidenza. Era ad ogni modo deciso a dare battaglia, anche da solo, visto che comunque i bravacci li avrebbero e lo avrebbero raggiunto a meno che non si fossero affrettati a fuggire. Fuggire non era l’intenzione di Luobii. Probabilmente, si disse, i bravacci avevano scoperto il loro da lui ucciso ed ora erano assetati di vendetta.

L’unica accortezza sia di Luobii che della banda di Pigo, Ligo e Silo fu di raggiungere un punto dove gli sgherri avrebbero dovuto affrontarli appiedati, se avessero davvero voluto dar loro battaglia. Si lo volevano. Infatti, non s’arrestarono e continuarono a dirigere su di loro.

Luobii ebbe appena il tempo di indirizzarsi alla piccola banda di Pigo, Ligo e Silo che s’era come disposta in attesa d’ascoltarlo. Li guardò diritto. Fu diretto. Del resto, non l’avessero voluto ascoltare, o non l’avessero inteso, potevano semplicemente andarsene.

“Non sempre c’è una ragione nelle cose. Non sempre c’è un motivo perché noi si sia in un luogo, si facciano delle cose, o si agisca in un modo o nell’altro. Non è neppure vero che si sia noi a scegliere quel che dobbiamo o vogliamo fare anziché esser scelti dal destino. Certo, possiamo sempre o andare avanti, o andarcene, o volgerci in direzioni differenti.
“Beh... ...oggi, ora, siamo qui... ...so quello che farò io... ...ci sono momenti in cui si deve essere pronti a morire per vivere... ...che si muoia davvero o che si vinca. Questa è ora la mia spada. Il destino l’ha messa sul mio cammino. Lì, ormai qui tra poco, chi m’ha scelto come nemico me l’ha data, m’ha dato questa spada, ...per distruggerli. Solo la morte mi separerà ora da essa. Solo la vittoria mi permetterà di riporla esausta nella sua guaina.
“...Quanto a voi... là la fuga... .....qui la battaglia e la vita.”

Poi li guardò sornione, prima di abbattersi sui bravacci che avanzavano: “Nessun giorno è bello per morire. Tutti i giorni sono ottimi per vivere.”

Luibii si avviò lento e sicuro verso gli sgherri che s’approssimavano. Fece volare e rotolare la prima testa staccandola di netto e continuò con le altre. La banda di Pigo, Ligo e Silo, che s’era unita senza defezioni alla battaglia, fece lo stesso. In breve, senza perdite loro, gli sgherri erano stati ridotti tutti a corpi senza testa sparsi dappertutto. Luobii e la banda di Pigo, Ligo e Silo s’erano abbattuti come tornado su di essi ed avevano dato loro il loro.

Nella terra fecondata da quel concime sorgerà Ligonchio.

Luobii ripose la spada nella guaina, per proseguire il cammino verso le vette ormai prossime seppur faticose a conquistarsi. In effetti, la spada gli era ormai solo di peso. Raggiunte delle rocce, la estrasse e la ficcò profonda tutta dentro un masso che, feso, si richiuse attorno ad essa celandola alla vista. Continuò il suo cammino, per creare quell’indissolubile legame Tibet-Ligonchio e dedicarsi ad un periodo di meditazione in quei silenzi appenninici.

È così che, nei secoli, le montagne di Ligonchio sono divenute zone di pellegrinaggi segreti. Il tutto, naturalmente, lontano dall’abitato e dai poteri dei luoghi non meglio di quelli su cui s’era abbattuta quel giorno la spada di Luobii e della banda di Pigo, Ligo e Silo. Il potere materiale spesso s’accompagna alla miseria spirituale e peggio. Così fu, anche lì.

Tuttavia, su quei monti, potete trovare la Ligonchio segreta. Lontano dall’abitato.

Chinese Asylums 23. I pidocchi dementi-ossessi son fatti così

Chinese Asylums 23. I pidocchi dementi-ossessi son fatti così
by Georg Rukacs

Salmi 34:21:
La malvagità farà perire il malvagio,
e quelli che odiano il giusto saranno condannati.

Oh, che palle!
...Sì, lo so, sono un po’ sempre le solite “demenze” su dementi, con le inevitabili ripetizioni!

Eppure, dal punto di vista epistemologico, lo studio del pidocchio cinese, così come dell’italiota, è prezioso.

Il cinese è tutto nella famiglia e nelle specie. Non esiste in quanto individuo. Non ha morale, non ha preferenze, non ha spiritualità. Se le ha, non è più un cinese od una cinese e diviene essere umano. Il cinese non ha libertà di scelta. Non è libero e non sceglie. È pidocchio demente ossesso e prostutito in una comunità di pidocchi dementi ossessi e prostituiti.

La famiglia, e la grossa ed ancora misera famiglia che è lo Stato o la comunità cinese, permette al cinese di dedicarsi a qualunque crimine o non crimine senza alcun rimorso o rimpianto. In cinese non sceglie. È scelto. Da cosa sia scelto neppure lui lo sa purché chi lo scelga sia il potere, o ciò sembra il potere, cui prontamente si sottomette.

Per il cinese non esiste il bene come non esiste il male. Il cinese non ha una visione od una sua visione personale del bene o del male. Per averla, dovrebbe essere persona, ma non lo è. Dovrebbe avere moralità e non la ha. Per il cinese, “il bene” è ciò viene ordinato dal potere e porta dunque o vantaggi o l’assenza di svantaggi. “Il male” è quando si avversa il potere e dunque ne possono derivare solo svantaggi.

Nella RPC il potere è il Partito Comunista Cinese [PCC]. A Taiwan lo Stato si maschera dietro ONG, associazioni, mafie e mille altre forme, ma alla fine è sempre il potere centrale, con le sue diramazioni locali, che impone la sua volontà, sempre che si possa parlare di volontà per maniacalità ossesse di e da prostituti. In effetti, alla fine, chi ritiene di rappresentare, personificare, un potere, e di imporre dunque sue volontà, segue solo il suo tornaconto personale. ...Per quanto definire il tornaconto personale sia cosa complessa, anche in una comunità di pidocchi.

Nella RPC, se sei il potere, dunque il PCC e le mafie da esso dipendenti, devi praticare l’oppressione di chi può minare quel potere. La tortura-linciaggio sia cruenti che bianchi sono parte integrante dell’attività del PCC sia contro gli stessi membri del PCC stesso che, ancor più, contro gli altri. La RPC ed il suo PCC sono basati sull’intimidazione permanente ed aperta.

Non è differente a Taiwan, forma a parte. A Taiwan, il lavoro d’intimidazione sociale, di cui torture e linciaggi cruenti e bianchi sono parti essenziali, avviene attraverso una molteplicità d’organizazzioni ed associazioni che sembrano spontanei frutti sociali. In realtà, Taiwan non è meno centralizzata, seppur, come nelle varie altre Cine, sia una centralizzazione di tipo mafioso, della RPC e del suo PCC. ...Non si creda che il modello cosiddetto liberale sia diverso. In esso, cambiano le forme, più efficienti e leggere. Dove centrali siano i concetti di nazione, dunque di razza e Stato, alla fine le medesime isterie pervadono la vita collettiva ed individuale. Nella RPC, t’arriva il capocchia del PCC. A Taiwan, il “maestro” che alla fine è lo Stato, sennò nessuno se lo piscerebbe. Negli USA, l’FBI. In Italiozia, i Carabinieri, per quanto Italiozia sia versione debole dello stesso modello democratico-giacobino, per cui tutto sia meno centralizzato e meno evidente e possibile.

Dovreste vedere come i pidocchi corrano felici ed ansioni di fare il loro dovere per qualunque ignominia venga loro richesta dallo Stato o dalla “comunità” [cinese]. Dovreste vedere come si deprimono quando sbattono la faccia contro chi non solo resiste ma li batte ogni giorno fregandose ed anzi divertendosi delle loro tentate ignominie.

Qui, in 篤行路90巷12號, 404 Taichung City / 台中, Taiwan / 臺灣, come già nei posti precedenti, da quando è iniziata questa storia ora settennale della tortura bianca voluta da sbirraglia demente italiota, su richiesta di qualche demente pervesa delle strutture criminali dell’ex-piccì-cigiielle, con connivenza di “familiari” dementi ossessi di merda, i pidocchi sono già cominciati a finire sotto cure psichiatriche e drogati come conseguenza della torura-linciaggio bianchi cui volevano sottomettere me al contrario allegro ed integro. Mentre loro sono ogni giorno più malati. Anche, i loro capi, interni ed esteri, ed i “familiari” di merda in Italiozia, mi dicono non se la stiano passando meglio. Tranquilli, oggi è meglio di domani, per loro. Ogni giorno sarà peggio, per loro. Hanno voluto la bicicletta?! Ed ora non possono non pedalare!

Auguri!

Una della caratteristiche chiave dei pidocchi è la rabbia. La rabbia di non riuscire a spuntarla, di non riuscire ad imporre le loro demenze ossesse, rende i pidocchi più malati. Più rabbiosi e più dementi. Aumenta la rabbia ed aumenta la demenza. Che è poi quel che succede al “familiare” demente ossesso di merda. Diventa più rabbioso perché non riesce a distruggere chi, con la sua esistenza, li svela come dementi ossessi di merda. Divengono allora più rabbiosi, più aggressivi, ancora più rabbiosi, ancora più dementi, più ossessi e più di merda. Vorrebbero coprirsi dietro all’uno ed all’altro, come hanno sempre fatto. Ma più dementi ossessi di merda mettete assieme, più sono visibili. Non si coprono tra loro, così come non riescono a coprirsi dietro ad altri. Idem i numerosi burocrati del crimine.

I pidocchi italioli, gli “occidentali”, si raccontano banalità da filmetti per sostenersi l’un altro, per vantare un loro diritto naturale ad immerdare il prossimo con le loro demense ossesse. ...Lo sapete che il paranoico medio, le sue demenze le fa sempre “per il bene” dell’altro... I pidocchi cinesi si contano belinate da pidocchietti, che fanno riempire la testa vuota con fandonie nazi-ultra-xenofobe. Nella RPC, ma anche a Taiwan, Singapore e nell’emigrazione, i pidocchi da tortura del PCC o d’altro si dicono quel che è stato loro ficcato nelle loro crape vuote, cioè che loro sono la Cina millenaria che finalmente va alla conquista del mondo come razza più numerosa e più “colta”.

Da sempre, a casa, a scuola, nelle organizzazioni di massa, nelle associazioni, nelle chiese e nei templi, dai media, il cinese e cinesoide d’ogni luogo è formato all’ubbidienza ed alla xenofobia forsennata. Il pensiero unico cinese e cinesoide non ha alternative e nello spazio cinese e cinesoide non esistono individui, dunque non esiste chi possa contraddirlo.L’identità cinese e cinesoide è stata accuratamente costruita sulla xeonofobia di base dello spazio cinese e cinesoide combinatasi poi con la rabbia contro lo straniero, in primo luogo “l’occidentale”. Il mito coltivato per fabbricare l’identità ultra-xenofoba cinese è il mito della lingua, dunque della “cultura” comune ed unica e superiore a tutto ed a tutti. Il cinese, la cinese, più è giovane, più è un pidocchietto demente-ossesso fanatico ed obbediente.

Invero, la lingua cinese, è una lingua da pidocchi dementi ossessi. Non lo diciamo per scoraggiare ad imparla, se si crede; anzi studiatela, e bene, se volete e potete. È una lingua con migliaia di sillabe, che funziona nello scritto per la trasmissione di ordini mentre diviene incomunicabile nell’orale per vere conversazioni transculturali. Nello scritto, è pura lingua di trasmissione di ordini, o di conoscenze approvate, perché non permette creatività. Non è come le lingue alfabetiche, nelle quali ci si possono inventare parole. Nel cinese, è il potere che, se necessità di nuove parole, nuovi caratteri inclusi, le crea e le diffonde. Nel cinese, non si possono spontaneamente inventare parole e suoni. Il cinese non permette dunque la trasmissione di culture popolari o locali o spontanee. Nell’orale, dato che esistono usualmente parole esattamente con lo stesso suono ma con scrittura differente, è una lingua che permette di parlare solo se si sa già di cosa si parla e con chi. In una qualunque lingua alfabetica, la conversazione tra due persone con culture anche radicalmente differenti permette di non capire le parole che si odono e di capire che non le si capisce. Nel cinese, se si ascolta una parola che non si conosce la si riduce ad una che si conosce. Nel cinese, non si capisce di avere ascoltato una parola che non si conosce.

Non a caso la visione cinese del mondo è il falansterio di pidocchi, con ogni pidocchio predestinato ad occupare una specifica celletta. La famiglia decide la celletta del pidocchio. La famiglia-potere decide dove il pidocchio si debba posizionare. La famiglia decide se fai la mignotta in un garage o se devi andare all’università, se devi lavorare in fabbrica ad una macchina oppure cercare sistemazione differente e migliore. La famiglia decide che si debba spendere per il maschio e non per la femmina, che accetterà assentente perché così è e così deve essere. E così via. Tali sono le comunità di pidocchi fondate su micro-unità di pidocchi.

Quando il cinese voglia fingere che anche sui suoi media ci sia qualcosa di bello, deve copiare le musiche mediterranee riempite di parole cinesi, ma la base è appunto non cinese. La musica cinese è musica maniacal-ossessa di morte, con ritmi senz’anima e privi di qualunque seduzione. Sentitela. Musiche da funerale. Senza neppure le profondità tragica di tradizione greca, per esempio. La musiche cinesi sono musiche di morte per pidocchi. Se sentite altro, sono musiche mediterranee copiate, prese tale e quali.

A Taiwan, dove non c’è più formalmente il partito unico, ma in realtà sempre c’è il partito unico della comunità cinese e cinesizzante, per ogni qualunque porcheria per cui sia necessaria la partecipazione del pidocchi privato, i “maestri” del regime demente ossesso planetario cinese in operazione di distruzione d’altri cinesi eretici o di foresti si presentano come di una qualche irresistibile ONG o mafia o altro “di protezione sociale”. “Noi siamo la Cina millenaria che ha ormai il diritto numerico e culturale di dominare il mondo e che deve innazitutto difendersi contro gli elementi “asociali”, contro il tale nostro traditore della razza o contro lo straniero, il “demone” straniero, quel “demone” straniero. Chiediamo dunque la vostra cooperazione.” Di fronte al potere, il cinese dice di sì. Mette a disposizione il proprio business, la propria famiglia, i propri conoscenti, si fa reclutatore, si fa torturatore e si fa assassino. Di fronte poi all’umano che li batte, i pidocchi cinesi e cinesizzanti divengono ancora più rabbiosi ed ossessi. Più rabbiosi ed ossessi, sono ancora più deboli, per cui continuano a perdere sebbene siano così rabbiosi ed ossessi da non potersi più fermare, né lo Stato, la “comunità” planetaria cinese e cinesizzante, permette loro di fermarsi. Ed ecco aperta, così, la via della loro ineluttabile autodistruzione.

Finiscono drogati ed in inutile terapia, come sono in effetti finiti pure gli ultimi della tortura-linciaggio bianchi, e come sono finiti, in Italiozia, i parenti di merda e la sbirraglia di merda li ha usati. Drogati e sputtanati, sebbene, invero, si sputtanino da soli. Che qualcuno racconti, eventualmente, le loro malefatte è un un di più. Quando passarono da Torino, otto anni fa, a dire a tutti che ero un superterrorista ed un superdelinquente in superclandestinità ci fu poi qualcuno, qualcuna, che mi disse schifato, schifata: “No, no, con me non hanno parlato!” Come a dire: “Dementi ossessi di merda così disgustosi, se sei davvero almeno un po’ a modo, eviti pure che ti rivolgano la parola.”

Avanti, prego! Il baratro è lì! Correte diritti verso di esso! Non potete far altro! Non sarebbero pidocchi dementi ossessi di merda se non facessero così. In quest’edificio di 篤行路90巷12號, 404 Taichung City / 台中, Taiwan / 臺灣, della famiglia di pidocchi dementi ossessi di merda di 林彥哲 (Lín YànZhé), prostituiti del “potere”, oltre che della propria demenza-ossessa innata, è uno spasso, come già lo era nei luoghi precedenti per l’uno o l’altro aspetto, vedere lui stesso, 林彥哲 (Lín YànZhé), e questi figli di merda, più tutti gli altri, che corsettano nervosi e concitati, su e giù, per brevi turni (non reggendone qui di lunghi, evidentemente), con poi rapidi cambi, di tortura (almeno nelle intenzioni!) bianca. Eppoi, la moglie, lurida ed ossessa come tutti loro, “che non sa nulla”, sotto, a dirigere la “famiglia” in servizio tortura-linciaggio bianchi da sotto. Il marito 林彥哲, Lín YànZhé, che dopo 40 giorni passatati a far su e giù centinaia di volte al giorno al e dal piano torture è ora collassato rabbioso per non avere concluso nulla, è momentaneamente sparito. Idem i pidocchi magnaccia ed operativi esterni. Sono in cure intensive. Mentre sopravvivono, drogati, i figli dementi ossessi, soprattutto la figlia ed il figlio più piccoli, che pidocchietti ossessi corrono su e giù rumorosi per sessioni di tortura (almeno nelle intenzioni!) bianca al servizio della demenza ossessa cinese e cinesoide.

Di una cosa si sente la mancanza ...per potermi spanciare ancor più dal ridere. Per favore mandate qualcuno dei burocrati “dirigenti” cinesi ed italioti e, possibilmente, pure qualche sperimentato gesuita, in servizio operativo di tortura bianca d’appartamento!

Da quando, tramite il nostro sistema di radiazioni, abbiamo infettato la nostra popolazione di pidocchi, sia cinesi e cinesoidi che altri, con un virus che paralizza ed atrofizza loro centri nervosi, per esempio i pidocchi che qui s’aggirano per l’edificio si muovono a passetti saltellanti e rumorosi con sbattiture di porte come a rimarcare che meno esistono più sentono il bisogno di far sentire che ci sono. Per cui, anche nell’andatura e nel portamento si sono fatti più pidocchieschi. E, per fortuna, ogni giorno peggiorano. Non solo quelli qui. Tutti. Anche quelli lì da voi, magari con grandi stelle di generali o burocratoni o burocratini, o di grandi e piccoli politicanti di Stato e di partito complici di queste storie dementi ossesse.

Ottimo!

L’umano esiste. I pidocchi sono sempre più rabbiosi, disfatti e malati.
Non praevalebunt!
No pasan!

Intanto, sui pidocchi dementi ossessi operativi in varie località, 篤行路90巷12號, 404 Taichung City / 台中, Taiwan / 臺灣, incluso, abbiamo cominciato una serie di ulteriori esperimenti. Ogni momento guardonano con lo strumento da guardonaggio (http://www.camero-tech.com/xaver800.shtml ), produciamo loro dei pizzichii elettrici negli occhi e nelle teste vuote. Ad ogni loro colpo o rumorio intenzionale o meno, produciamo loro dei sobbalzi ansiosi. Sì che vivano con crescente disgusto ciò che essendo maniaci non possono non continuare a fare. Ciò produce un ulteriore crescente disgusto di sé stessi che non li lascerà mai più. Del resto, non vivranno a lungo. Qualcosa di peggio abbiamo fatto, via radiazioni, sui pidocchi, pidocchietti e pidocchini italioti. ...Perché credete che quel ministro, oltre a tanti altri, abbia quella crescente aria annoiata e disgustata?

Tranquilli! No evidence, no crime.
Noi eliminiamo i pidocchi. Loro fanno toc-toc...
Ha! Ha! Ha! Ha! Ha! Ha! Ha!

sabato 7 aprile 2007

Chinese Asylums 22. Dementia tremens in codardelli in 篤行路90巷12號, Taichung, Taiwan

Chinese Asylums 22. Dementia tremens in codardelli in 篤行路90巷12號, Taichung, Taiwan
by Georg Rukacs

篤行路90巷12號, 404 Taichung City / 台中, Taiwan / 臺灣.
Il padrone è 林彥哲, Lín YànZhé.

Momentaneo epilogo di cinque giorni e mezzo di acqua, web e, in parte, pure cable TV (danneggiata nella qualità), tagliate da parte del pidocchio demente-ossesso livido-depresso 林彥哲 (Lín YànZhé). ...Se ne inventeranno qualche d’un altra sebbene non è che poi abbiano grande fantasia.

Sono arrivato con una nordamericana che generosamente s’è resa disponibile a venire a dare un’occhiata, dopo avere ascoltato un lungo sunto di queste vicende. Il pidocchio demente-ossesso livido-depresso 林彥哲 (Lín YànZhé) era in servizio sopra, con altri, al visore da guardonaggio attraverso pavimenti e muri.

Appena hanno inquadrato nel visore che c’era un’altra persona, una femmina, e dal fisico pure d’una certa prestanza, visto che è piuttosto alta, il pidocchio demente-ossesso livido-depresso 林彥哲 (Lín YànZhé) è subito sceso dalla camera di tortura da sopra, è corsettato alla sua moto ed è andato al comando d’area dell’organizzazione pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese. Intanto, la moglie, che “non sapeva nulla” di acqua e web ormai tagliate da 5 giorni e mezzo, nonostante ogni giorno avessi chiesto anche a lei, s’è fatta la parte della viscida scema con la nordamericana, quando siamo scesi e la nordamericana ha chiesto lumi pure lei.

Il pidocchio demente-ossesso livido-depresso 林彥哲 (Lín YànZhé), al ritorno, s’è fatto, anche con la nordamericana, la solita scena di quello che d’improvviso si trova un edificio sotto-sopra.

“I due di fianco se ne sono andati dopo pochi giorni pur essendo qui da lunga data.” Certo, non erano disponibili a darti gratis le già piccolissime stanze per le porcate di te in servizio tortura-linciaggio bianchi dell’organizzazione pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese! In più, non potendo dir di no alla militarizzazione dell’ufficio, visto che non davi loro neppure le figlie od altre da trombare se ne sono subito andati. Inoltre, le tue battiture diurne e diurne invece che disturbare me hanno collassato loro in pochi giorni! Quando t’hanno detto, idota pidocchio demente-ossesso livido-depresso 林彥哲 (Lín YànZhé), “Perché 林彥哲 (Lín YànZhé) batti da sopra giorno e notte?”, tu hai detto loro: “Se non vi piace, andatevene!”

Poi, l’“astuto” s’è fatto la parte successiva: “Ovunque va l’Italico succedono queste cose.” Dunque, ammissione che lui è imbeccato dell’organizzazione pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese che organizza le stesse camere di tortura ovunque l’italico vada, oltre all’ammissione che l’hanno subito messo in contatto coi pidocchi dementi-ossessi di 篤行路85號, come lui stesso ha ammesso. Meno male che si credono furbi!

Infine, l’ammissione del programma di guardonaggio e tortura dell’organizzazione pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese: “Alle 2 e 5 di notte di un certo giorno, m’è venuto a battere alla porta dell’ultimo piano.” E come fai a saperlo?! O non è vero, oppure lo sai perché avete la strumentazione di guardonaggio puntata su di lui. O menti, o sei un maniaco in servizio di Stato, visto che non è strumentazione si compri al mercato. Tertium non datur!

Andata via la nordamericana, acqua e web subito riattaccate e pure la TV che si vede bene invece che confusa. Dimostrazione, che era solo un abuso fabbricato per provocare incidenti e che il pidocchio demente-ossesso livido-depresso 林彥哲 (Lín YànZhé) con l’organizzazione pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese sono subito panicati appena è apparsa una potenziale testimone. Infatti, il pidocchio demente-ossesso livido-depresso 林彥哲 (Lín YànZhé) aveva subito l’ossessione d’averne il telefono per passarlo all’organizzazione pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese e vedere che poter fare contro di lei.

Tranquilli, se ne possono inventare in qualunque momento un’altra. Tanto più che continuano il guardonaggio con rumorio connesso, che però sta danneggiano solo loro, e gli altri pidocchi dell’edificio, visto che sono visibilmente esponenzialmente rovinati, nelle loro demenze, dalla continuazione delle loro attività demenzial-ossesso-criminali loro in corso. Agitatissimo, il pidocchio demente-ossesso livido-depresso 林彥哲 (Lín YànZhé), con familiari, parenti e compagnuzzi-camerati, continua a far su e giù dalla camera di tortura sopra dove saltella e batte pur timoroso che tutti lo sentano. In effetti, tutti gli altri cinesi e cinesoidi lo sentono.

Non solo pidocchi dementi-ossessi, qui in versione livido-depressa. Pure, come sempre e dappertutto, viscidi codardelli.

venerdì 6 aprile 2007

Chinese Asylums 21. Legge marziale nelle Cine e dementia tremens in 篤行路90巷12號303室, Taichung, Taiwan

Chinese Asylums 21. Legge marziale nelle Cine e dementia tremens in 篤行路90巷12號303室, Taichung, Taiwan
by Georg Rukacs

篤行路90巷12號, 404 Taichung City / 台中, Taiwan / 臺灣.
Il padrone è 林彥哲, Lín YànZhé.
Non vogliamo diffamare né calunniare nessuno. Se diffamare vuol dire dire verità sgradite ai criminali le commettono ma vorrebbero il silenzio, in questo caso lo rivendichiamo come nostro diritto sia naturale che legale. Comunque, chiedete loro direttamente. Ecco i telefoni di 林彥哲 (Lín YànZhé), gli ultimi criminali dementi-ossessi militarizzati in servizio di Stato: (04)22021745 e 0932504434. Son telefoni pubblicati da loro sia sui loro annunci di locali in affitto su Internet che scritti in grande sui muri esterni del loro edificio. Nessun segreto. Se ritenete vi sia qualcosa di non vero, passate pure il tutto ad un qualche organo giudiziario-investigativo indipendente (né cinese o cinesoide, né degli uffici ingleses danno loro gli strumenti di guardonaggio-origlionaggio e la segnalazione di nomi da colpire con i loro programmi demenziali di tortura-linciaggio bianchi) e che diponga delle intercettazioni-Echelon di tutte le loro comunicazioni elettroniche. In realtà, già da tempo, avrebbero dovuto essere investigati e sanzionati. Il manicomio giudiziario è il giusto posto per tali criminali, sebbene si potrebbe opinare che le varie Cine siano già dei manicomi giudiziari non terapeutici e che anzi accrescono la demenza dei sudditi. Ma tali delinquenti abituali non sono solo nelle Cine dato che per questi programmi demenziali prendono ordine da altrove, ingleses ed italioti inclusi.

Ah, anche su Italiozia non vogliamo calunniare nessuno. Chiedete direttamente ai dementi-ossessi italici, ai familiari di merda. Chiedete loro, direttamente, le demenze hanno raccontato in giro ed hanno originato tutte queste storie, da decenni, e la tortura-linciaggio bianchi di Stato da 7 anni perche devo essere obbligato a tornare in Italiozia, dove immagino avranno ulteriori “grandi” programmi: (010)3760773 e (010)363709. Vi potranno confermare che ero (così hanno raccontato loro a tutti, ma non era vero) un grande capo delle Brigate Rosse od, in alternativa o complemento, un grande delinquente, che poi l’ha fatta franca. Ah, tra l’altro, al momento dell’arresto nel 1981 (con assoluzioni, una, di fatto, subito al primo processo, l’altra nel 1990), visto che non me la sono fatta sotto nemmeno un po’, se fossi stato un mitomame mi sarei dichiarato “prigioniero politico”. Invece, non mi sono né dichiarato, né ho mai fatto credere, né ammiccato come da altri ho visto fare per farsi credere. Anzi, una volta a Cuneo-speciale [massima sicurezza] c’era uno, sgomento, che credevo mi mollasse un pugno dato che, seppur piccolatto, era un ex-pugile ed ogni tanto dava pugni che nessuno gli ritornava. Mi aveva appena raccontato i suoi crimini. E, per simmetria, voleva i miei. Non avevo nulla da raccontarli, neppure cui alludere. C’era proprio restato male e s’era fatto scuro. Appunto, se, poi, altri hanno creduto di loro, magari per “informazioni sicurissime dalla famiglia” [...di dementi-ossessi di merda!] non posso rispondere delle demenze altrui. Chiedete! Chiedete! Ed i “familiari” dementi ossessi di merda vi confermeranno quello che hanno capito tutti dopo le loro ultime incursioni, un 8 anni fa a Torino. Cioè che ero ormai un grande terrorista e criminale internazionale in superclandestinità all’estero. Certo, altri dementi-ossessi di merda li hanno usati e poi hanno fatto finta di credere a tali dementi-ossessi di merda! ...O sono loro, familiari ed altri “prossimi” dementi-ossessi di merda, che hanno usato le strutture di sicurezza dello Stato inetto e corrotto, anche se le responsabilità penali e civili sono dello Stato inetto e corrotto italiota rispetto alla tortura-linciaggio bianchi. Tranquilli! Se telefonate, vi daranno la tipica risposta dei dementi-ossessi di merda: “Eravamo preoccupati”. ...Il paranoico è sempre “preoccupato” dell’altro... Cioè finge di preoccuparsi e d’esser preoccupato dell’altro perché è preoccupato di difendere la propria demenza. Insistete! Più li fate parlare, più capite la loro demenza. Ma non basta! Decisivo è che li incontriate di persona, vediate i loro sguardi allucinati, le bocche contratte, accidiose, rabbiose, invidiose di tutto e di tutti. Fatevi pure mettere in contatto con l’ex-moglie di merda e la sua “amica” delle feccia pecchioliana. Nel primo caso vedrete la demenza ossessa manifesta ed esplosiva, nel secondo caso quella livido-depressa. Poi c’è la sbrirraglia demente, inetta e corrotta ancor più dal governo “di sinistra” del 1996. Tranquilli! Loro vi diranno che non sanno nulla, che c’è comunque il segreto d’ufficio e che hanno da fare.

Veniamo a Taiwan ed alle Cine. Vi hanno raccontato che la legge marziale, che c’è stata a Taiwan per decenni, un bel giorno è stata abolita? Non è vero. È stato un falso per la “pubblica opinione internazionale” che è un altro falso che fa finta di bersi tutto per raccontare balle alle gente comune e convincerla che loro sono “l’occidente liberale” mentre altrove il male che “l’occidente liberale” fronteggia e cerca di trasformare in bene. Qualcuno, negli USA, fingeva di non volere che si vendessero ulteriori armamenti e Taiwan “perché c’era la dittatura”. Ecco, hanno fatto finta di inventarsi il multipartitismo e di sloggiare il KMT dal governo formale. Il primo passo è stata l’abolizione [finta] della legge marziale. Quello che prima era ufficiale è divenuto ufficioso, a Taiwan. Nessuna legge marziale è stata mai rimossa. Tutto continua come prima con la militarizzazione totale. Arrivano. Ordinano. Tutti si devono sottomettere. Altrimenti sono guai per loro. Dato che sono tutti piddocchi, non hanno problemi a dire di sì ed a collaborare. Idem nella RPC ed a Singapore dove lo Stato è da sempre il legge marziale permanente. I pidocchi di Stato ordinano. I pidocchietti-schiavi devono sottomettersi pronti e felici.

Ah, parentesi. Anche mio nonno Umberto aveva un albergo, a Genova. Anche a lui lo volevano militarizzare. “C’è il fascismo devi prendere la tessera del partito perché sennò non puoi continuare a fare l’albergatore.” La tessera non l’ha presa. “Sono socialista. Perché devo prendere un’altra tessera per obbligo di Stato?” Gli hanno revocato la licenza. Ha dovuto mettersi a far altro. O aveva degli ulivi, o li ha comprati. Non so bene. Per cui con questi ulivi s’è messo a vendere olio. Un po’. Giusto per vivacchiare. Questo è quel che so. Se scoprite altro, ditemelo. Certo ha avuto delle conseguenze esistenziali, oltre alle manganellate di rito. Altri hanno fatto come lui. Pochi. In silenzio. Quelli che poi non sono divenuti né famosi né hanno guadagnato posti. Molti, discendenti, se li ricordano perché il loro impuntarsi ha poi rovinato le loro famiglie spesso, nel senso che magari la moglie se ne è andata od altro.

Comunque sei sempre tu che dici sì o no. “Guardi ci deve mettere a disposizione il suo alloggio, il suo palazzo, lei stesso/a, la sua famiglia, i suoi conoscenti, i suoi inquilini, per fare i guardoni-origliatori e per praticare la tortura-linciaggio del sonno e della veglia contro uno/a.” Che direste? Magari direste di sì e poi v’appassionate pure in corso d’opera. Personalmente, non lo farei neppure per fede. Magari farei peggio. Ma tali demenze proprio no!

A Taiwan, i pidocchi di Stato degli uffici della tortura-linciaggio bianchi non dicono neppure ai loro militarizzati: “Noi siamo sbirri torturatori d’appartamento.” Dicono: “Noi siamo i vostri maestri.” Il pidocchio schiavo manovalanza della tortura-linciaggio bianchi chiama “maestro” l’agente-pidocchio di un qualche ufficio criminale di criminali dementi-ossessi di Stato. Approcciano il pidocchio-suddiro spesso da soli, non in coppia, per rendere più credibile la finzione che sono maestri. Sono “maestri”, il “maestro” pidocchio demente-ossesso di Stato, che militarizzano (come in una classe d’alunni cinesi o cinesoidi, scarafaggetti proprietà privata del maestrucolo o della maestrucola), danno strumenti da maniaci, strumenti da guardonaggio e da origlionaggio, ed il manuale d’istruzione per tortura-linciaggio bianca tramite rumori vari intenzionali ed ossessivi. Quando poi trovano uno che se ne frega, se la ride e li deride, divengono ancora più ossessi perché è tutto il loro mondo che entra in tilt. Quando fronteggiano un essere umano, loro ne escono battuti perché il loro mondo non funziona più, si mostra per quello che è, una gabbia di pidocchi, di scarafaggi. Allora, divengono più rabbiosi.

Qui, solito schema, dopo che i pidocchi taiwanesi sono stati messi sottopressione dal loro magnaccia esterni. Dopo un mese di insuccesso ti chiedono d’andartene, magari cercando pure di ritruffarti soldi. In realtà, la soluzione ci sarebbe. Basterebbe che loro pidocchi, coi loro magnaccia, se ne andassero, che fossero arrestati ed internati in manicomi criminali.

Per cui, dopo un mese d’insuccessi, anche qui, perdono del tutto la testa vuota e tentano tutte le demenze.

Il fine settimana di fine marzo-inizio aprile 2007, si dedicano a battiture ossessive e pesanti che tutti sentono ancor più nettamente delle precedenti. Per centinaia di volte entrano escono dal piano di sopra, il sottotetto, si danno i cambi, il padrone demente-ossesso depresso 林彥哲 (Lín YànZhé) gira per l’edificio fingendo indifferenza e di indagare da dove vengono i colpi che lui stesso dà dalle stanze vuote, ed ineluttatibilittà dato che tutti sanno che sono in servizio di Stato perché c’è un italico che va obbligato a ritornare in Italia.

Tutti sanno che a battere, sia da sopra, che da altri punti dell’edificio, sono lui, 林彥哲 (Lín YànZhé), i suoi familiari e gli esterni che circolano per l’edificio o che si danno il cambio sopra, da dove guardonano od origliano con strumentazione sofisticata da maniaci. Tuttavia, il pidocchio cinese o cinesoide è un codardo che mai contrarierebbe un’operazione, pur del tutto maniacale ed illegale, di Stato.

Gli stessi dementi , 林彥哲 (Lín YànZhé), familiari ed altri, ben lo sanno che a battere sono loro stessi. Così come sanno che la loro tortura-linciaggio bianchi non potrà mai avere alcun successo, produrre né alcun crollo né alcun crimine che legittimi interventi esterni con possibilità di successo. Tuttavia il demente ossesso di merda è personaggio dalle malattie multiple. La paranoia ossessa si coniuga con la schizofrenia e col boderline. Mentono sempre. Tanto più qui, che è stato loro ordinato come dovere patriottico e razziale. Inoltre, fanno o ricevono piani, ipotesi comportamentali, come se un pidocchio potesse mai capire la psicologia d’un umano. Se le contano. Se le fanno contare. Se le ripetono. Se le fanno ripetere. Credono alle proprie menzone ed a quelle loro dette. Su di esse fondano le proprie azioni ed i propri ulteriori insuccessi.

Lunedì 2 aprile 2007, dopo i loro tonfi pesanti della notte e del primo mattino, il crollo. Non mio naturalmente. Crolla un altro cinese, un loro “amico”. ...Sono tutti “amici” nelle Cine! È il tubercolotico che ha un crollo. Urla. Piange. Una vera e propria crisi isterica: “Ticchettano a me! Battono a me! Ce l’hanno con me! Mi vogliono distruggere!” Prima s’era esaltato quando gli avevano detto che i ticchetii ed i tonfi, gli strusci di mattoni, gli spostamenti di cose secondo il punto di vista pidocchiesco irritanti, il ticchettio di tacchi ossesso sopra prodotto da chi in casa cammina alla nipponica, scalza od in ciabatte, erano per me che me ne fregano, me la ridevo e, di tanto in tanto, li irridevo. Ora si sente lui sotto distruzione. Ve l’avevo detto che è un edificio che, se ticchettano in un punto, si sente dappertutto. Lui s’è infine convinto che era contro di lui ed è subito crollato. Pianti ed urletta alla cinese. Una crisi isterica da pidocchietto senza neppure i coglioni per una vera esplosione.

L’hanno poi imbottito di droghe, così come sono imbottiti di droghe i dementi della tortura-linciaggio bianchi.

Alla crisi isterica del “tubercolotico”, 林彥哲 (Lín YànZhé), con gli altri codardi di famiglia ed esterni, va subito in agitazione. Dovano far crollare uno, ed invece quello se ne frega e crolla un cinese... Smettono subito, corrono via dalla camera di tortura in soffitta e scendono di corsa, agitatissimi. Telefonano subito al locale comando pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese. Là consultano i loro manuali e poi gli dicono che fare. Gli dicono di telefonare all’università, farsi dare il telefono della sua insegnante, di dirle che nessuno dell’edificio può dormire perché lui, l’italico, batte i muri. Poi, gli dicono, di farmi parlare con la mia insegnante [sulla base di quello che lui ha detto lei, cioè che io batterei muri]. Gli garantiscono che sulla base di quello che io avrei detto alla mia insegnante, loro avrebbero montato un caso. ...A Taiwan, come in tutte le Cine, gli insegnanti sono prostituti di Stato, sennò li licenziano. Gli dicono pure di tagliare Internet e, più tardi, l’acqua. Sono sicuri. In pratica, gli dicono: “Gli togliamo subito Internet, magari dopo l’acqua, e lui ha un’esplosione isterica. Di sicuro danneggia qualcosa, o fa qualcosa che tutti possano sentire e testimoniare, sì che con polizia e servizi psichiatrici lo si possa inguaiare e liquidare. Intanto, con la sua insegnante, che come insegnante è comunque una nostra pidocchia di Stato e di razza, lo infognamo ancor di più, magari gli facciamo credere che invece che fucilarlo se lui accetta il rimpatrio legato su un areo ambulanza, lo facciamo ritornare in Italiozia.” In realtà si dicono: “Se gli tagliamo Internet e l’acqua, l’obblighiamo pure a fronteggiare una nostra pidocchia insegnante cui il nostro pidocchio 林彥哲 (Lín YànZhé) ha previamente raccontato che era lui, l’italico pazzo, che batteva muri e pavimenti, di sicuro ammazza 林彥哲 (Lín YànZhé) e famiglia, così abbiamo legittimato che era stato giusto praticare la tortura-linciaggio bianchi a Taiwan, per tre anni, nelle Cine per quasi 5, in tutto, col periodo belga, per 7 anni. Siamo a posto noi, i nostri colleghi della RPC e pure i padroni ingleses rispetto alla tortura-linciaggio bianchi in Europa.”

Dunque, i maestri del locale comando pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese incoraggiano baldanzosi il padrone, il pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé): “Dai! Bravo, il nostro soldato 林彥哲 (Lín YànZhé) e famiglia! Gli tagli Internet, telefoni alla sua insegnante, gliela conti, poi glielo passi e lui crolla. Se non crolla subito, gli tagli pure l’acqua ed intanto la sua insegnante è coinvoltà nell’operazione demolizione. Lui comincia a dibattersi come mosca presa nelle ragnatela! Ebbravo, che ti sei guadagnato il compenso speciale per il crollo entro il mese, anche se siamo appena oltre!”

Lui, il pidocchio dementre ossesso era eccitatissimo. Subito, la mattina, chiude l’acqua. Poi, telefona alla scuola. Si fa dare il nome e numero dell’insegnante, 劉恆吟 (Liú Héng-yín). Telefona all’insegnante e le dice: “Abbiamo un problema. Il suo allievo batte sui pavimenti ed i muri ed impedisce a tutti di dormire. Bisogna che se ne vada. Gli parli lei.” M’arriva, verso le 14:30 del 2 aprile 2007, con questo suo telefonino. Pretende che parli con la mia insegnante. Dico di no. Entra lo stesso nella stanza e mi passa il telefonino con l’insegnante già al telefono. ...Così ha detto lui. Io non ho idea chi ci fosse al telefono. Non lo prendo. Neppure faccio sceneggiate con lui. Rifiuto. Ecco crollata tutta la loro grande manovra.

Restano a loro Internet e l’acqua tagliata.

Se io vado alla polizia, un’accozzaglia di neppure vigili urbani europei buffoni e mafiosi, e dico che hanno strumentazione illegale e praticano la tortura-bianca, neppure mi stanno a sentire dato che la sbirraglia per stranieri viene delle milizie di dementi-ossessi da tortura-linciaggio bianchi. Idem quelli in divisa, in genere. Se dico che mi hanno tagliato l’acqua ed Internet, dicono che non possono fare nulla, che me ne devo andare di lì se non mi piace così.

Il cinese è “geniale”. Dà fuoco ad un’edificio. Poi, pretende di metteri il cerino in mano e pretende che ti discolpi. Davvero “geniale”! I cinesi e cinesoidi sembrano quel mio cugino Maurizio quella volta che voleva gli facessi una sega così m’insegnava come farmi le seghe, disse. No, il suo uccello, né altri d’altri, non li ho mai presi né in mano né in altri luoghi, e non ne sento la mancanza.

...Eravamo all’insegnante rifiutata... Allora, il pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé), rabbioso ed imbarazzato, telefona al locale comando pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese, i due sbrirri luridi, i due “insegnanti” del quartiere assegnati al caso dicendo che non sono stato al gioco. “Maccome non t’ha neppure pestato?!” “Nooo... Nooo... non l’ha neppure preso in mano. ...Io avevo quel telefono e lui zitto e che lo rifiutava... ...M’ha pure detto che sono io ad avere problemi...”

A metà pomeriggio, sempre di quel lunedì 2 aprile 2007, chiude l’acqua. La chiude per tutti, credo, all’inizio. Poi, deve avere trovato il modo per chiuderla solo per parte dell’edificio o solo per me. Il locale comando pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese gli ha ordinato e lui ha fatto.

Intanto arrivano di due supervisori del locale comando pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese, i due luridi “insegnanti”. Più pure qualche anzianotto del KMT. Ed altri rinforzi. Si susseguono i turni dei dementi-ossessi per il lavoro di battiture e strusci vari. Le comunità cinesi e cinesoisi si cementano sulla demenza ossessa. Le stesse famiglie, si cementano e s’allargano sulla demenza-ossessa. Devono partecipare, non da ora, già da prima, i fidanzati delle figlie con eventuali sorelle, naturalmente le pidocchie in turno di sole pidocchie ed i pidocchi inturni di soli pidocchi. Gli unici turni misti sono quando il padre, il pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé) fa i turni con le figlie.

Vanno sopra. Il pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé) più è depresso, più fa avanti ed indietro, su è giù, da quel sottotetto. Si sente quella porta-cancello metallico che si chiude e si apre, si apre e si chiude, in continuazione. Al cambio turno, prima entrano i pidocchi subentranti, poi escono e scendono quelli che smontano.

Il pidocchio o pidocchia ticchetta. Ma se c’è il tubercolotico, pure se c’è l’altro del piano, uno che sembra come sorvegliato varie volte al giorno da un medico o sbirro che viene e va, così come qualcuno degli altri sotto, se battono troppo forte anche loro sentono. Per cui la finzione dello “stiamo sempre sopra, con copertura totale, ed in gran numero, perché abbiamo cambiato abitudini”, oppure “stiamo sempre sopra perché dobbiamo controllare lo straniero su ordine governativo,ma non è vero che battiamo”, per chi non sappia apertamente della tortura-linciaggio bianchi per partecipazione diretta, salta. Se invece battono troppo piano hanno la sensazione che l’obiettivo non senta.

Io metto il simulatore. Appena il simulatore fa risultare io chiuda gli occhi, ecco che iniziano subito tramestii vari. Mentre il simulatore non indica alcuna reazione mia, ecco che sono invece il tubercolotico o lo svampito che danno segni di turbamento e noia. “Maccome, battiamo e l’italico se ne frega!” “Maccome, dorme con la radio accesa, o con la TV accesa, che sono ben più forti delle nostre battiture!” “Ma allora non ci sente!” “Ma allora battiamo per nulla?!” Passano dall’eccitazione delle tortura alla depressione delle non-tortura. “Cerchiamo di torturarlo, ma quel che facciamo non serve a nulla perché non lo raggiungiamo.” “Ecco c’ha solo provocato un po’ all’inizio ed ora neppure ci sente.” “Mannò finge... ...certo che siamo dei grandi torturatori... ...Ma allora perché non esplode?!” Allora sono depressi. S’addormentano. Non lavorano. Fanno una battutina di prammatica e poi lasciano perdere. Cercano di smontare di turno. Di farsi rimpiazzare da qualche d’un altro. Ma anche se viene fatto arrivare qualche demente superossesso esterno, resta ancora più deluso ed ammalato dal non poter battere ossessivamente e con gran rumore perché l’ambiente non lo consente.

Poi arrivano i due luridi supervisori. Si muovono come da padroni. Lo sono. L’edificio è militarizzato ed ai loro ordini. Provano la centrale di guardonaggio-origlionaggio in altre stanze. Provano le battiture da sotta e da affianco. Certo che fa fico, si dicono, girare per quei tre piani col walk-talkie. Però i risultati non ci sono. Lui, l’italico, se ne frega. I torturati sono gli altri che sentono pure tutto quel movimento che prima non c’era e che non fa certo l’italico. I due del piano mettono la TV a tutto volume. Però sentono lo stesso i ticchettii. Inoltre, l’aver messo la TV a tutto volume li rende ancor più isterici quando sentono quei ticchettii che arrivano proprio da sopra, non dall’italico. Se, invece, i pidocchi cercano di fare le battiture d’affianco, pure i due cinesi del piano lo vedono che vanno nelle stanze affianco a quella dell’italico per battere, non per altro. Idem, da sotto. Come facciano che facciano, lo sentono pure gli altri cinesi che sono loro pidocchi dementi-ossessi che stanno battendo verso l’italico. ...Certo, potrebbero mettersi nella stanza affianco all’italico, quella in fondo al corridoio, ma da lì lo sentono da una delle stanze della famiglia del padrone e non possono dormire. Ma pure da quella stanza, sentono in tutto l’edificio. “E se poi, l’italico, con un calcio alla porta, che è di quelle vanno giù subito, entra, prende la strumentazione illegale [sono strumenti da guardoni, se non usati esclusivamente da personale di polizia giudiziaria in regolare operazione giudiziaria, cosa che queste attività mafioso-criminali di Stato non sono], e se la porta via?”

Ecco che, alla fine, puntano tutto sul taglio di Internet e dell’acqua, per obbligarmi, credono, o a qualche reazione sconclusionata per inguaiarmi oppure ad andarmene sì da potermi truffare la cauzione subito e da poter continuare le loro demenze in altro luogo. Della serie: “Abbiamo fallito di nuovo. Facciamo figurare che comunque l’abbiamo abbligato ad andarsene. Passiamo la pratica, speriamo, se cambia zona, ad altro comando locale di pidocchi dementi-ossessi dello Stato taiwanese. Gli freghiamo di nuovo la cauzione, senza bisogno di inventarci danneggiamenti od altre balle... ...se ne va perché non gli piace vivere senz’acqua ed Internet, ma ci deve i tre mesi di contratto.” ...Anche se stanno violando il contratto. Ma il contratto è una finzione dove ha sempre ragione il padrone di casa soprattutto con uno straniero che è sempre punto d’onore truffare nelle Cine.

E se invece...

...parliamo d’altro, ora. Quel che sarà, sarà...

L’Adagio di Vivaldi è veramente devastante per il malato di mente. Non che c’occorressero conferme. La feccia pidocchiesca demente-ossessa in servizio di Stato origlia pure, oltre a guardonare ed a tonfeggiare per muri e pavimenti. Perché privarla di una musica stupenda divina? Il bello, il celestiale, distruggerà il mondo dei pidocchi.

Giovedì 5 aprile 2007, verso le 18:30 dovevo uscire un attimo. Avevo messo l’Adagio di Vivaldi da neppure un ora, forse. Il padrone, il pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé), prima m’ha guardato furioso, sebbene lui sia uno sul demente depresso, che andassi via davvero. Andato via in bici, lui è salito a spegnere e riaccedere l’interruttore-contatore dell’elettricità della mia stanza, suppongo, perché quando, dopo non molto, sono rientrato, il computer era spento e risultava spento da taglio momentaneo dell’elettricità. È stato fortunato perché è da tempo che ho tolto e buttato via la batteria che ormai faceva solo peso. Perché, se avesse avuto la batteria, non sarebbe servito a nulla che avesse tagliato momentaneamente la corrente. Certo, poteva sempre entrare (visto che ha le chiavi) e premere l’interruttore per spegnerlo, se trovava dov’era. Comunque, non resisteva all’Adagio di Vivaldi, pur da semplici altoparlanti incorporati in un ormai vecchio portatile Toshiba e con suono proveniente da una stanza con porta chiusa. L’attacco del suono sostenuto, dopo il motivetto d’inizio, è davvero devastante per il pidocchio. Glielo avevo detto, al demente-ossesso di merda 林彥哲 (Lín YànZhé) che sapevo quel che faceva sopra e per l’edificio con famiglia e camerati e che avevano tutti bisogno di farsi vedere che erano pidocchi pazzi. Il pidocchio demente-ossesso non può rendersi conto, così come non si rende conto che l’FBI precetta loro come manovalanza di tali cose sia per dimostrare loro (cinesi, vietnamiti, colombiani, arabi, etc.) che sono razza inferiore, sia perché sa che la strumentazione da guardonaggio-origlionaggio aggrava esponenzialmente le già preesistenti demenze. L’FBI si prende gioco di loro. E loro non possono che farsi giocare. ...Son pidocchi dementi-ossessi di pseudo-civilizzazione distrutta da los ingleses e da loro sottomessa senza che neppure se ne rendano più conto...

Venerdì 6 aprile 2007, brillante replica del potere devastante dell’Adagio di Vivaldi sui pidocchi dementi-ossessi. Alle 13:00, la famiglia è salita aitante per una seduta di tortura bianca. Li ho lasciati fare per un’ora, in cui ho messo il simulatore che io stessi dormendo così che si scatenassero. Poi, è bastato mettessi dieci minuti Vivaldi che scappassero distrutti. Il pidocchio 林彥哲 (Lín YànZhé) ha spento e riacceso l’interruttore della corrente elettrica per collassarmi il computer sì che la musica smettesse. Ma la musica è continuata. Sono scappati devastati. È restato sopra il cretino che deve sempre restare in servizio al guardonaggio-origlionaggio e rumorio. Ritorneranno in forze dopo. Se vogliono guardonare ed origliare, oltre che fare le loro altre pidocchiate che si gustino dalle vive orecchie una musica che è solo per persone sane di mente, mentre annichilisce i pidocchi.

Continuano, con l’acqua ed Internet tagliate. I contratti non hanno valore nelle Cine. Valgono solo per tutelare i cinesi e cinesoidi, non il foresto.

MaximaImmoralia. Hóngshé Huódòng / 紅蛇活動. Sgozzamenti. 02.04.2007

MaximaImmoralia. Hóngshé Huódòng / 紅蛇活動. Sgozzamenti. 02.04.2007
by Georg Rukacs

Lo sgozzamento ve lo racconto dopo. Alla fine.

Giorni fa, più o meno, abbiamo condotto un esperimento su un milione di pidocchi, una percentuale davvero piccola della nostra popolazione di pidocchi sotto trattamento, sebbene il numero assoluto sia certo grande.

Invero, l’operazione ce l’avevano chiesta quelli dell’astronave. Le solite loro beghe con chi ha prigionieri loro ed ha preso loro materiali. A loro bastava colpire qualche centinaio di unità, usando il nostro sistema di radiazioni. Già che c’eravamo, abbiamo colpito circa un milione di pidocchi, in vari luoghi, con alta percentuale di decessi ed altri danni. ...Con tutti coloro che muoiono ogni giorno nel mondo, nessuno c’ha fatto caso...

Siamo solo intervenuti sul nostro sistema di radiazioni per raggiungere i prescelti con delle radiazioni supplementari e davvero particolari, l’Adagio di Albinoni, in versione tagliente, sebbene esso sia sempre un ariete, anche quando in versioni dolci, fatto pervenire ai destinatari in modo subliminale.

Il bello distruggerà le Cine, così come tutto il mondo dei pidocchi. Il bello è un’arma di combattimento. Proprio per questo, l’Adagio di Albinoni è un prodotto altamente annichilente, contro di loro. È una possente arma a doppio taglio. Il giusto ne trae calma e forza. Mentre il malato di mente ne viene distrutto. Ascoltatelo, centinaia, migliaia di volte. Soprattutto nelle versioni più taglienti, meno dolci all’apparenza. Se la vostra testa ha dei problemi non resisterete. Percepirete subito un disagio che vi obbligherà a lasciar perdere. Nulla di male. È quello che succede alla stragrande maggioranza. Nel caso, non preoccupatevi. A meno che non siate dei pidocchi militanti, probabilmente non attirerete mai le nostre attenzioni e, probabilmente, le nostre radiazioni non vi raggiungeranno mai in modo continuo e sistematico.

Se, invece, siete dei giusti, è una musica ferma, sicura, possente che vi darà più calma e più forza. Può servire. Sentitelo all’infinito. E, poi, ditemi, se credete.

Lo abbiamo sparato per migliaia di volte nelle crape vuote di un milione di pidocchi dementi ossessi. I risultati sono stati devastanti, come in effetti volevamo fossero.

...Appunto, trovate l’audio-file gratuito. Scaricatelo. Ed ascoltatelo all’infinito. Capirete da voi sia chi e cosa siete voi, un po’. Sia capirete quale effetto possa avere su pidocchi dementi ossessi cui lo si spari in modo subliminale per migliaia di volte nelle loro crape marce.

A proposito di Adagio d’Albinoni, il fine settimana 31 marzo-1 aprile 2007, lo abbiamo sparato sentibile, non solo in modo subliminale, migliaia di volte, nelle crape dei pidocchi in loco, qui in 篤行路90巷12號, 404 Taichung City, 台中, Taiwan / 臺灣, alla famiglia di 林彥哲 (Lín YànZhé), il pidocchio capo. Io non ero qui. Avevo lasciato in azione i confusometri ed i simulatori. Erano in tortura-linciaggio formato famiglia, con tutti i figli, ed anche loro giovani conoscenti, mobilitati, per turni sopra, dove altrimenti non abiterebbe nessuno. Col solito apparecchio per cui devono intensificare le battiture quando sembra che sotto uno abbia chiuso gli occhi. Hanno cominciato a sentire più intensamente di prima le voci. Sentivano battere e sentivano scrosci dell’acqua, senza riuscire tuttavia ad identificare da dove, nonostante le numerose stanze vuote (dove quindi possono entrare, sostare e mettersi in ascolto), e nonostante siano sopra in appostamento coi loro strumenti (del cazzo; non funzionano, ma loro non lo sanno; ne hanno anzi, come tutti i pidocchi dementi ossessi, fede cieca). Il padrone, 林彥哲 (Lín YànZhé) continuava ad entrare ed uscire da sopra, e così gli altri della famiglia e parenti e conoscenti, che si alternavano nei turni di guardonaggio-origlionaggio con turtura bianca. Lui, 林彥哲 (Lín YànZhé), ha preso a muoversi con una torcia come da esploratore (lo deve avere visto in qualche film americano e deve avere concluso che la cosa dia lui tono). Continua a girare per tutto l’edificio. Dorme un attimo, in una delle varie stanze ai vari piani (4, terreno e sopra inclusi) e sente battere i muri. È sveglio, sente battere pavimenti e soffitti. Loro sono lì, un gran numero, in guardonaggio-origlionaggio e servizio battitura e non riescono ad individuare da dove vengano tonfi e scrosci dell’acqua da loro prodotti. È che non vengono da nessuna parte. Sono ormai nelle loro crape vuote di pidocchi dementi-ossessi. Non possono dormire, non possono star svegli, che sentono questi tonfi, questi fruscii, questi scrosci d’acqua o folate di vento. Piaceva loro. Se lo godano.

Il lunedì 2 aprile 2007, i pidocchi dementi-ossessi erano in sbattimento avanzato. Il pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé) continuava ad andare su e giù dalla soffitta e con lui vari dei suoi familiari ed altri complici. Battevano. Battevano. In aggiunta, v’era il cigolìo del cancello metallico della soffita in continua apertura e chiusura. Ad alcuni dell’edificio sono venute crisi isteriche. Loro non lo sanno, ma era l’effetto-Albinoni. La situazione del pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé), con famiglia e complici, non era più sostenibile. Ha telefonato al locale comando pidocchi dementi ossessi dello Stato taiwanese. Di lì hanno detto a 林彥哲 (Lín YànZhé): “Ottimo. Ecco il nome ed il telefono della segretaria della sua scuola, una nostra complice. Telefoni e ti fai dare il numero di telefono della sua insegnante. Dici alla sua insegnante che nessuno dell’edificio può dormire perché lui batte i muri. Poi, lo fai parlare con la sua insegnante [sulla base che lui batterebbe i muri] e su quello che lui dice alla sua insegnante montiamo un caso contro di lui.” Lui era eccitatissimo. M’arriva, verso le 14:30 del 2 aprile 2007, con questo suo telefonino. Mi dice che devo parlare con la mia insegnante. Dico di no. M’entra lo stesso nella stanza e pretende che io parli con la mia insegnante. ...Così ha detto lui. Io non ho idea chi ci fosse al telefono. Gli ho semplicemente detto, al pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé), che è lui ad avere problemi, non io, che io non ho bisogno di parlare con nessuna mia insegnante. Stop. Panico del pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé). Va sopra, nella soffitta da cui operano la tortura. Scendono, correndo, vari che erano sopra per il lavoro di guardonaggio-origlionaggio e tortura-linciaggio bianchi. Loro sono dei delinquenti e dei bari. Io, il tavolo da gioco, lo avevo già rovesciato prima che loro fingessero di giocare. Non si gioca con delinquenti e dementi ossessi. Alle 15:00, dopo che ha ritelefonato al locale comando pidocchi dementi ossessi dello Stato taiwanese per dire che la grande manovra di farmi parlare con la mia insegnante era andata buca, il pidocchio demente-ossesso 林彥哲 (Lín YànZhé) è ritornato sopra per continuare il loro lavoro maniacal-criminale. Ecché, non li conosco?! Ha eseguito anche gli altri ordini. Internet l’aveva già tagliata, subito in mattinata. Visto che non era successo nulla, allora gli hanno detto di tagliare l’acqua. L’ha chiusa, per tutti, a metà pomeriggio. Di fronte, nell’edificio del “santone” l’acqua c’è. C’è un rubinetto all’esterno. Sono andato a prenderne un po’. Pioveva a dirotto. Nessuno m’ha visto, oltra alla guardona, la moglie di 林彥哲 (Lín YànZhé), in servizio portineria. Se il pidocchio capo famiglia 林彥哲 (Lín YànZhé) voleva dimostrare a se stesso, alla sua famiglia di pidocchi dementi ossessi come lui, ed ai pochi inquilini del luogo che era demente ossesso, lo sta dimostrando. Ma sono tutti così. Non che lui sia più demente ossesso degli altri dei luoghi. Va sopra. Guardona e batte con gli altri della famiglia e gli altri dementi venuti da fuori. Scende. Risale. Guardonano. Battono. Dato che non so che debba mai succedere per un’acqua chiusa, chiusa a tutti, se ne inventerà un’altra. Magari stacca l’elettricità. La madre di merda in Italiozia, il fratello di merda, la sbirraglia di merda, nelle Cine hanno abbondanda di dementi ossessi di merda come loro. Che fortuna!

...Verso le 11:30 del 2 aprile 2007, c’era la polizia sotto. Un poliziotto che conosco, nel senso che c’ho avuto a che fare una volta. Forse l’unico serio della polizia di Taiwan anche se non fa un cazzo come tutti gli altri: sono come vigili urbani, i poliziotti in divisa a Taiwan, e gli altri sono dei delinquenti che fanno quel che dicono i capi, capi che sono pure capi-mafia. All’incrocio tra il tempietto del santone-esorcista-di-malocchi e quest’edificio, ci sono la comare di 林彥哲 (Lín YànZhé), lo stesso 林彥哲 (Lín YànZhé), il “santone” ed altri, che vociferano, su non so che tombino e che fontanella dell’acqua vicino ai bruciatoi per soldi-dell’aldilà del business del “santone” stesso, ed altri bidoni già bruciatoi ora in disuso ed altra ferraglia. Sembrano che indichino non so chi e non so cosa. E parlano, parlano, parlano. Poi, qualche ora dopo, sgomberano un po’ di ferraglia loro che ostruiva la strada già piuttosto stretta e dove transitano presoché solo motorette. ...Appunto, il poliziotto va via un’ora dopo. Ho la conferma che è solo, non più in coppia. È in moto. Una moto della polizia della strada....Appunto, dato che si richiamava alle legge e non faceva il mafioso come gli altri poliziotti, anche in divisa, l’hanno spostato al traffico.

Lo sgozzamento è un’altra cosa, anch’essa di questi giorni. Serpente Rosso / Hóngshé Huódòng / 紅蛇活動, in operazione estero, al di fuori delle Cine. In effetti, non è la prima volta che si sia stati obbligati ad uno sgozzamento non previsto.

Eravamo appena usciti dal... ...dall’arrivo dei mezzi di trasporto da noi usati, lasciamo perdere quali e dove, per raggiungere il teatro d’operazioni. Si trattava d’un intervento diretto sulla famiglia d’un papaverone. Fuori dalle Cine. Da qualche parte nel mondo. Se le vogliono, e noi interveniamo. Le solite azioni di inculamento coi cani ed, eventualmente, di persona se vogliamo sollazzarci su qualcuna passabile. Usando gli ipnotizzatori rapidi, per bloccare i pidocchi, ed altra strumentazione per altre azioni. Se le vogliono...

In effetti, i cani per queste cose cerchiamo di sceglierli sempre piccoli e non di razze troppo vigorose e brutali... ...Il soggetto, lasciamo perdere se pidocchio o pidocchia, è uscito dall’ipnosi. Forse, il cane stava facendo ad esso troppo male... Gli ipnotizzatori rapidi sono ottimi. Però, qualche volta, succedono questi incidenti. Continuava ad uscire dall’ipnosi, c’ha visto, cercava d’andarsene. Abbiamo interrotto il lavorio del cane ed abbiamo dovuto sgozzare il soggetto. In fondo era solo un pidocchio. Se li aveste conosciuti e sperimentati in prima persona, quel che fanno i pidocchi...

S’agitava troppo. L’abbiamo stretto al collo con braccio piegato al gomito e poi abbiamo torto ad esso la testa. Mai essere troppo sicuri. Con un coltello gli abbiamo tagliato la giugulare. E poi tutta la testa. Il pidocchio è ossessionato dalla testa degli umani. Ed, allora, la cosa migliore è bruciarla loro. Cosa che facciamo con le psicoradiazioni. Ma, in quei casi, la cosa migliore è staccarla del tutto dal pidocchio. Ah, da farsi, possibilmente, in un bagno, od in una vasca, in un luogo, insomma, dove si possa pulire senza lasciar tracce. Ed anche purlirsi se si venga mai a contatto, cosa sempre da evitarsi, col sangue del pidocchio. L’abbiamo dissanguato e poi fatto a pezzi in un bagno.

In prossimità c’era una fonderia. L’ideale per incenerire il corpo dello scrafaggio. Il problema era la distanza incolmabile tra noi e l’altoforno. Così abbiamo dovuto procedere in modo artigianale. Con una mannaietta da cucina abbiamo fatto a pezzi il corpo del pidocchio. Fortuna che c’era un tritacarne non grandissimo, ma neppure di quelli piccoli piccoli. L’abbiamo passato, pezzo dopo pezzo, al tritacarne. Dal tritacarne pressoché direttamente al vaso del cesso. Una cosa disgustosa, ma si doveva fare. Abbiamo poi lasciato il tritacarne, lavato con acqua e sapone, in sostanze acide.

Finito il lavoro e finito l’inculamento dei presenti coi cani, altra cosa disgustosa ma che andava fatta, abbiamo lasciato il posto e siamo rientrati. Un lungo viaggio. Per uscire dallo Stato dove avevamo eseguito la rappresaglia. Si piomba sull’obiettivo. Poi, ci si sgancia. Senza passare da frontiere od altri luoghi dove resti traccia. Mai divagare, ad operazione in corso e finché lo sganciamento non è realizzato.