giovedì 8 ottobre 2015

mashal-083.
Carabinieri-NATO S/G-OS/M in Deutschland. Sunflower Hostel, 10243 Berlin. 27/10/13..01/12/14

mashal-083. Carabinieri-NATO S/G-OS/M in Deutschland. Sunflower Hostel, 10243 Berlin. 27/10/13..01/12/14

by Georg Moshe Rukacs


Keywords: Carabinieri, Polizia Segreta CC, State/Government-Organized Stalking/Mobbing, S/G-OS/M, Antisemitismus, deutsch Antisemitismus, anglo-amerikanischen Antisemitismus, Anti-Semitism, German anti-Semitism, Anglo-American anti-Semitism, NATO, Terrorismo di Stato, State Terrorism, Staatsterrorismus, Carabinieri-NATO death squads, Squadroni della Morte dei Carabinieri, Quirinale. governo italiano, Ministero dell’Interno, Ministero della Difesa, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano di Savoia, Sergio Mattarella, Angela Merkel, Joachim Gauck, BfV-LfV-BND-MAD, Freikorps, StaSi, GeStaPo     


Solito State/Government-Organized Stalking/ Mobbing (persecuzione di Stato, terrorismo di Stato) degli Squadroni della Morte della Polizia Segreta CC-NATO, ora in Germania, a Berlino. Qui nel luogo di abitazione, un ostello abbastanza confortevole ed economico. C’è poi quello che fanno sul luogo di lavoro ed altri luoghi di frequentazione da parte del bersaglio, Roby. Sono programmi di persecuzione totale. Sono pure incattiviti perché la loro operazione è fallita e sono smascherati. Per cui continuano con ancora più acrimonia. I Carabinieri e la loro rete delinquenziale planetaria non hanno altro da fare. Con tasse sempre più alte si pagano burocrazie inutili e dannose, e pure in continua espansione, che devono poi inventarsi di fare qualcosa, cioè danni.

Le strutture dell’insicurezza, del terrorismo di Stato, tedesche sono ovviamente sotto totale controllo NATO cui devono obbedire, nella sostanza, agli ordini dei padroni anglo-americani. Di facciata, i politici tedeschi, mostrano grande indipendenza ed autonomia. Sono tutte balle. La Germania è un paesucolo occupato, devastato, violentato e sodomizzato non solo in senso figurato, che non conta una pippa, dettagli  parte, a livello politico-militare. Sì, è una potenza economica. Neppure troppo. Un po’. Essendo del tutto burocratizzata. L’ignoranza avanza e la gente cresce senza sapere lavorare. Sembrano quasi latinoamericani anche se, fortuna loro, più schivi, di solito. Per cui, la Germania non può competere con l’efficienza anglofona. Statalismo delle tasse. Ma poi molti servizi essenziali li si devono pagare di tasca propria. Per cui è uno statalismo ancora ben lontano, come efficienza, da quello britannico dove liberalismo e Stato sociale ben si combinano, e pure senza costi eccessivi e non troppo sclerotizzati. 

La Germania ha perso tutte le guerre dell’ultimo secolo pur essendo più forte. Più forte sulla carta e sul campo. ...Sul campo. No, non è come al cinema. Ottusi generali tracciano linea su carte geografiche e poi fanno trasmettere e ritrasmettere ordini, di solito insulsi. La carne da macello li esegue, per quel li capisce, per quel può, o fa finta. Gli inglesi le hanno invece vinte facendole combattere agli altri. Perché? Solo perché non hanno mai avuto paura di perderle. Non erano migliori. Magari le hanno vinte proprie perché erano peggio. Quale è poi la differenza? Tutto è relativo nei tempi e negli spazi. Alla fin fine, è un gioco paranoico. Io ho vinto e ti do gli ordini. Tu le hai perse dunque obbedisci. In fondo, se c’è chi dia ordini è perché vi è chi li obbedisca e non abbia voglia di rovesciare il tavolo. Finché c’è chi obbedisca, ecco che sputano pure quelli che danno ordini. Gli Stati ed i poteri seguono quelle che, nei film e nella letteratura [strumenti di lavaggio/insozzo delle teste vuote, dunque di assoggettamento], sono vendute come regole mafiose.  

NOTA sulle etichette ‘nazionali’. Il Principe XY {ecco metteteci la Vostra ‘bella’ e ridicola etichetta ‘nazionale’} [o sub-Principe XY] è solo burocrazie, e le oligarchie che vi si coprono, che usano quell’etichetta ed altri che lasciano queste la usino. La ripetizione fa sì che tutti poi credano a tali etichette supposte ‘nazionali’ [dove sarebbe poi questa ‘nazione’ con una qualche vera omogeneità?], sostantivi ed aggettivi supposti identitari, che entrano nell’uso corrente. Si fa finta che piccole famiglie e tribù che dovevano ad una qualche compattezza la loro sopravvivenza continuino a vivere ora trasformatesi in impossibili entità di milioni e miliardi di soggetti. Ma figuriamoci! Il potere di cui si è schiavi deve pure convincere, ed effettivamente convince, i suoi sottoposti che essi siano altro, siano soggetti di una entità superiore e di cui essi sono singole unità, protagonisti. Protagonisti di che? Il singolo è uno schiavo senza alcun potere, e ciò tanto più egli si lasci convincere e si convinca di far parte, in modo attivo e partecipativo cioè con un qualche potere, di una qualche entità ad esso superiore. Il Principe, pur super-burocratizzato, resta il solito Principe assoluto e che fa quello che crede. Si vota per le facce, per il marketing, perché il potere abbia la conferma che i suoi insozzi delle teste vuoti dei sudditi siano ben riusciti. Null’altro! Il singolo non conta un cazzo, come non ha mai contato un cazzo. La soluzione? Non ne esistono. E mai esistessero, meglio tenersele per sé! Ma proprio non esistono. La realtà è quella che è. Le cose sono come sono.

Non che la Germania non avesse una tradizione sua, anche prima, quando sembrava indipendente, di terrorismo di Stato. Razzismi, antisemitismi, Squadroni della Morte, Terrorismi di Stato, Polizie Segrete di Stato, loro appendici paramilitari, socialdemocratiche, comuniste, fasciste, cattoliche, protestati, nazionaliste, filo-questo o filo-quello. Il tedesco è un pecorone. La sola differenza tra il tedesco e le razze slave, slave fa assonanza con schiave, è la lingua, ringhiante. Ringhiante quando la si vuole tale. Nelle canzoni può anche essere estremamente musicale e delicata. Lo spazio tedesco è uno spazio aperto e penetrato da tutti, dunque dove hanno inzuppato il pane ed il pene un po’ tutti. No, non esiste una vera etnia tedesca. Anche un po’ tutte le altre etnie sono in genere inventate ed imposte al suddito. Esistono i Principi di area tedesca, o cosiddetta tale. Non i tedeschi o germanici.

Insomma, il pidocchio è una categoria che trascende nazionalità, culture ed inculture, moralità ed immoralità ostentate. Un tedesco non è differente dagli altri. Il pidocchio tedesco obbedisce agli ordini che vengano da entità percepite come superiori, cioè dal Moderno Principe, il moderno e contemporaneo Stato burocratizzato, in apparenza impersonale ma dove poi il male lo ordinano e fanno individui.

Appena Roby arriva in Germania ed a Berlino, il 27 ottobre 2013, si attiva l’allarme delle Polizie Segrete NATO. Il motivo? La ragione od il torto? Non esiste, non dalla parte di quel che concerna Roby. Gli Stati, i governi, le organizzazioni internazionali, creano Polizie Segrete ed Uffici Persecuzione & Distruzione. Poi questi uffici devono ben perseguitare e distruggere gente per giustificare la loro esistenza, e per chiedere altri fondi e personale. Tutto qui.  

- “Qui il MAD [Militärischer Abschirmdienst - Servizio di Protezione Militare]. Capitano Hans. Con chi parlo...”
- “Colonnello Picone delle Operazioni Riservate dei Carabinieri-NATO [della Polizia Segreta CC - gli Squadroni della Morte CC, i CC mafioso-terroristi, quelli che, agli ordini delle istituzioni (Presidenza della Repubblica, Governo formale, Parlamento-CoPaSir), creano e gestiscono mafie e terrorismi, e si occupano di stragi, assassinii e persecuzioni]! Heil Merkel!”
- “Non occorre... Mi dica piuttosto che è questa cosa... Si è acceso l’allarme S/G-OS/M. Ma non si capisce un tubo. Non si vede pericolo per lo Stato... Di che cosa si tratta davvero? Questo Roby non sembra un pericolo per nessuno. Per preparare un fascicolo per la Bundeskanzlerin Merkel ci occorrerebbe qualche elemento... ...Per giustificare una tale enormità: Non deve abitare, lavorare, studiare! Non deve vivere!

Il colonnello Picone, uno dei soliti malati di mente corrotti, e pure paranoici furiosi, si era subito spazientito:
- “Mi scusi, capitano... No, ma, alla fin fine, che cazzo gliene frega... È un normale stalking-mobbing, una normale operazione di distruzione totale! Non siamo mica tra verginelle, in questi uffici. Sono cose fatte a questo modo. Hanno il codice NATO. Noi dobbiamo solo eseguire. Se dobbiamo eseguire, eseguite!”
- “Sì, certo. Tuttavia, per la reciproca buona intesa... ...Vorremmo saperne un po’ di più perché dalla schermata sul computer non si capisce quale ragione ci sia. Secondo i regolamenti di queste operazioni, dovreste mandarci il dossier...”
- “Lo mando subito, come file in pdf...”
- “Appena lo abbiamo visionato, facciamo sapere.”
- “Bene, dalle carte vedrete tutto.”
- “A presto!”

Nel dossier non c’era molto da vedere, se non che andava montata una persecuzione senza alcuna ragione neppur minima. Per cui, il Capitano Hans richiamò dopo poco.

- “Colonnello Picone... Sono di nuovo Hans.”
- “Da quel che ho visto..., meglio, da quel che non ho visto, è più urgente che mai che ci facciate sapere quale sia il problema, che ci diate delle informazioni, perché a dossier non c’è nulla che abbia un qualche senso, una qualche giustificazione. ...Dobbiamo ben scrivere qualcosa nel dossier da sottoporre alla Cancelliera ed al Presidente, pure ad altri, per il decreto segreto di operazione...”
- “Lo sapete che, come operazioni NATO, sono cose automatiche. Voi non dovete che fare quanto richiesto...”
- “Sì, sono cose automatiche. Ma occorre pur sempre il decreto segreto del governo...”
- “...Allora fatelo emettere e procedete...”
- “Abbiamo visto che al bersaglio dell’operazione ne avete fatte di tutti i colori ed in tutto il mondo, anche in Stati fuori dalla NATO, pure in Stati ufficialmente nemici, di campo avverso. È che proprio non si capisce il motivo di tanto accanimento. Per cui, ci viene il dubbio che ci siano delle cose che non volete dirci.”
- “Non è che non vogliamo... Non abbiamo altro da dire...”
- “Come dire che non c’è nulla...”
- “Guardi, sono cose che io mi trovo, preparate da altri che ora sono chissà dove e pure non più da noi e tra noi...”
- “È sempre così. Anche da noi. Tutti lavoriamo su cose che vengono da altrove. Dunque, qui, c’è una persecuzione senza motivo e che va avanti in tutto il mondo senza motivo...”
- “Non sono autorizzato a discutere a questo livello. C’è il codice NATO, per cui va data esecuzione a quanto richiesto.”
- “Il codice NATO c’è perché lo avete chiesto voi...”
- “E ci è stato accordato...”
- “Lo sa, colonnello Picone, che, quando lo si chiede, alla NATO sono ben felici di acquisire nuovi nominativi per queste operazioni, siano esse giustificate o siano del tutto... ...del tutto, come dire?, stravaganti....”
- “E noi dobbiamo eseguire. Voi dovete eseguire...”
- “Io devo egualmente preparare un dossier per il governo...”
- “Lo prepari. Tanto sono obbligati a firmare, e pure in fretta. Anche non firmassero, dovete obbedire lo stesso, dato che c’è il vincolo NATO. Sono operazioni considerate come già Gladio, ora Ax. Vanno implementate comunque... Nessuno può farci nulla!”
- “Devo lo stesso preparare un dossier per il governo. Perciò devo scrivere che dobbiamo fare quel che dobbiamo fare sulla base di nulla...”
- “Scriva quel che vuole. Non posso dire nulla. Non so nulla. Ed ora ho pure altre cose da fare! ...Mi scusi ma ho già perso troppo tempo per un banale, ...per una banale..., ...sì, per questa cosa qui.”

Sono operazioni di Polizia Segreta militare-NATO, ma le firme sotto ad un decreto segreto di esecuzione le devono pur sempre mettere il Ministro dell’Interno e il/la Capo/a del Governo, e pure il Capo dello Stato, di solito. Quest’ultimo non conta nulla in Germania, in apparenza. Anche se, andando a vedere, si scopre che il Presidente ha vari poteri eccezionali nel caso si creino problemi nel corrente funzionamento delle istituzioni principali. Poi, l’attuale Presidente della Germania, Joachim Gauck, è pure un povero illuso della già RDT, eletto proprio per questo, come pura copertura, non avendo egli capito che la differenza fra Polizie Segrete della RDT e della RFT non era su questioni di libertà ma solo che le due Germanie avevano differenti posizionamenti geopolitici e geoeconomici. Prima, il Gauck lo ha manipolato la StaSi. Ora fa il pupazzetto delle attività sporche della NATO. Non fossero idioti ed avessero una qualche moralità, non arriverebbero lì, ai cosiddetti vertici!

Ah, quando si parla di Ministri, capi di governo, Presidenti, ci si devono immaginare i loro uffici immediati, i loro staff, talvolta pure di migliaia di individui. Ognuno di trova procedure ed incartamenti già esistenti, creati da predecessori, e ne aggiunge di nuove e nuovi. Poi, beh, le decisioni vengono egualmente prese da singoli e dai loro capi/e. Ma proprio per deresponsabilizzare i singoli, ognuno schiaccia un bottone in apparenza secondario. Se devono fare una strage, ognuno schiaccia un bottone in apparenza irrilevante. Ma poi il risultato è quello che è, e ciascuno lo sa. Idem per le persecuzioni individuali, come per qualunque altra cosa. Ah, ed ognuno si sente in dovere di non contraddire quanto deciso ed avviato dai predecessori. È per quello che tutto si complica e va sempre peggio a livello di Stati e settore ‘pubblico’. Ciò un po’ dappertutto. 

La RDT era apertamente poliziesca e repressiva. Sullo schema burocratico russo, lo era in modo più regolamentato, burocratizzato. La RFT lo era più selvaggiamente ed illegalmente. Le Polizie Segrete della RDT seguivano la logica legalitaria della Gestapo. Le Polizie Segrete della RFT seguivano e seguono la tradizione di Terrorismo di Stato totale ed assoluto, senza alcun condizionamento legalitario, dell’Intelligence Service britannico e dell’FBI-CIA. Beh, le propagande ufficiali non possono raccontarle queste cose... Ma i termini della questione, in queste cose, sono proprio questi. Anche differenze di sviluppo economico, di padroni imperiali o, nel caso della RDT, sub-imperiali. Sono dati di fatto. Non che poi il terrorismo di Stato degli uni sia meglio di quello degli altri, o quello degli altri meglio di quello degli uni. Sono solo differenze procedurali. Più formali e burocratizzati, magari all’Est tendevano ad evitare gli stragismi. Ma, se poi occorrevano al potere, li facevano egualmente nel caso, e pure insurrezioni di massa per poi reprimerle. Appunto, non è questione di meglio o peggio secondo criteri supposti morali. Sono più, come dire?, circostanze storiche, o fattualità storico-circostanziali.  

All’Est si stava peggio perché c’erano meno soldi e meno beni di consumo. Mentre all’Ovest abbondava il superfluo. Non si stava certo peggio su questioni di libertà, aspetti che fregano a pochi, cioè non fregano a nessuno. Il pidocchietto medio pensa solo alla pancia. Dove il superfluo scarseggia e l’industria pubblicitaria è rozza, ecco che è facile dipingerlo e farlo ritenere più illiberale. Mentre sono banali differenze di beni di consumo. Gli umanoidi sono pidocchi sufficientemente elementari cui si fra credere tutto con lo stipendio, col reddito e con la violenza anche aperta quando necessario. Più alto è lo stipendio, il reddito, e ciò con esso si può comprare, più si può far credere al pidocchio medio quel che si vuole. La differenza tra aree geopolitiche e geoeconomiche è tutta qui. Il resto attiene alla sfera della propaganda, degli insozzi delle chiorbe vuote dei pidocchi.

Le firme sul decreto segreto per il pogrom contro Roby, l’autorizzazione operativa per lo S/G-OS/M in Germania, furono apposte, il 28 ottobre 2013, da Angela Merkel, da Joachim Gauck e da Hans-Peter Friedrich. Thomas de Maizière ovviamente confermò quando subentrò a quest’ultimo. L’autorizzazione conteneva tuttavia l’indicazione che dovesse essere tutto assolutamente discreto concentrandosi sull’essenziale, tanto più che il bersaglio era noto per amare la pubblicità per cui scriveva e diffondeva tutto. Dato che Roby era alloggiato in un ostello dove sarebbe stato troppo chiassoso ed aperto, forse perfino operativamente costosissimo, un continuo ticchettaggio di muri, soffitti e pavimenti, veniva per il momento sospesa questa opzione, questa attività. Si era incaricata la Polizia Segreta di inventare delle forme innovative di pogrom sul luogo di abitazione, anche se poi non è che nessuno inventi nulla di nuovo su queste cose. Anche il non deve studiare formalmente veniva per il momento tralasciato non essendosi iscritto Roby a nulla, nulla di formale. Restava invece fermo il non deve lavorare, guadagnare, vivere, seppur anche lì si fosse raccomandata la massima discrezione alla Polizia Segreta, per quanto, poi, i pogrom sono pogrom e non è che si possa far finta di non far nulla. Lo sanno i pidocchi mobilitati dalle Polizie Segrete, come lo sa il bersaglio, soprattutto se è questi è Roby, decisamente uno specialista nel campo, sia per esperienza diretta che per studi.    

Il MAD [Militärischer Abschirmdienst - Servizio di Protezione Militare] aveva consigliato che l’implementazione dell’operazione, delle persecuzione-annientamento, venisse affidata al BND [Bundesnachrichtendienst - Servizio Informazioni Federale]. Il BND aveva obiettato che non era sua competenza trattandosi di una pura persecuzione-annientamento senza possibile profitto per le operazioni ed attività del Servizio. Avevano dunque suggerito che della cosa se ne occupasse il BfV [Bundesamt für Verfassungsschutz / Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione], che già aveva pratica da sempre di persecuzioni, assassinii e peggio per fini interni.

Le strutture del Terrorismo di Stato hanno un po’ tutte nomi orwelliani. Il caso venne dunque affidato all’Abteilung 1 - Grundsatz [Dipartimento 1 - Servizio Centrale e supporto] del BfV, ...i ‘difensori’ della ‘Costituzione’! Il quale, a sua volta, si rivolse al Verfassungsschutz Berlin [VB].

Una ridicola “agente speciale” del VB, una vera scalzacani, Linnéa, con la testa imbottita di propaganda da università crucche, quanto viscida e servile, grassoccia sformata, del tutto nevrotico-paranoica, venne incaricata di seguire il caso in tutte le sue implementazioni.

Questa si presenta subito al Sunflower Hostel e cerca di contattare il proprietario. I proprietari, lì, sono tre.
Jan Janke,
Robert von Sivers [https://www.facebook.com/rvonsivers],
Peter Weißbach [https://www.facebook.com/peter.weissbach , che vive e  lavora in Frankfurt, in un altro ostello].

In Germania, i fondatori di un’impresa dicono poi di essere i manager della stessa. Ma sono i proprietari di fatto. Un classico nelle società tedesche. Tre. Il 3 è un numero hegeliano.

Linnéa viene messa in contatto con quello sul campo, quello che quotidianamente sta lì all’ostello e ne segue l’attività corrente, Robert von Sivers, che poi lei va a trovare di persona.

Robert è uno ormai verso i cinquanta, coll’aria del fricchettone sballato, vagamente tossico, sempre attaccato alla sigaretta, in un ostello dove quando aprono una porta sull’esterno entra il puzzo del cannabis fumato ai suoi tavoli esterni nonostante le proibizioni formali. Del resto, lo staff è reclutato, in genere, tra fumatori e pure, spesso, pesantemente tatuati. Insomma, se se non hanno l’aria fuori di testa [non tutti lo sono! - i più fuori di testa sono quelli che sembrano seri, in realtà, lì], non li assumono. Lui stesso, Robert, fuma nel cortile interno nonostante l’ostentata proibizione di fumare nell’area dell’ostello. I crucchi sono fatti così. Sono molto slavi. Li separa solo la lingua. Null’altro. 

Roby arriva al Sunflower Hostel domenica 27 ottobre 2013 sera. Linnéa si presenta lì, a inizio settimana, per una surreale conversazione con Robert von Sivers.

Mostrato il tesserino del VB...
- “È arrivato qui un certo Roby?”
- “Sì, è arrivato domenica sera. ...C’è qualche problema?!”
- “No... Sono qui solo per chiedere, per sentire...”
- “Se voi vi interessate, ci sarà ben qualcosa...”
- “Non esattamente. ...Obbediamo agli ordini, agli ordini del governo. Volevamo solo sapere se potevate dirci qualcosa.”
- “È arrivato. Ha pagato 35 giorni. Aveva il problema dell’Anmeldung perché sembra che voglia trovare lavoro e stabilirsi qui...”
- “Sì, sappiamo...”
- “Ma allora c’è qualche problema?”
- “No. Dobbiamo solo controllare... Anzi, ovviamente, ci occorrerebbe la vostra collaborazione.”
- “Ma allora c’è qualcosa...”
- “No, è una normale attività informativa... ...Ci occorre comunque la vostra collaborazione, sia per sapere, sia dovessimo attivare qualcosa... A volte ci sono da prendere delle iniziative...”
- “Ma c’è qualcosa di pericoloso?!”
- “No, no. Ci occorre solo la vostra totale collaborazione, la vostra collaborazione collo Stato democratico.”

Robert von Sivers era un po’ impaurito. Ma soprattutto era seccato:
- “Certo, noi collaboriamo sempre con lo Stato democratico.”
- “Se mi dicesse come è la vostra struttura essenziale qui... Lei è il proprietario... Si occupa della attività corrente, oppure ci sono dei manager?”
- “Ecco, sì, io, che poi sono uno dei soci, ...diciamo che sono l’incaricato di seguire gli affari qui, da vicino, ...io vengo qui la sera, a volte anche durante il giorno. Ma chi si occupa di organizzare le attività quotidiane, i turni, il lavoro degli inservienti, è il manager di giorno, Marco Gonzalez [https://www.xing.com/profile/Marco_Gonzalez14]. Poi, vi sono anche altri, per altri aspetti ed orari... Sa come è... Ci sono delle gerarchie formali e poi, come dire?!, il tutto si auto-organizza attorno a ruoli, posizioni informali, qualità individuali... ...anche anzianità di lavoro qui. ...Come un po’ dappertutto...”
- “...Se mi date la vostra collaborazione, potrebbe mettermi in contatto col manager, quello che definisce i turni di lavoro, dunque ha un po’ il quadro d’insieme e conosce tutti, e poi con chiunque altro possa necessitarmi.”
- “...Certo! ...Piena collaborazione! Ora chiamo Marco Gonzalez e domani mattina, o quando lei crede, lui è a vostra totale disposizione! Chiunque altro le occorra, o lo contatta direttamente o chiede o me o, meglio, direttamente a Marco Gonzalez, che ha tutta la mia fiducia, che sarà  al vostro completo servizio, e vedrà che non ci saranno problemi.”

All’Est avevano la StaSi-KGB, all’ovest la già GeStaPo-CIA. Nessuna differenza, nomi e conclamazioni a parte. 

- “Marco, ci sono quelli del VB che domani ti contatteranno. Non ho capito che cosa vogliano, né lo voglio sapere. Fa tutto quello che ti dicono. Se poi ci fosse mai qualcosa che mi riguarda, che riguarda l’ostello, me lo dici. Altrimenti, fa tutto quello che ti chiedono, ché è meglio per tutti. Noi vogliamo essere in buone relazioni con tutti e non avere problemi, tanto meno con le autorità”

Marco Gonzalez è un buzzurro forse di origini colombiane o messicane. Sembra figlio di fuggitivi scappati dall’America Latina magari perché coinvolti in squadroni della morte di qualche regime e luogo, e poi trovatisi in difficoltà a restare dove erano. Lui è o nato in Germania, o vi è arrivato in tenera età, ed è poi cresciuto indottrinato secondo i luoghi comuni germanici. È di  indole violenta, e nel contempo opportunista ed adattivo secondo i contesti e le possibilità. Fondamentalmente è un arrogante paranoico pieno di sé, sebbene non abbia alcunché di reale di cui riempirsi essendo come un sacco di merda vuoto. Anche nell’apparenza, è sporco e trasandato. Il tipo che coi primi stipendi si compra prima la patente e poi l’auto. Un’auto da buzzurro, ovviamente. Vecchia e scassata. Giusto per farsi vedere dagli altri e dire che ha l’auto. Il tipo che si trova una ragazzetta attratta dal tipo banale ed arrogante, e con l’auto, comoda per i primi limoneggi e le prime scopate senza il bisogno di trovare una casa od un letto libero da qualche parte. Poi, con quella rimorchiata, si è sposato, giusto per fare un figlio ed affermare di fronte ai parenti ed al mondo la propria mascolinità mentre lei, la ragazzetta, si intozzisce e si annoia di lui che le salta sopra sempre allo stesso modo per delle sborrate sbrigative giusto per scaricarsi e sentirmi uomo. Di quelli che portano i pantaloni che scivolano giù, sia per sciatteria che per mostrare a tutti la riga del culo. Un frocio inconfessato,...o così confessatosi. Tipico dei buzzurri. Intanto, o prima e nel contempo, schiavo delle apparenze e senza alcun talento deve trovarsi una scuola facile dove vegetare e poi trovarsi un lavoro. Una scuola professionale-alberghiera. Successivamente, tanto per avere un pezzo di carta superiore, fa una facoltà di Scienze Sportive alla Humboldt Universität, a Berlino. Finisce verso la fine del 2005. Non deve servirgli a molto, neppure al portamento, dato che cammina sciatto e con quei pantaloni cadenti che mostrano il culo che non ha, cioè del tutto piatto. Bisogno di affermare la propria trasandatezza e sporcizia anche esistenziale. Dopo un anno e mezzo, comincia a lavorare, e precisamente nel settore turistico, fino a finire, verso la fine del 2010, al Sunflower Hoster, come impiegato. Dato che il proprietario-manager preferisce defilarsi e concentrarsi, soprattutto, nelle ore serali, ecco che finisce per occuparsi dell’amministrazione delle pulizie e connessi. Se uno vuole mettere le mani sugli scopini, deve passare per lui. Servile, lecchino e viscido, ecco che si ingrazia il proprietario sballato e finisce per essere visto come manager o pseudo-manager. Fa quello che fanno un po’ tutti gli inetti pseudo-manager tedeschi: il piano dei turni di lavoro dei dipendenti.

È proprio di ciò che ha bisogno Linnéa, degli Squadroni della Morte, della Polizia Segreta tedesca, in operazione-pogrom totale.

- “Sono Linnéa, del VB...”
- “Ah, sì! Piacere di sentirla. Il proprietario mi ha detto tutto. Naturalmente, siamo a piena disposizione.”
- “Quando posso venire?”
- “Qualunque giorno della settimana, prima delle 16:00. Sono sempre qui. Non il fine settimana, ovviamente. Sa, la famiglia...”

Il giorno dopo, Linnéa, grassoccia, annoiata, sfatta, e pure strafatta da psicofarmaci ed alcolici, si presenta lì. La butta sul  burocratico-formale:
- “Marco, non so bene di che si tratti... Sa, abbiamo delle procedure da seguire. E degli ordini specifici. È per quel Roby...”
- “Ma allora è uno pericoloso?!”
- “No, non credo... ...Abbiamo degli ordini. Tutto qui.”
- “Dunque, se non c’è pericolo. ...Non capisco...”
- “Le ho detto che abbiamo delle procedure.”
- “Avrà ben fatto qualcosa se...”
- “Certo!”
- “Posso chiedere, sa per meglio cooperare, che abbia mai fatto quel tipo. Se è un sospetto...”
- “Guardi, Marco, non ne abbiamo proprio idea. Magari non ha fatto nulla. ...No! No! No! ...Anzi, avrà di certo fatto qualcosa. È che non lo sappiamo... Io, almeno, non lo so...”
- “Ma allora ci sono altri che si occupano del caso. Se magari mi poteste dire... ...Mettermi in contatto coi suoi superiori che sanno... Sa, per meglio cooperare, se lo dobbiamo sorvegliare...”
- “Sono io in carico del caso. Non ci sono superiori. Io so tutto. Cioè, è che non c’è molto da sapere. Sa, Marco, abbiamo dei governanti. Ci sono delle procedure. Loro ci ordinano. Noi dobbiamo eseguire.”
- “Vi avranno ben detto...”
- “No, Marco. Cioè sì. È che non abbiamo molto da dirle.”
- “Ma io, noi, dobbiamo sorvegliarlo?”
- “Guardi, Marco. Le alte questioni di Stato, sono sempre un poco complicate.”
- “Ma, qui, all’ostello, dobbiamo sorvegliarlo?”
- “Beh, diciamo di sì. In realtà, non ho ordini specifici. Diciamo che ci occorre la vostra collaborazione, il vostro aiuto.”
- “Se non dobbiamo sorvegliarlo, per cosa vi occorre il nostro aiuto?”
- “Guardi, Marco... ...Abbiamo visto che la sua famiglia viene dall’America Latina... Forse lei, non voglio metterlo in discussione... ...Lo chiedo a lei... Lei si sente tedesco?”
- “Certo che mi sento tedesco! Sono tedesco! Tedeschissimo! Sono un vero patriota. Adoro questa nostra Germania!”
- “Allora, Marco, è questa nostra e sua Germania che ora le chiede la sua cooperazione. Sono gli ordini del governo quelli che noi qui eseguiamo. Ed il nostro governo è, con tutti noi, la nostra comune patria tedesca.”
- “Sì! Sì! Io coopero! Io obbedisco alla patria germanica!”
- “Allora, le faremo sapere quello che lei deve fare, ...fare con la massima discrezione, perché queste sono operazioni, questioni, estremamente riservate, riservatissime.”

Linnéa non ne aveva voglia. Non le avevano neppure detto molto. Aveva letto le istituzioni da seguire per le persecuzioni, pogrom, S/G-OS/M col codice NATO. Non ci aveva capito molto. Le sembrava tutto surreale, anzi realissimo. È solo che non ne vedeva il senso. Beh, lo sapeva che facevano sempre cose senza senso. Linnéa era una pidocchietta obbediente. Allo stesso tempo, come un po’ tutti i tedeschi, non ne aveva voglia. Ostentano tutti obbedienza quando sono di fronte all’autorità. Si fanno poi i fatti loro quando pensano che nessuno li guardi.

Si sentiva eccitata, almeno un po’, dal male, il senso di potere le dava praticarlo. Ne aveva nel contempo noia. Le sarebbe piaciuto inzuppare le mani nel sangue. Invece, in quelle cose, andava un po’ sempre tutto storto. Anche quando andava tutto bene, il male ridotto a procedure burocratiche, le faceva apparire inutile il potere aveva, che era poi solo un potere derivato. L’eccitazione di praticare il male le si trasformava rapidamente in ansia, dal senso dell’inutilità alla possibile insoddisfazione sei superiori, l’avessero poi apertamente criticata o meno. Colmava quest’agitazione interiore con cibi, alcolici e medicine. 

Linnéa era restata presto scottata su quel caso, sul caso Roby. Come sempre fanno, in quel genere di operazioni, i superiori le avevano detto che avrebbe ottenuto rapidissimi risultati e che l’obiettivo sarebbe stato annientato, cioè indotto a qualche gesto inconsulto, a qualche crimine aperto, che era poi uno dei fini dello S/G-OS/M. Lei lo aveva visto che se la cosa andava avanti da più di tre decenni, non poteva essere come le avevano detto. Non poteva comunque certo contraddirli.

Quando lo aveva fatto prima stalkizzare-mobbizzare, derubare [il cuoco e socio de facto Angelo si era perfino rubato la frazione di mance spettanti a Roby!] e licenziare lì all’Antica Pizzicheria di Marzahner Chaussee 85-87, 12681 Berlin, con quel cuoco puzzolente Angelo italo-suddico ed i coniugi Kerger, dei camerieri ignoranti che Angelo aveva fatto divenire proprietari quando si era disfatto dei suoi due ristoranti e si erano ritirati lì, in Marzahner Chaussee 85-87 perché, lui, Angelo, un pazzo rabbioso, di quelli che si tagliano le palle per far dispetto alla moglie, non voleva pagare gli alimenti alla stessa che se ne era infine andata stufa delle sue angherie ed urla continue, ecco che Roby aveva subito smascherato e pubblicizzato il tutto online. No, ai tedeschi proprio non piace che si sappia delle persecuzioni di Stato, dello Staatsterrorismus und Antisemitismus del governo-Stato tedeschi anche se su ordine NATO. Al governo ne erano proprio seccatissimi. Avevano chiesto a Linnéa come fosse stato possibile che Roby avesse subito capito tutto. Linnéa si era sentita accusata e criticava. Ne aveva ancora meno voglia di prima di andare avanti con quella storia dello S/G-OS-M contro Roby sebbene dovesse continuarlo per ordini superiori. Ma siano qui già troppo avanti, nella primavera 2014, a marzo.

Nel frattempo era successo dell’altro.

Le istruzioni erano che Roby andasse messo a contatto con dei provocatori, provocatori/informatori, pur avendola avvertita che Roby non fosse uno se la bevesse. Linnéa non sapeva cosa fare. Dopo giornate frenetiche a studiare le scemenze che i segaioli, i supposti analisti, dei Carabinieri [semianalfabeti trasformati in analisti da ordini di servizio che li nominavano in tali posizioni! ...ma restavano dei segaioli ignoranti e maniaci!] avevano scritto su Roby, e poi tradotte in inglese [...per come si possano tradurre scemenze scritte da dei segaioli!] e di cui non capì nulla dato che non c’era nulla da capire essendo tutto banale e confuso, cercò febbrilmente uno che potesse conformarsi, anzi sembrasse conformarsi, a tutte le scemenze che avevano scritto i supposti specialisti-analisti degli Squadroni della Morte dei CC su Roby.

Lo sapete come lavorano, anzi come non-lavorano i segaioli dei vari uffici speciali degli Squadroni della Morte dei CC, con annessi pure i loro sguatteri della PS e militari della GdF? ...I servizi di persecuzioni-distruzioni sono interforze, in Italiozia, per cui, pur sotto la direzione CC-NATO, scovano e si fanno trasferire psicotici e delinquenti dai vari corpi e ministeri... Anzi, andiamo all’origine, per esempio ai manuali CIA-NATO di analisi informazioni, che si trovano pure online, se li volete e sapete proprio trovare. Il campo è obiettivamente difficile. Già è difficile imparare a scovare ed interpretare informazioni. Ancora più difficile insegnarlo. Occorrerebbe tempo, molto tempo. Oppure soggetti che già sapessero destreggiarsi nel lavoro ed eventualmente correggerli, per gli errori possano commettere. Ovviamente resterebbe il problema di chi insegna a chi. Come si fa a sapere che... Gli inglesi del SIS hanno concluso che ad applicarsi troppo in questo campo non si viene a capo di nulla e che alla fine è più produttivo lasciare il lavoro di vera Intelligence ad accademici se non altro smaliziati dai lunghi, si suppone, studi. Non essendovi la garanzia di nulla, inutile affannarsi, dicono al SIS, anzi alla Corona Britannica. Hanno concluso che più importante che fare Intelligence, che analizzare la realtà, la cosa migliore sia produrla. Quando sei tu che determini la realtà devi solo poi raccogliere informazioni per controllare che tutto vada secondo i tuoi voleri. Non ti occorrono grandi analisi. Bastano alcuni riflessi condizionati maturati nei secoli per cui si debbano mettere tutti contro tutti e farsi amici tutti, amici nel senso di profittarne finché obbediscono e sono utili, e liquidarli, anzi farli liquidare dagli altri, quando lo si ritiene. Invece gli USA hanno un certo idealismo, od ingenuità, per cui le organizzazioni si pianificano rigidamente a tavolino e poi... Dunque si creano uffici di analisi delle informazioni raccolte e si insegna loro, cioè al personale umano, come fare questo lavoro. Come in ogni burocrazia, seguendo criteri burocratici l’importante è minimizzare il rischio per chi fornisca analisi, cioè per chi analizzi. Minimizzare il rischio per l’analista, dunque per il suo ufficio, significa che più banalità si scrivono e si dicono, e più se ne dicono, in tutte le direzioni, più si finisce per l’avere sempre ragione, nel senso che si minimizza il rischio di venire esposti a critiche. Passi al politico, all’istituzione, tutto ed il contrario di tutto, ed alla fine sei sicuro che chi sbaglia non sei tu ma il politico, l’istituzione. Anzi, pure i politici, e figure istituzionali, passano come individui, e si coprono reciprocamente, per cui, qualunque disastro facciano hanno sempre ragione, mai decidano qualcosa anziché lasciare ogni decisione, come spesso succede, ai burocrati li attorniano. Tutti sono felici. Tanto il mondo va avanti lo stesso. L’analista, cioè il cosiddetto tale, viene formato come quelli che danno gli ordini a chi schiaccia i bottoni per gli assassinii operati dai droni. Uno vede un coso nero che magari è spesso una borsa, una macchina fotografica, un telefonino od altro oggetto innocuo. Se ciò avviene in area dove i droni siano usati per sparare, per cui si abbiano indici di produttività che dipendono dal numero dei proiettili sparati e dal numero delle operazioni, chi controlla le telecamere, e decifra ciò sembra avervi visto, dice che ha visto un’arma. Chiama il superiore e informa che ha visto un’arma o delle armi. Il superiore risponde che se così è, si deve aprire il fuoco. Ed ecco che si dà ordine a chi schiaccia il bottone delle batterie del drone di aprire il fuoco. Poi aprono il fuoco pure sulle ambulanze. Alla fine, se hanno truppe sul terreno che intervengano nell’area, scoprono spesso che non vi erano armi ma innocui movimenti e transazioni. Siccome tutti hanno seguito le procedure, anche si fossero ammazzati tra loro, tra loro delle loro forze armate come egualmente spesso fanno, tutti sono deresponsabilizzati, tutti hanno seguito le procedure, per cui sono tutti auto-assolti. Nel settore dell’analisi informazioni è pure tutto più soft perché, alla fine, sono solo parole. Chi può se le usa come vuole. Se fanno disastri, come poi sempre fanno, nessuno ha colpa. Uno ha solo passato informazioni. Un altro le ha solo ‘analizzate’. Un comitato ha solo deciso secondo routines correnti. Che perseguitino od assassinino uno, o mille, o milioni di soggetti, tutto è avvenuto secondo procedure correnti, secondo usi e costumi degli apparti burocrati e militari... I manuali CIA sulle analisi di Intelligence sono fatti benissimo, in apparenza. Belli, ben curati e presentati, includono tutto. Solo che anche uno li studiasse anni, non sa poi come si debbano analizzare informazioni per concludere qualcosa di davvero utile, con un qualche senso pratico, senso pratico produttivo. ...Immaginatevi pure come le cosiddette informazioni possano essere scritte e da chi... Ed ognuno deve pure far finta che quello prodotto da altri sia perfetto. Ecco, poi, a supposti specialisti di analisi Intelligence dei CC fanno sotto-corsi NATO, od anche direttamente dei loro CC, sulla falsariga di questi ottimi quanto inutili libroni della CIA-NATO, o dei CC, o simili. In genere, chi tiene questi corsi di formazione conclude, dopo decine di inutili e retoriche lezioni, che l’analisi è un’arte che si impara facendola, e che ...più moderati, ponderati ed onnicomprensivi si è, più si evita di mettersi nei pasticci. Se il singolo non capisse, glielo fa capire il superiore che, come tutti, deve arrivare a fine giornata, a fine mese, a fine anno, e fino alla pensione, senza avere noie. In Italiozia, tutto è facilitato, anzi reso più complicato, dal fatto che sia i materiali giudiziari che i rapporti di polizia e militari sono lunghi ed ampollosi, a volte addirittura infiniti. L’analista, il cosiddetto analista, finché non lo mettono sotto pressione con date ed orari ultimativi, può leggere, far finta di leggere, tirare giù riassunti e rielaborazioni, per mesi ed anni, scrivendo davvero quello che vuole, purché abbia qualche apparente raccordo con quello che è stato già scritto. Ovviamente ciò che alla fine sarà scritto sarà quello che chi ha commissionato l’analisi avrà detto di attendersi. Vuoi che ti dicano che uno è pericoloso, che è innocuo, che ha la tale tendenza o che non la ha... ...beh, alla fine, chi consegna l’analisi, non deve lasciar cadere nessuna possibilità ché se poi l’oggetto dell’analisi ne combina qualcuna non si possa dire che l’analista aveva certificato magari un’innocuità del soggetto. Su Roby non esistevano grandi problemi perché gli analisti che avevano elaborato e rielaborato informazioni, o pseudo tali, avevano ricevuto la direttiva che si trattava di obiettivo da liquidare e che si doveva trovare il modo di liquidarlo, ma con  lo State/Government-Organized Stalking-Mobbing, non investendolo con un’auto. Per cui si dovevano stendere liste delle sue supposte attitudini, preferenze ed avversioni per usarle contro di lui. Nel caso di Roby, non era neppure così semplice e lineare, perché ne aveano scritte di chiaramente strampalate e contraddittore. Per cui, la povera Linnéa...

“Chi trovare per infinocchiarlo...”, ecco la domanda che Linnéa si era posta. “Ecco qui hanno scritto che non sono mai riusciti ad infinocchiarlo con donne, seppur lui non sembri avere inclinazioni particolari...” “...Qui dicono che hanno pure provato a farlo agganciare da froci che gli avevano mandato foto di loro culi e cazzi, ma lui ha fato cadere la cosa, per cui o non ha interesse o non abbocca ad approcci da parte di tali individui...”

“Sembra tutto piuttosto misterioso...”, si diceva Linnéa. La stessa aveva messo i dati supposti su Roby in un programma dei Servizi, delle Polizie Segrete, per vedere che provocatore/i potessero affiancare al soggetto, e non era uscito nulla. O non avevano nessuno o nessuno che si combinasse coi parametri sull’obiettivo dell’operazione, qui Roby. Allentando od omettendo parametri sulla personalità di Roby e lasciando solo quelli sugli interessi, o supposti tali, la situazione non era migliorata. Il computer non buttava fuori nessun nome tra i possibili a disposizione, in qualche modo, degli Squadroni della Morte tedeschi. Allentando ancora i parametri sugli interessi e sui gusti, ecco che usciva fuori una specie di frocio non del tutto frocio, un travestito non del tutto travestito, un intellettuale nelle aspirazioni, seppur ben distante dall’esserlo. Un vero pervertito e del tutto originale. Christian, un quarantenne che... Beh alla fine, l’unica similarità con Roby è che sembrava forse leggiucchiasse il francese. Sì, i parametri di ricerca li avevano proprio allentati del tutto!

Beh, qui andiamo veramente sul difficile. Sul difficile e l’improbabile. Eppur possibile visto che è realmente successo. Christian era uno dei tanti ragazzetti che per un motivo o per l’altro era stato adocchiato da uffici speciali della StaSi per usarlo contro le loro stesse famiglie e poi, magari, per attività di spionaggio sociale ancora più importanti o supposte tali. Ai bimbi della RDT veniva chiesto che cosa avessero visto in TV la sera prima. Molti capivano ed inventavano per non dire che avevano guardato TV della Germania occidentale. Altri, ingenuamente, abboccavano ed, involontariamente, denunciavano le proprie famiglie. Altri ancora erano convinti e felici di denunciare le proprie famiglie che deviavano dalla “moralità  socialista”. Con Christian, come con altri, quelli della StaSi erano stati diretti. Non appena gli avevano chiesto informazioni sulla propria famiglia, lui era sbroccato in un lungo sproloquio che, secondo lui, ai propri familiari non importava nulla del socialismo, che avrebbero solo voluto fare soldi e che sognavano che crollasse tutto e la RDT ritornasse nell’area del libero mercato, o supposto tale, ...sì, insomma, all’ovest dove tutti erano pieni di soldi o così era creduto visto le scarsità dell’est. Perfino quelli della StaSi erano restati un poco sconvolti da tale zelo. Era comunque loro dovere d’ufficio dare credito ad individui così zelanti ed illusi, dato che la StaSi prosperava  proprio sull’incoraggiamento dello zelo e combattendo ogni atteggiamento tiepido, od addirittura di avversione, relativamente al regime. La StaSi interveniva sia sui comportamenti ma, ancora di più, di fatto, su quello le persone sembravano pensassero. Per cui, tutti dovevano fingersi zelanti ed entusiasti sostenitori della RDT, od evitare, comunque qualunque cenno di avversione. Non importa non vi credessero in tute quelle buffonate politicantiche. Neppure a quelli StaSi ne fregava nulla, se non di preservarsi ed incrementarsi stipendi e privilegi. Alla fine, tra l’altro, qui la StaSi, vedeva e valutava i comportamenti, quello la gente fingeva di essere. Non potendo sapere quello le persone veramente pensavano, avessero mai pensato qualcosa, alla fin fine, la StaSi valutava quello le persone dicevano e sembravano pensare. Christian era stato inserito in un programma speciale (ne esistevano tanti - le burocrazie prosperano su programmi speciali o supposti tali) per giovani spie da coltivare e promuovere poi per future attività del regime. Un ufficiale della StaSi si era invaghito di Christian che pure aveva sdegnosamente rifiutato ogni approccio, anche alla fine quelli espliciti (quest’ufficiale avrebbe voluto metterglielo in quel posto), rivendicando che la propria morale socialista gli imponeva di seguire una vita normale e riproduttiva per dare nuove leve al regime, eppoi perché tale era quello veniva ritenuto da tutti, o così sembrava, ortodosso. Christian tentò anche di denunciare ai livelli superiori quest’ufficiale con preferenze particolari ma venne scoraggiato, lasciandogli intendere che tutto si sarebbe rivolto contro di lui, lui il denunciante, e tutto fu insabbiato. Le pratiche omosex, pur ufficialmente vietate alle masse, venivano tollerate nella RDT, se uno aveva delle posizioni di potere burocratico. Per cui, costui aveva sempre saputo coprire le proprie pratiche devianti, fare cordata con altri come lui, difendersi ed attaccare, magari dicendo che loro agenti di polizie segrete dovevano fingersi tutto pur di mascherare i devianti veri. Se alla fine un Christian denunciava un frocio ben coperto, ben protetto, nei fascicoli personali centrali veniva fatto figurare che i froci erano i Christian mentre quelli erano stati denunciati come froci dai Christian venivano presentati come degli abili agenti che avevano simulato per smascherare i froci veri. Alla fin fine, il vero non è quello è vero ma quello il potere burocratico, dunque una nota in un fascicolo personale centrale, fa figurare come vero. Senonché la RDT, crollò, si disfece, col ritiro dell’Impero Sovietico e l’annessione alla RFT, la Germania occidentale. Quest’ufficiale disse a tutti, come fecero molti altri suoi colleghi, che in fondo lui era sempre stato contro, dalla parte del popolo, che il suo era solo un lavoro formale che lui faceva pure di malavoglia, anzi contrastando il regime di cui sembrava fosse uno dei cani da guardia. Per mostrare il suo zelo ‘anti’ disse che avrebbe denunciato pubblicamente alcuni giovanissimi zelanti dei programmi speciali di spionaggio sociali. A lui interessava solo approfittare di alcuni ragazzetti di cui si era invaghito e che avevano resistito alle sue intenzioni sodomizzatorie. La gente lo sapete come è... Crede, o finge di credere, comunque si uniforma, a tutti coloro vede in posizione ai autorità. Quest’ufficiale era visto come uno di potere quando era  ufficiale della StatSi così come era visto come uno di potere ora che diceva di essere sempre stato anti. Tra l’altro. come molti altri, era stato reclutato dalle Polizie Segrete delle Germania occidentale, per cui continuava a fare quello faceva prima. Gli dettero pure la copertura di dirigente di un ufficio del comune, sì che il suo status sociale rimase immutato. Prima era temuto come un ufficiale della StaSi. Ora lo vedevano come uno che, pure nelle nuove circostanze, aveva mantenuto il suo potere. Inutile far domande, o lamentarsene. Il pidocchio medio vede il potere e ad esso si sottomette supino e servile. In fondo, il cambio 1:1 tra marco occidentale e quello della RDT, oltre ad altri meccanismi pubblici e no, servivano a preservare pensioni, salari e ricchezze degli apparati statali della già RDT, mentre sfondavano l’economia delle RDT. L’economia era sfondata, non i privilegi accumulati dagli apparati pro-sovietici della RDT. L’operaio restato disoccupato si trasformava in sussidiato dell’assistenza sociale tedesca. Il super-pensionato dagli apparati militari e polizieschi, con relativi immobili di proprietà, restava tale. Il cambio 1:1 serviva proprio a quello! Questo già ufficiale della StaSi, restato sbirro segreto nella Germania in via di unificazione e poi unificata, aveva dunque denunciato Christian. Lo stesso giochetto lo aveva fatto con altri su cui aveva messo gli occhi ma avevano resistito ai suoi desideri. Ed aveva pure detto a persone lo stesso Christian aveva denunciato nelle sue attività di giovane delatore dei programmi speciali della StaSi che era stato proprio  Christian a denunciarli, così provocando un piccolo tumulto contro lo stesso. Al Christian lo avevano aggredito per strada per insultarlo e malmenarlo, con quest’ufficiale che poi interveniva per ‘salvarlo’ dicendo che ci avrebbe pensato lui a dargli la lezione che si meritava. Lo aveva dunque trascinato a casa sua. Lo aveva gettato su un robusto divano che usava proprio per quelle attività, gli aveva premuto la faccia contro lo stesso per disorientarlo e sottometterlo mentre gli toglieva i pantaloni, e lo aveva sodomizzato un paio di volte mentre lui, il già l’ufficiale StaSi, grugniva di piacere col Christian che si era messo a piangere ed a conclamare: “No, no, io resto un comunista, un socialista, un anarchico, un rivoluzionario. La mia morale socialista mi vieta queste perversioni. Lasciami andare! Porco, porco!” Ancora più eccitato da quella foga ribelle, o che sembrava tale, il già ufficiale StaSi glielo aveva sprofondato nell’ano, usando delle supposte di vasellina che usava per quelle transazioni, con ancora più gusto, gli era sguazzato dentro e lo aveva sborrato nelle sue venute mentre grugniva di piacere. Si era infine acceso una sigaretta al cannabis e si era pure concesso delle libertà filosofiche: “Guarda, Christian, mi sei sempre piaciuto. Tu non hai voluto ed ora mi hai obbligato a prenderti a forza. Vedi, in questo mondo, o lo si mette nel culo o ci se lo prende. Il destino ha voluto che mi piacesse il culetto puro ed immacolato dei giovanissimi. Se non ti è dispiaciuto, ed a dire il vero mi sembrava che pur dapprima ribellandoti ci prendessi poi gusto, mi farebbe piacere vederti di nuovo. Se invece ti fosse mai dispiaciuto, guarda non c’è modo migliore di rifarsi che metterlo tu nel culo ad altri... Alla fine la scelta è tua. Io ti ho voluto dare questa lezione... Lo facciamo per il tuo bene. Noi che già abbiamo lavorato per la sicurezza dello Stato, e che magari cooperiamo ancora con essa, cioè difendiamo tutti noi, siamo, alla fin fine, dei filantropi, dei benefattori, degli operatori del bene comune. È questo che ci rende felici... ...più che delle banali sborrate, ché potevo anche farmi una sega.” Il già ufficiale StaSi aveva intercettato Christian qualche altra volta, lo aveva portato a casa sua, e gli aveva poi fatto lo stesso servizio con Christian che piagnucolava che non voleva che lui era qui, era lì, e non voleva soggiacere a tali deviazioni della “morale socialista”. Christian viveva ancora nella RDT, nella StaSi, che non esistevano più, ma che erano tuttavia lì, nella sua testa, ben vivi e reali. Christian si era ribellato, aveva piagnucolato, aveva conclamato che non voleva, eppure... ...eppure gli era piaciuto. Aveva sempre sognato di essere sottomesso, di fare quello gli dicevano gli altri, l’autorità, di essere obbligato a fare quello che si doveva fare. E che altri lo apprezzassero. Il già ufficiale glielo aveva pure detto (lo diceva a tutte le sue vittime): “Guarda che se ti è piaciuto, o se un giorno scoprirai che ti piacerà, non c’è nulla di male. Oggi essere froci è un vanto, un vantaggio. Ti si aprono nuovi orizzonti. Poi a Berlino... ...che è sempre stata una città di froci, aperta al mondo. E tanto più in questa nostra Germania unita. Non c’è neppure più bisogno di nascondersi. Che ti piaccia metterlo nel culo, o prendertelo, o qualunque altra cosa, è tutto incentivato, favorito, coperto, anzi scoperto, scopertissimo. Giova alla carriera e si aprono pure carriere promettenti che al filisteo medio non ai aprono. Ti ho aperto la mente. Lo ho fatto per te. Se poi tu ti sentissi... ti fossi scoperto o ti scoprissi...” Il già ufficiale si era infine presto stufato di questo che gli toccava andare a prendere e sottomettere a forza, o così sembrava. Svanita l’infatuazione, il desiderio del nuovo che gli si era inizialmente rifiutato, lo eccitavano più altri. Per cui non lo aveva più cercato, né preso e sottomesso. A casa, per quel poco che quei genitori schifati ed anche impauriti da lui che li aveva denunciati alla StaSi avevano a che fare con lui, lo avevano subito visto che Christian era improvvisamente cambiato. Christian si era eccitato, mentre il già ufficiale lo sodomizzava. Sì, insomma gli era piaciuto anche se non spasmodicamente. Quell’essere preso a forza. Sentirsi sottomesso. Quella penetrazione proibita. Se lo negava. Rifiutava quelle cose. Eppure gli erano piaciute. Pur con un’aria del tutto maschile, passava ore davanti allo specchio ad immaginarsi donna, a truccarsi da donna. Aveva cominciato a razzolare ambienti di gayerie varie. Si era rifiutato per transazioni fisiche che pur gli erano state proposte, perché se ne vergognava. Intanto chiedeva, ascoltava. A casa stava sempre peggio. I suoi lo guardavano in un modo, mentre lui usciva semitravestito da femmina. Il già ufficiale StaSi, saputo che Christian si era messo a frequentare ambienti di pervertiti, aveva allertato i disservizi di Polizia Segreta tedeschi per cui lavorava, ora nella Germania riunificata, come prima nella RDT. Questi lo avevano direttamente contattato, avevano direttamente contattato Christian.

- “No, no, no! Non ne voglio più sapere. Già mi hanno tradito quelli della StaSi. Io ci credevo nel socialismo e nel comunismo, e che è successo? Mi hanno tradito. È crollato tutto. Tutto sparito come si fosse costruito per mezzo secolo il socialismo, anzi lo si stava costruendo, e poi ti dicessero, e ce lo hanno davvero se non detto fatto, che era stato tutto uno scherzo. Mi avevano avviato verso un percorso... E mi sono ritrovato solo. Pure in famiglia mi disprezzano... Controrivoluzionari! Schifosi! No! No! No! Che cosa volete da me! Non ne voglio più sapere!” 
- “Si calmi, si calmi, signor Christian. Ma che cosa si crede che noi si sia?! Anche noi stiamo costruendo il socialismo. Da questa parte qua... Lo sa come è andata la guerra. C’è chi si è trovato di là e chi di qua. Là operavate sotto il blocco dell’est. Qui, noi, sotto quello dell’ovest. Ma entrambi abbiamo costruito, stiamo costruendo, il socialismo. Lo chiamiamo Stato sociale. ...A noi lo hanno spiegato a scuola, già all’asilo, fin dalle più tenera età. Io credevo che anche da voi, all’Est. Ma, sì, vi avranno ben detto qualcosa. In fondo, siamo tutti tedeschi. Non è che lo abbiamo deciso noi di essere divisi, oltre che di essere un po’ dislocati verso ovest...”
- “Come?! Mi venite a dire che non c’era alcuna differenza?! Voi eravate sotto l’imperialismo!”
- “Uno di qua ed uno di là. Lo vede anche lei che gli stessi partiti di governo sono tutti sociali. Di là vi chiamavate, o vi chiamavano. comunisti. Qui cattolico-sociali, socialdemocratici. Gli stessi liberali non è che poi abbiano mai propugnato il liberismo selvaggio. Anche i liberali erano e sono liberal-sociali. Alla fine è solo questione di sfumature. Nei nostri stessi apparati, siamo pieni di comunisti, di anarchici, di rivoluzionari. Certo siamo al servizio di tutti e della pace collettiva.”
- “E cosa volete ora da me?! Siete come gli altri! Quelli volevano da me che mi mettessi, e mi ci avevano messo loro, al servizio della militanza per una causa rivoluzionaria, quella del proletariato. Poi è venuti fuori che avevano scherzato. Dovevano sparare e schiacciarli coi carri armati quando è venuta fuori tutta quella ribellione, che sembrava più grande di quello che fosse! No, avevano scherzato! Da me, da noi, volevano tutto. E loro si sono fatti sbandare da dei manifestanti. A volte mi viene il sospetto che le manifestazioni le abbia volute la stessa StaSi per passare al servizio occidentale, anzi che doveva già esserci passata. Oh, quel Helmut Kohl, pieno di soldi, che ha corrotto tutto e tutti, pure il nostro socialismo della RDT comprandoci dalla ed alla sua RFT revanscista ed imperialista. Anzi, non ci capisco più niente. Magari avevano corrotto, da sempre, pure i sovietici. Va a capire... ...Sembrava che cambiasse tutto, mentre tutto andava avanti sotto altre forme. Voi volete ora da me, continuare quel programma. Ma io, ora, non credo più a nulla. Sono restato troppo deluso! Io ci credevo!”
- “Guardi, signor Christian... Sappiamo... Capiamo... Le potrei dire che io condivido quello lei dice. ...A noi interessa solo aprire un dialogo. Cerchiamo di farlo un po’ con tutti. Non è che si sia cercato lei per qualche regione malevola. Questa nostra Germania sociale è tale proprio perché cerchiamo di seguire, anche di aiutare. In fondo c’è la cooperazione nazionale quando nessuno resta indietro, quando nessuno è escluso.”
- “Ve lo avranno detto che in quel programma RDT-StaSi si dovevano riferire circostanze e nomi e pure in gran dettaglio. Certo, era per una grande causa, ...o così ci avevano fatto credere... Crollato tutto, anche per me è tutto cambiato. Ora ho solo la scuola, poi trovare un lavoro, anche se con tutta questa disoccupazione proprio nella ex-RDT... Anche questo non lo ho capito. Ci avevate detto che si apriva l’era delle prosperità. Certo ci avete inondato di soldi, però le industrie hanno chiuso e la gente è restata a casa. Anche se c’è l’assistenza sociale, ci sentiamo tutti insicuri, ora...”
- “Christian, sono cose complesse. Ci sono anche tanti... Non lo dicono e non dicono nulla, magari sono gli stessi che fomentano il malcontento... Ci sono tanti che ci hanno ben guadagnato. Certo qualche azienda chiude quando si unificano due Stati che hanno preso strade così differenti, ...ed inevitabilmente hanno il doppio di tutto. ...Noi la pensiamo come lei... ...Anzi, forse, siamo pure più radicali... Purtroppo, sa, noi siamo degli impiegati, in fondo... ...Sì rappresentiamo lo Stato, lo Stato in quello lo Stato ci chiede di fare, in quel piccolo di nostra competenza, ...ma... ...ma i misteri del Potere, i poteri del Potere, noi, io, non sappiamo neppure dove stiamo. Oh, il governo... ...Sono poteri e responsabilità dei governi... Noi, non ne possiamo nulla. Non è di questo che volevano parlarle... A proposito, abbiamo visto anche alcuni suoi cambiamenti, come dire..., esteriori.”

Christian avvampò tutto.
- “Sarò ben libero di abbigliarmi come credo!”
- “Certamente! Noi rispettiamo tutte le sperimentazioni. Poi qui a Berlino... Ci interessa pure seguirle. In fondo,  il nostro compito è capire, e convogliare tutte queste pluralità in un più avanzato benessere.”
- “Volete informatori come voleva la StaSi?!”
- “No. Vogliamo solo capire. Tenerci in contatto. Ci fosse poi qualche esigenza particolare, a volte chiediamo, in determinate occasioni, anche una collaborazione più stretta ma, a quel punto, uno può prestarsi come dirci che non se la sente. Non ci offendiamo né attuiamo ritorsioni. Non non è come ai tempi della StaSi.”
- “Ah, per cui ora, magari avete saputo che sono andato in ambienti un po’ marginali, dove magari non avete... ...e siete venuti da me perché volete sapere. Od anche di più... Avete qualche cosa più particolare...”
- “No, no. Tutti gli ambienti sono uguali dal nostro punto di vista. Siamo in buone relazioni, anche strette, con tanti. Anche lì, non è che ci manchino... No, neppure abbiamo qualche operazione dove ci occorrano... Noi non dobbiamo chiederle nessuna assistenza speciale, non ora. Magari, mai. Ci creda. È solo per stabilire un contatto. Può essere che nel momento di cercare un lavoro lei possa avere bisogno di nostre indicazioni. Se già ci conosciamo, possiamo sempre aiutarci reciprocamente. ...Noi, con voi, per questa nostra patria... Lei come nostro rispettato cittadino...”

Christian già allora aveva quella aria sviata, frocesca, di chi arrossiva i continuazione, non solo nella faccia ma pure, ed ancor più, nell’animo. Gli piaceva essere dominato. Pur svanita, con l’RDT, l’illusione StaSi, dunque di una sua carriera lì come infamone coperto, non è che non desiderasse di fare il servile altrove, anche nelle nuove condizioni, per il nuovo Principe, i nuovi padroni, le ‘nuove’ Polizie Segrete delle Germania unificata.

- “...Per cui, signor Christian, se tutto va bene... ...se tutto va bene, ci teniamo in contatto...”

Restò silenzioso...

- “...Allora, signor Christian, va tutto bene?!”
- “A dire il vero no...”
- “Cosa non va bene... Ci dica...”

Christian non ce la fece più e proruppe in un pianto, ...un pianto disperato. Gli agenti, uno ed una, che stavano parlando con lui, restarono un po’ allibiti, sebbene non è che non fossero abituati a quelle situazioni. Per cui, attesero che la crisi si esaurisse e restarono in attesa dí quello Christian aveva da dire.

- “Non ce la faccio più, in casa...”
- “Ci dica, e vediamo come possiamo intervenire...”
- “Voglio andarmene via! La StaSi mi stava mandando in delle loro scuole, lontano dalla famiglia. Già allora non ce la facevo più. Non avete anche voi delle scuole, dei collegi?”
- “Signor Christian, lei non è ancora maggiorenne. Se dovessimo togliere la patria potestà ai suoi genitori, e non è neppure detto che noi si possa, che se ne sia autorizzati dal governo, ...sa sono cose delicate..., sono cose che poi lasciano traccie, tracce scritte. Noi preferiamo sempre degli approcci soft. ...Se lei ci dice che cosa succede, magari possiamo pensare qualcosa. E poi vedere, in modo dinamico, se occorrano degli interventi pubblici... ...Innanzitutto ci dica che cosa succede in casa...”
- “Prima mi dicevano che ero un infame, uno schifoso, un degenerato... ...Io volevo solo aiutarli... Avevo solo detto alla StaSi che non è che fosse proprio una famiglia rivoluzionaria... ...Non è che poi la StaSi abbia fatto loro nulla. In fondo, nella nostra patria socialista non è che i controrivoluzionari, i controrivoluzionari nell’animo, fossero massacrati in casa dalle milizie comuniste. Io avevo solo segnalato, messo sull’avviso. Era la pura verità. ...Ora, da qualche tempo, mi guardano in un modo... A qualcuno è pure scappato detto in mia presenza. Mi dicono che sono un frocio, che la StaSi mi ha fatto frocio... ...Mi deridono, mi deridono sempre più...”

I due agenti delle Polizie Segrete tedesche la conoscevano la storia del già agente StaSi che lo aveva preso a forza e di lui che, pur lì per lì non consenziente, ad altri livelli aveva forse gradito. Poi sapevano che aveva cominciato a truccarsi, ad abbigliarsi in modo un po’ equivoco, non propriamente maschile. Non potevano certo dirglielo direttamente:
- “Signor Christian, se lei potesse dirci... Ecco, farci sapere, se queste ultime, ...diciamo... evoluzioni nel comportamento dei suoi dipenda dalle vecchie cose, da quando lei avrebbe riferito su di loro per salvarsi e salvarli, oppure se ci siano stati dei fatti nuovi...”
- “No! No! ...Non potete obbligarmi a... Non voglio dire nulla. Sono cose mie...”
- “Non ci fraintenda signor Christian, è solo per capire, per sapere quello i suoi pensano, perché la trattino così. Non vogliamo sapere... non ci dica nulla di strettamente personale. Ci faccia solo capire quello le dicono i suoi, cosa pensano, cosa le fanno...”
- “Mi dicono che sono un frocio e lo vedo che mi guardano con ancora più disprezzo di prima. Io voglio essere libero. Truccarmi e vestirmi come credo. Invece loro...”
- “...Sono normali conflitti tra nuovi stili di vita e le visioni tradizionali...”
- “Sì, ma è che io non ce la faccio più. Non potete farmi andare distante?”
- “Non è così semplice... Guardi, noi le chiediamo di finire le scuole medie superiori. Intanto diviene maggiorenne. Magari possiamo darle qualche piccolo aiuto, o vedere se qualche assistenza sociale, ...assistenza sociale e familiare..., può darglielo. ...Una cosa è se lei se ne va di casa di sua iniziativa ed i suoi non vengono a riprenderlo. Altrimenti, non è che noi possiamo togliere loro la patria potestà senza seri motivi. Magari, se lei ne parla con persone che frequenta, con associazioni eventualmente...”

Alla fine gli allungarono e gli fecero allungare qualche soldo. I disservizi di Polizia Segreta lo usarono come informatore in ambienti frocio-anarchici. Lui, Christian, si compiaceva sempre più nel travestirsi. Il travestirsi non è che gli giovasse dal punto di vista di trovarsi attività lavorative. Trovò qualche occasionale e marginale occupazione in circuiti di pervertiti. Ma, in genere, visse di assistenza sociale come molti fanno nella ex-RDT ed a Berlino.

In quel fine ottobre ed inizio novembre 2013, Linnéa consultava febbrilmente la sua lista di informatori e provocatori per vedere chi potessero mandare dove alloggiava Roby, lì all’ostello. Secondo i parametri standard che inserivano in quei casi, non usciva davvero nessuno. Per cui provarono a vedere nell’area dei simulatori, sì da poter far simulare a qualcuno gli interessi aveva Roby e, dunque, si dicevano, secondo le psicologie d’accatto del mondo del terrorismo di Stato, suscitare un qualche interesse da parte di Roby. La tecnica era la solita da pervertiti dei CC e degli altri disservizi delinquenziali della NATO: l’importante è che il bersaglio parli con qualcuno sì che noi si possa poi usare qualunque cosa dica per metterla a fascicolo ed usarla per continuare l’operazione. In realtà, le persecuzioni le possono continuare come le hanno iniziate, cioè senza alcun elemento le possa giustificare. Eppure, le burocrazie si auto-dicono che necessitano di pezzi di carta e che questi debbano sembrare prodotti da fonti terze.

Tra i simulatori ne uscì, proprio quando forzarono il software a produrre almeno un nome, e pur con l’allarme che andava in qualche modo condizionato o ricondizionato perché non era proprio adatto per quanto richiesto, questo travestito del tutto pervertito Christian, che passava le giornate a sfogliare riviste femminili ed a cucinare cose impossibili che lo facevano scorreggiare in continuazione. Viveva in una specie di comune frocio-anarchica sulla quale passava informazioni del tutto inutili ai disservizi degli Squadroni della Morte del governo tedesco. Era dunque destinabile ad altro incarico.

...Appunto... Non avevano chi mandare. Il software diceva che dovevano mandare a Roby una fichetta, o delle fichette, e pure con qualche qualità da vari punti di vista. Linnéa vide che a disposizione per ogni uso avevano solo delle troiazze e pure repellenti. O se non repellenti, piuttosto sul volgarotto aperto e del tutto incapaci di concludere alcunché. Tanto meno a parlare degli interessi che Roby risultava avere anche solo dallo squinternato fascicolo dei CC. Non è che potessero prendere un accademico, e che non fosse un accademico raffazzonato ed ignorantucolo come tanti sono, e metterlo in un camerone di un ostello. 

Linnéa si disse che a quel punto, tanto poi non è che avessero nulla da scoprire ma era solo un’operazione di persecuzione e pure senza alcun motivo razionale, né alcuna razionalità di alcun tipo [Linnéa si disse che magari Roby aveva sedotto ed abbandonato qualche nipote di qualche governante, e che dunque non potevano scriverlo, né dirlo, che il motivo del tutto erano solo faccenducole personali e personalistiche] potevano mettergli in prossimità, nel camerone dell’ostello, un frocio travestito, e pure senza attitudini a socializzare cogli altri. Ciò sulla base del solo fatto che tale frocio travestito leggiucchiava pure in francese ed esibiva quotidiani e riviste. Anzi, si disse Linnéa, ...Linnéa si disse che lei era furbissima, per cui, mettendogli in prossimità un frocio e che non socializzava potevano pure vedere veramente se mai Roby avesse mai avuto o maturato qualche propensione in direzione di preferenze diciamo non ortodosse. Oppure, se mai Roby ne avesse avuto qualche fobia ecco che avrebbero potuto ‘accusarlo’ di frociofobia. Linnéa si disse che era la sua grande occasione per scoprire qualcosa di nuovo sebbene, alla fin fine, aveva capito che, salvo proprio favorevoli imprevisti del destino, non ne sarebbe uscito nulla che potesse giustificare un 35 anni di persecuzione. Quanto alla costruzione del personaggio, Linnéa si disse che, dato che a Christian piaceva leggiucchiare, potevano iscriverlo a Scienze Politiche, che era il tipo di studi universitari aveva a suo tempo intrapreso e concluso Roby anche se con interessi (nel caso di Roby) oltre il politico-politico, e dargli la lista di tutte le cose in cui, almeno in parte, lui [lui Christian] poteva simulare interessi. A quel punto, secondo la teoria o pseudo-teoria che le affinità si attirano, magari Roby avrebbe detto qualcosa a Christian sui suoi [di Christian] studi ed avrebbero dunque visto che cosa, da lì, fare o montare, mai fosse arrivato l’ordine di montare qualcosa. Linnéa, sia dal fascicolo, che dai pochi elementi le erano arrivati “sul campo”, aveva già avuto l’impressione di essere stata imbarcata in una cosa senza senso e da cui non ne sarebbe uscito nulla. Comunque, aveva l’ordine di fare quel le avevano ordinato di fare. Dunque doveva andare avanti. Era il suo lavoro di funzionaria del VB.

Linnéa contattò l’assistenza sociale e disse loro che dovevano mandare a Christian una lettera dove gli comunicavano che non lo avrebbero pagato ulteriormente. Cosa che l’assistenza sociale fece subito. Allertarono pure dove lui abitava. Erano tutti individui a disposizione di Polizie Segrete / Squadroni della Morte. Dissero loro che andava sbattuto fuori in qualche giorno. Non fu difficile. ...Camminava in casa coi suoi pesanti tacchi da stivaletti da donna e calzature simili... Lo lasciarono friggere due giorni e poi lo contattarono.

- “Signor Christian, ci serve il suo aiuto... ...questa volta in un incarico di una certa importanza...”
- “...Sono disperato! Mi hanno revocato l’assistenza sociale e non sono riuscito neppure a sapere perché. Mi mandano da un ufficio all’altro e sembra che nessuno sappia nulla! ...Pure dove abito...”
- “Ma non è possibile! L’assistenza sociale non è che possa essere revocata. ...A meno che lei ora non lavori...”
- “Ma no! Cerco, cerco, ma poi tutti mi sbattono la porta in faccia! ...È quello che ho detto loro. ...Che non è possibile mi lascino così a secco, senza una lira. Ma sembra che nessuno ne sappia nulla né possa far nulla. Mi dicono tutti che ho ragione ma poi sembra che nessuno riesca a fare nulla per ripristinare i sussidi. Proprio non capisco!”
- “A volte sono i computer che vanno in tilt. I programmi hanno dei bug e poi sembra che nessun possa farci nulla. Guardi, ce ne possiamo interessare noi e vedrà che tra funzionari statali ci si intende sempre e mettono tutto a posto. Intanto, se ha qualche urgenza, possiamo vedere noi, coi nostri fondi speciali...”
- “Davvero?! ...Se vi interessate voi e siete sicuri che potete mettere tutto a posto...”
- “Ma certo! Guardi, non si preoccupi. Parliamo piuttosto di questa nuova operazione. Vedrà che lei è perfetto.”
- “Ditemi. Se è qualcosa che posso fare...”
- “Sa, abbiamo sempre pensato che lei abbia un futuro promettente. Invece ci sembra che si sia come un poco adagiato.”
- “A vivere nella precarietà... Poi, ora che sembrava mi avessero pure tolto quei pochi soldi che lo Stato mi dà... Ma siete proprio sicuri che voi ora mettete tutto a posto?!”
- “Christian, sono sui diritti. Per cui, se è solo un disguido, magari un bug del sistema informatizzato... ...Sa, tra funzionari pubblici a volte ci si intende meglio... La consideri come una cosa già fatta. Li chiamo subito, appena finito con lei, ora. Se le devono dei soldi, in pochi i giorni le danno quello hanno mancato di darle e poi tutto riprende come sempre. Se poi non ci fosse proprio nulla da fare, noi abbiamo dei fondi speciali. ...Con un cittadino esemplare come lei... Ma non ce ne sarà bisogno. Ci sono loro e continueranno a pagarla loro, quelli dell’Assistenza Sociale.”
- “Ah, bene! Benissimo! La ringrazio... Mi diceva...”
- “Le interesserebbe fare l’università? Per esempio, iscriversi a Scienze Politiche?”
- “Certo! Calzerebbe coi miei interessi! È solo che anche se dicono sia tutto gratis, ci sono pur sempre le tasse di iscrizione. E poi, ben più onerosi, i costi dei libri... Sa, mi ero informato. Ma poi avevo sempre lasciato cadere la cosa.”
- “Lo sappiamo. Invece questa volta... Ovviamente faremo noi fronte alle sue maggiori spese.”
- “Avere bisogno di me all’università? Ma che cosa devo fare?”
- “No, no. Non è quello. Lo sa che noi abbiamo sempre rispettato la sua dirittura morale, la sua onesta anche interiore... È proprio per questo che noi la ammiriamo. Lei deve solo interpretare un personaggio. Che poi è lei, lei stesso... ...Solo essere sé stesso. Vede, lei ha tutte le caratteristiche del brillante intellettuale. Noi conosciamo i suoi interessi e le sue attitudini. È che come in tutte le attività c’è bisogno di un pezzo di carta, di dei diplomi. Per cui, un passo per volta... In realtà, non occorre che lei debba fare nulla. Deve solo farsi la sua università. E far sì che vedano che la fa. Magari farsi vedere con qualche altro libro o pubblicazione, o quotidiano. Ma tanto siamo sempre nel campo dei sui interessi culturali. Tra le caratteristiche di questo personaggio lei deve interpretare, che poi è lei, lei stesso, per cui neppure sarebbe una finzione, c’è che debba essere studente di Scienze Politiche, magari simulando appena, se lei non lo ha, anche qualche interesse verso l’economia. Ma anche qui non è detto si debba simulare nulla perché, a Scienze Politiche, un po’ di economia è poi obbligatoria per tutti. Ci sono anche altre cose che le diremo in modo compiuto. Lei fa l’università ed intanto interpreta al personaggio di un giovane intellettuale con interessi le diremo, che poi è  il vero lei. Lei è un giovane intellettuale. Abbiamo una lunga lista di dettagli, di interessi. Ma, le ripeto, sono poi i suoi. Se se manca qualcuno non è infine un grande problema... I nostri esperti ci dicono che son sicuri che poi il nostro bersaglio, il nostro target di interesse, la contatterà. Non deve far nulla di particolare. C’è solo un requisito, come dire?!, logistico. Deve abitare dove abita il nostro target, in un ostello... Speriamo non le spiaccia.”
- “Anche se ho tante cose, tanto bagaglio, dove sono ora me ne devo andare. È che non sto trovando nulla, per cui, magari, alla fin fine...”
- “Dunque, ci dà la sua disponibilità?”
- “Non ho solo capito che cosa succeda quando quello mi contatta.”
- “Ah, nulla. Magari imbastirà qualche discussione. Nulla d’altro.”
- “Non è che sia una cosa pericolosa o che si siano cose che ora non mi diciate?”
- “No, no. Assolutamente no. Lei dovrà ostentare, di tanto in tanto, certe pubblicazioni, del tipo di Le Monde, Le Monde Diplomatique, anche della stampa in inglese, libri etc. Che poi sono i suoi interessi, gli interessi di lei signor Christian. Ci dicono che sono sicuri che lui le parlerà. Magari le chiederà come siano la sinistra o la politica qui. Lei può dire o non dire quel che crede. Non ci sono vincoli particolari. Noi le diremo, magari pure le daremo, le pubblicazioni di cui lei deve circondarsi ed anche lasciare, dopo che le ha lette o quando non le servono più, dell’area dell’ostello frequentata dal nostro target. Tutto lì. I grandi esperti ci dicono che sono sicuri che... Ah, detto tra noi, se poi quello non la contattasse, non succede nulla. Noi abbiamo obbedito alle indicazioni dall’alto. Lei ha ostentato le pubblicazioni che noi le abbiamo detto e magari pure dato. Noi siamo a posto. Lei è a posto. Lo prenda come un esperimento del tutto innocuo, quale poi in effetti è. Sa, come quelle ricerche sul campo che a volte fanno gli accademici. Solo che qui siamo noi che glielo chiediamo, sempre che lei voglia ovviamente. Intanto lei si è iniziato l’università e poi la continuerà fino alla conclusione ed al diploma, se crede. Non ci sono rischi. Neppure nulla che possa violare i suoi principi morali. Noi lo abbiamo capito da sempre che lei è una persona retta, speciale. Non ci deve riferire di nulla e di nessuno. Per lei, ci sono solo vantaggi. C’è solo questo vincolo che deve stare all’ostello, che magari le paghiamo noi. No, anzi, di sicuro lo paghiamo noi. Glielo dobbiamo, in fondo. Lo paghiamo a lei direttamente per cui nessuno ne sa nulla, neppure l’Assistenza Sociale. Sì, magari è appena pesante, talvolta, stare in un ostello... ...Magari no... Lì, al Sunflower, c’è spazio ed è tutto come nuovo. Se poi lei mi diceva che doveva cambiare casa e non trovava. ...Diciamo non oltre la fine dell’anno prossimo. Anche prima se lui la contatta, o se quello se  ne va, o se si esaurisce, in qualche modo, la necessità che lei stia nei dintorni immediati del target. Se ci dà la sua disponibilità, passiamo alla fase operativa. Dunque l’iscrizione all’università che sta iniziando proprio ora ed il trasferimento all’ostello nei prossimi giorni.”
- “Va bene. Voi mi aiutate a ripristinare l’assistenza sociale ed all’università, inclusa ora l’iscrizione, ed io mi muovo all’ostello non appena volete per interpretare il giovane intellettuale... ...cioè per essere me stesso.”

Ed ecco che prima della metà di novembre 2015, una mattina, caricarono tutte le cose di Christian su un furgone e lo accompagnarono, col suo voluminoso bagaglio, al Sunflower Hostel.

All’ostello, Linnéa aveva già allertato Marco Gonzalez:
- “Ci occorre un letto nel dormitorio dove è Roby, e per tutto il periodo il Roby resterà lì. Mandiamo un nostro collaboratore. No, non è neanche un collaboratore, un amico informale, che sia noi che voi chiameremo col nome convenzionale di Diedlind e ci riferiremo a lui come ad una ragazza. Anagraficamente è un uomo, Christian, ma lui ha assunto una identità femminile. Per cui dobbiamo evitare di contraddirlo... E poi, come dire..., per convenzione operativa, il signor Christian è, d’ora in poi, una ragazza e si chiama Diedlind. Sia tra di noi, che con lui, anzi lei, e gli altri, ci riferiremo a..., a Diedlind come ad una ragazza e col nome di Diedlind.
- “Ma questo Roby è ricchione?”
- “Cosa c’entra?”
- “Se mandate un travestito come agente speciale...”
- “Ah, ho capito... No, non ci risultano particolarità rispetto a Roby. Non abbiamo grande informazioni su questi aspetti, ma non risultano, come dire..., deviazioni della cosiddetta normalità.”
- “È perché allora gli mandate un frocio e travestito. ...Sarà un grande agente speciale se non avete di meglio, suppongo.”
- “Guardi, signor Gonzalez, se lei è un grande patriota tedesco, come lei stesso ci ha confermato... ...ecco, si deve fidare del governo, di noi. Noi, in fondo, obbediamo ad ordini. Abbiamo incartamenti, ...devo averglielo accennato..., che a volte sono quello che sono. Poi ci sono dei grandi specialisti, anzi dei super-specialisti, o che come tali ci sono stati presentati e dunque noi dobbiamo assumerli come tali, che ci dicono una cosa e l’altra. A volte devono essere troppo grandi come intellettuali perché pure noi, che qualche scuola l’abbiamo fatta, non capiamo bene in concreto che cosa suggeriscano di fare... Il caso di questo Roby è una cosa che ci è stata affibbiata. Dobbiamo obbedire. Ci dicono di fare certe cose...”
- “Mi scusi, non volevo...”
- “Non importa. È normale che ci si pongano delle domande. La signorina Diedlind non deve fare nulla di particolare. Sta lì... ...Ah, a noi interessa, per ora, solo se questo Roby parla con qualcuno che cosa gli o le dica... Ecco, se potesse, nel caso farci sapere...
- “Questo significa che devo, dobbiamo, magari avvicinarlo o farlo avvicinare e vedere di fargli dire qualcosa?”
- “No, guardi. A parte che dubitiamo che possa dire alcunché di qualche interesse per noi, la nostra procedura è appena differente. Nessuno deve sollecitarlo, perché non è un idiota, anzi è uno che capisce subito. Anche se non è che dirà nulla, ...come dire..., nulla di sensibile, fateci solo sapere se parla con qualcuno e che cosa ha detto. ...Ma senza dire a nessuno che ci sia qualcosa da scoprire. ...Appunto, è una cosa appena diversa. Confidiamo nella sua intelligenza, disponibilità, pure nella sua disciplina come noi che dobbiamo sempre obbedire, e che ci faccia subito sapere qualunque cosa, anche irrilevante, ma senza sollecitare nessuno a farlo parlare su alcunché di specifico. Ah, per il letto di Diedlind date una fattura od un conto a lui di quello deve pagare. Noi non ne sappiamo nulla. Non è uno dei nostri. È solo una amica che era restata senza casa... Ci occorre anche un posto al piano superiore, diciamo più o meno sulla verticale di dove è Roby, per quanto anche fosse un po’ più in là non dobbiamo fare nulla di speciale. Sono nostre procedure operative. Per quel posto, che faremo coprire da nostri soggetti differenti, vi daremo noi il nome di un’agenzia turistica cui inviare il conto.
- “Va bene, non ci sono problemi. È stagione morta, per cui ci sono tutti i posti che volete e resteranno a vostra disposizione finché voi ne avrete bisogno. ...Uno per la signorina Diedlind, nello stesso dormitorio di Roby, ed uno al piano di sopra, più o meno sopra Roby. Diteci quando arrivano. Per noi qualunque giorno va bene.
- “Bene. A risentirci.”

Il travestito, Christian, arrivò prima della metà di novembre 2013. Idem quello al piano di sopra, con un visore NATO per guardare attraverso i muri, che non venne tuttavia usato per le solite battiture dal piano di sopra, né da locali affianco. Serviva solo per dare una generica occhiata e per controllare lo stesso travestito.

L’arrivo di Christian/Diedlind fu una cosa spettacolare. Fisico e forza tipicamente maschili, pur con abbigliamento femminile, capigliatura idem [idem femminile], e incedere con falcate pesanti e naso all’insù da chi non vuole dare confidenza a nessuno ma anzi si aspetta di esser eventualmente agganciato. Come di quelle signorine che sembra non abbiano interesse per nessuno, pur pensando in continuazione, ossessivamente, che dei corpi le avvolgano, le trattengano con decisione e fermezza, e dei cazzi entrino loro dentro a sconquassarle con energia.

Roby lo capì subito che era uno mandato dagli Squadroni della Morte del governo tedesco-NATO. Arrivò con varie borse e zaini, con scatoloni, con piante, libri e riviste. Pure con la bicicletta. Occupò non uno bensì tre stipetti e pure super-stipati perché aveva troppe cose. La bicicletta la tenne per vario tempo in un corridoio dei bagni, fino a che qualcuno nuovo ed ignaro, non il Marco Gonzalez che aveva l’ordine di dare copertura totale, gli disse di spostarla e lasciarla nel cortile come tutti. Opuscoli e libri del primo anno di Scienze Politiche talvolta li abbandonava, perché dunque fossero presi da altri interessati. Quotidianamente faceva il giro di fondazioni, centri di ricerca, musei, teatri, cinema culturali, e lasciava opuscoli e volantini in bella vista negli spazi comuni del piano. Passava ore nei bagni a radersi, dato che era piuttosto peloso, ed a pettinarsi ed abbigliarsi. Passava anche ore nella cucina dove cucinava e poi si metteva vistosamente a leggere libri giornali ed opuscoli. Esibiva non solo la stampa tedesca ma anche, come da istruzioni ricevute dagli Squadroni della Morte del governo tedesco-NATO, specificatamente da Linnéa, Le Monde e Le Monde Diplomatique, oltre a quotidiani e riviste in inglese. Come da istruzioni ricevute, faceva pure il giro di centri culturali cinesi ed orientali. Beh, non potevano trovare uno che conoscesse un po’ di cinese, per cui si limitava a raccattare e ad abbandonare, nell’area comune del piano (in pratica sul tavolone e panche dell’area annessa alla grande cucina e sul piano sopra il termosifone della finestrona lì affianco), opuscoli di corsi di lingua e cultura cinese, e cose simili. Poi, nell’ora dei corsi dell’università, della Humboldt-Universität, correva alla bicicletta ed alle lezioni. E solito giro quotidiano a raccattare opuscoli, e nei supermercati dove comprava raffinate cose vegetariane mescolate a cosacce come i bastoncini Findus da friggere. Un po’ le cosacce che mangiava (avrebbe dovuto abbondare in riso, meglio se glutinoso, visto la continua produzione di aria, o metano, nello stomaco e dintorni), un po’ l’analità frocesca repressa, fors’anche negata, un po’ la sua costituzione naturale, scorreggiava in continuazione, a tutte le ore, ed in tutti i luoghi. Cercava di mascherarsi tenendo le finestre sempre aperte anche in pieno inverno. Erano solo problemi di scorregge. Sarebbe bastata un’alimentazione centrata sul riso. A parte quest’ultimo aspetto, la solita trasandatezza delle Polizie Segrete tedesche imprecise ed arraffone, ignoranti e corrotte, per cui non si preoccupano dei dettagli, beh non si preoccupavano neppure della sostanza ‘macro’ (non solo dei dettagli), il povero travestito Christian/Diedlind era proprio un personaggio da manuale, nel senso che fatto il manuale poi devi far finta che ci sia uno che lo interpreti, anzi da manuale da farsa. Gli avevano dato la lista di quello doveva esibire. Beh, si erano dimenticato la computeristica. Ah, no, c’era in fondo alla lista. Ma non sono cose si improvvisino sebbene uno avrebbe potuto far finta. Pur non vecchio, era di culture imprecise ed arcaiche. Non era ancora entrato nell’era dei computer. Neppure in quella del telefonino. Neppure Roby in quella del telefonino. Invece, di computer, informatica, programmazione ecc, era piuttosto esperto, di certi aspetti ovviamente, essendo un campo talmente vasto che non è si possa padroneggiare tutto. Dato che nella lista gli avevano dato gli Squadroni della Morte del governo tedesco-NATO, specificatamente Linnéa, vi erano dei riferimenti all’elettronica ed alla computeristica, Christian/Diedlind aveva poi cercato di esibire qualcosa. Non era riuscito ad andare oltre a radio o televisorini per ascoltare notizie, musica classica e qualche programma TV per massaie. Solo dopo mesi e mesi si era procurato un computerino, tipo tablet o giù di lì, che usava essenzialmente per vedere film in genere durante la notte, nel letto. Sì, l’aveva un po’ esibito come da istruzioni. Ma poi lo usava per film e null’altro. La persona comune, l’ignorante comune più che altro, non capisce che i computer non solo la stessa cosa dei tablet e dei telefonini. 

Le istruzioni (raffazzonate, vaghe ed imprecise) per imitare gli interessi di Roby gliele avevano date, a Christian/Diedlind. La stessa Linnéa ci aveva capito poco, e le era sembrato inverosimile che Roby potesse avere tali e tanti interessi. Non che Roby fosse un genio. Ma la sua curiosità lo aveva fatto un po’ tuttologo. Di alcune cose di era esperto. In tante altre aveva razzolato. Altre ancora non le conosceva né fingeva di conoscerle. Non era uno che bluffasse. Aveva imparato, giusto o sbagliato che fosse, che è sempre meglio ostentare meno di quello si sa, per evitare sorprese. Inutile, per Roby, dire di conoscere cose non conosceva. Ma, appunto, tante od un po’ le conosceva. 

Alla fine, per quella ‘grande’ missione speciale, avevano trovato chi avevano trovato, un travestito un po’ maniaco, che aveva razzolato ambienti frocio-anarchici tedeschi, che conosceva un po’ di inglese e di francese, che leggeva un po’ di letteratura e che ambiva, tra travestimenti e riviste femminili, a sembrare una troietta di cosiddetta “buona famiglia”, appunto una cosa da riviste femminili. Roby, anche senza essere un genio, leggeva, studiava, scriveva, sia di storia che di scienze sociali, frequentava pure talune materie scientifiche, si era subito appassionato ai personal computers appena erano usciti, e non solo come generico utente, avendo già prima frequentato dei corsi di programmazione.

Roby si era subito spanciato dal ridere alla comparsa di Christian/Diedlind che cercava di far sentire la sua presenza (abbandonando libri, di solito non di gran livello, ed opuscoletti, dépliants e volantini sia politico-sinistri che su eventi culturali e musicali, soprattutto di musica classica) ma senza entrare in contatto con nessuno, tanto meno con Roby dato che gli ordini erano di farsi agganciare. È che Roby non aveva alcun interesse ad agganciarlo, né come travestito né per i suoi supposti interessi ostentati coi materiali di cui disseminava le aree comuni del piano e del dormitorio. Era chiaro che era mandato. Meglio lasciarlo friggere sulla sua padella. In effetti, in cucina, Christian/Diedlind era sempre a friggere, oltre a farsi degli strani intrugli che tuttavia non gli alleviavano le flautolenze continue.

Qualche settimana dopo, forse ancora a novembre, forse a dicembre 2013, era arrivato lì il classico filisteo-nazista tedesco. Werner era nato nel 1941 nell’area tedesco-baltica, in territori poi presi dai russi. Con la ritirata tedesca, la famiglia si era spostata ad ovest e si erano stabiliti in aree poi della RFT, la Germania occidentale. Nazisti. Di quelli divenuti, con la fine della guerra, democristiani, democristiani alla Konrad Adenauer. Aveva pure la faccia simile a quella di Adenauer. Lo sapete come è il tedesco, beh anche altri. Dai loro un ordine e si uniformano. Se devono divenire nazisti, lo divengono tutti. Anche chi lo diventa meno, comunque si uniforma. Finita l’era, con le occupazioni militari ‘anti’, dai loro un altro ordine ed ecco che divengono tutti ‘democratici’, democristiani, o socialdemocratici, o liberali, od altro. Sono sempre gli stessi, piccoli cagnolini, od anche rapaci se lo ordinano loro, obbedienti. Beh, è così un po’ in tutto il mondo. Werner aveva poi fatto ingegneria, ingegneria meccanica, perché trovava altri campi scientifici ed ingegneristici troppo difficili per i propri interessi ed attitudini. Come tale era stato assunto alla Siemens ed anche mandato all’estero. Più che altro faceva il kapò. Infatti lo chiamavano “il nazista”, quando aveva lavorato come ingegnere della Siemens in Australia. In Australia, vi era andato con famiglia, moglie e figli. Tuttavia, qualunque ne fosse il motivo, né durante il soggiorno in Australia, né successivamente, la lingua inglese aveva fatto alcuna strada nella sua testa. Infatti non la conosceva, neppure un po’. Lui diceva di conoscerla. Ma non era in grado di parlarla, di leggerla, di capirla, di scriverla, neppure un po’. Neppure ci provava. Aveva poi raggiunto l’età della pensione, la moglie era morta, lui non aveva particolari interessi personali da seguire ma, nel contempo, non voleva restare solo. Pur avendo una lauta pensione Siemens, non voleva vivere da solo in una casetta, od in un appartamento od appartamentino, e, poi, andarsene al dopolavoro Siemens, cosa che comunque non disdegnava. Scartata la possibilità dei figli, e di altri parenti, che evidentemente preferivano vivere per conto proprio, e non con lui in casa, aveva adocchiato una vietnamita più giovane di lui pur non giovanissima. Forse aveva prima lavorato da loro come domestica, pur non essendo una senza studi. I viet della Germania occidentale avevano seguito le classiche trafile dei profughi, usciti in vario modo dal Vietnam di cui non gradivano il regime mafioso e terroristico di Hanoi. Quelli della Germania est erano stati comprati, in pratica. In cambio di forniture industriali che il Vietnam ‘rosso’ non sapeva come pagare, si erano fatti mandare migliaia di operai ed operaie per le fabbriche della Germania est. Ad ovest, avevano i turchi, oltre agli italiani etc. Ad est, avevano i viet. Con la scomparsa della RDT, in teoria i viet dati in prestito dal regime di Hanoi avrebbero dovuto rientrare. Ma si sa come vanno queste cose, anche in Germania. Una parte si era ingegnata per restare, o comunque per estendere la permanenza in Germania. Werner aveva conosciuto questa vietnamita, che parlava perfettamente il tedesco, e doveva avere fatto pure degli studi. Le aveva proposto di sposarla, “senza sesso”, una di quelle cose di reciproca convenienza ma appunto senza transazioni fisiche. Lui si riteneva evidentemente troppo vecchio per attività sessuali. Lei doveva avere messo in chiaro che lei lo avrebbe affiancato magari come una figlia, pur formalmente moglie, dunque col permesso di scopare in giro, seppur discretamente, e pure di restare incinta. Lui aveva bisogno della domestica o badante, pur non essendo inabile. Lei si deve essere fatto il conto che con la lauta pensione di lui, magari pure trasferendosi in Vietnam, se la sarebbe passata piuttosto bene sia con lui in vita, che quando lui fosse scomparso, coi soldi di sicuro messi da parte con lui in vita. In Vietnam, i salari sono quattro volte minori dei già bassissimi, al cambio occidentale, salari cinesi. Per cui con una lauta pensione tedesca, in Vietnam si è ricchissimi, soprattutto se si vive con una vietnamita che ti fa vivere tra i viet ed ai prezzi viet, non in aree speciali per occidentali e con fitti occidentali. Essì, infatti si erano poi trasferiti in Vietnam, ad Hanoi, dove lei aveva avuto almeno pure una figlia. Lui la chiamava “la mia bambina” ma non era sua figlia. Era un matrimonio senza sesso, senza sesso tra loro due. Lei si era fatta mettere incinta da qualche d’un altro pur evidentemente comportandosi in modo tale da non urtare lui. In Vietnam, devono essere piuttosto restrittivi su questioni di residenza per stranieri. Infatti, pur sposato ad una vietnamita, lui era dovuto rientrare in Germania, per i mesi che era restato al Sunflower Hostel, perché aveva dovuto richiedere un nuovo visto per rientrare in Vietnam e poi trasformabile in un visto di residenza, forse permanente questa volta, oppure lui, Werner, forse non contava di vivere ancora molti anni. Di qui questa sua permanenza a Berlino, sebbene avesse figli ed altri familiari in altre aree della Germania. Sia non voleva evidentemente disturbare i parenti, sia era in transazioni con l’Ambasciata del Vietnam. Infine, ottenuto un nuovo visto, era ripartito per Hanoi prima della fine di febbraio o inizio marzo 2014. Werner era di quelli che si comportavano un po’ teatralmente. Non che fosse un tipo ilare e socievole. Ma era pur sempre di quelli che, arrivando alla reception dell’ostello, di ritorno da suoi giri, in genere al circolo Siemens di Spandau, salutava lo staff in modo teatrale, da vecchio bacucco (pur essendo in realtà  lucido di testa), e tutti gli rispondevano allo stesso stesso modo, tra il teatrale ed il ridanciano. Altri anziani si comportavano normalmente, non esibendosi teatralmente e dunque senza ricevere, di ritorno, saluti teatrali. Inoltre, la sua sottomissione all’autorità faceva sì che avesse individuato in Marco Gonzalez il manager operativo verso cui si sentiva grato perché lo aveva accolto nell’ostello e gli permetteva di restare lì alcuni mesi. In realtà, dato che quell’ostello non aveva limiti di età (che violerebbero le legislazioni sulla non discriminazione) né particolari restrizioni sulla permanenza (oltre alla regoletta che una settimana te la davano alla reception mentre per periodi superiori si doveva chiedere all’amministrazione dell’ostello che in genere non frapponeva ostacoli ed anzi praticava degli sconti su permanenze lunghe), faceva parte delle patologie di sottomissione all’autorità di Werner l’essersi creato quel senso di gratitudine nei confronti di Marco Gonzales. In realtà, secondo la Sindrome della Similarità Antropologica [Anthropological Similarity Syndrome], il Gonzales ed il Werner si erano subito reciprocamente riconosciuti come similarmente paranoici, pazzoidi, conformisti e nazistoidi. Marco Gonzales, elettrizzato dall’essere stato mobilitato da Linnéa, lui si diceva per suoi meriti, in realtà solo perché era lo pseudo-manager lì dove a Linnéa occorreva, continuava a ripetersi, nella sua testa vuota, dunque rimbombante, che lui era un grande agente segreto, pur sentendosi un po’ frustrato perché gli Squadroni della Morte del governo tedesco gli avevano fatto subodorare una grande operazione di controllo, o di spionaggio o di controspionaggio o non aveva ben capito di cosa, ma poi si sentiva un po’, anzi quasi del tutto, inattivo relativamente alla stessa. Si diceva che avevano tra le mani un caso ma poi non facevano nulla. Per cui, aveva subito segnalato a Linnéa, per far vedere che lui Marco Gonzales era uno sempre a disposizione pieno di iniziativa, che il destino aveva voluto arrivasse lì un grande patriota, appunto il Werner, e che avrebbero potuto usarlo che vedere se si scopriva qualcosa su Roby. Linnéa, piuttosto annoiata di quell’operazione senza senso (oltre la pura persecuzione chiaramente dovuta a nulla, od a cose, patologie, inconfessabili da parte di chi l’aveva originata, in Italiozia), non poteva tuttavia frustrare l’ansia da infame di un pollo quale il Marco Gonzales era. Gli aveva dunque risposto che, certo, poteva, pur con tutte le cautele del caso, attivare in qualche modo il Werner. Così incoraggiato, Marco Gonzalez aveva dunque messo il Werner nello stesso dormitorio dove era Roby e, poi, una delle volte che il Werner era andato a parlargli per giustificare il fatto che doveva restare all’ostello per qualche tempo dato che stava vedendo di risolvere i problemi burocratici con l’Ambasciata del Vietnam, gli aveva buttato lì se sapesse mai qualcosa su quel Roby. Werner non aveva avuto nulla di particolare da dirgli. Gli aveva solo detto che lui si era messo nello stesso castello (nel letto di sotto) di Christian/Diedlind (che per Werner era una ragazza, nonostante i chiari lineamenti maschili - era stato poi Roby a dirgli che “la ragazza” era invece, e pure chiaramente, un uomo, seppur con quella particolarità di travestirsi e di atteggiarsi da donna) e che questi scorreggiava in continuazione. Il Werner, di sotto, si sorbiva queste continue scorregge di Christian/Diedlind di sopra. Ovviamente, Marco Gonzalez aveva continuato a chiedergli. Per cui Werner si era ‘insospettito’ ed aveva chiesto a Marco Gonzalez se ci fosse qualche ragione specifica per quel voler sapere. Marco Gonzalez, con quella sua aria paranoica, ma appunto tra paranoici subito entrano in sintonia, aveva fatto il saputo, gli aveva detto che non poteva dirgli, ma che c’erano importanti ragioni di Stato, per cui si doveva indagare, cercare di sapere, scoprire, riferire a lui che avrebbe riferito in alto, molto in alto, allo Stato, a chi voleva appunto sapere. Ecco che allora il Werner si era fatto insistente, quasi aggressivo, col Roby. Paranoico ordinario, il Werner aveva cominciato a pensare che evidentemente c’erano cose da scoprire per cui lui, “buon cittadino”, le doveva scoprire. Il Werner, che ‘ragionava’ secondo stereotipi, riflessi condizionati instillati nei pidocchi, si era detto che doveva trovarsi di fronte ad un estremista, seppure il Roby si comportasse da persona del tutto quieta e senza alcuna connotazione politica o d’altro genere, e che lui, il Werner, in armonia e sintonia col potere, doveva scoprirlo, disvelarlo, dimostrarlo, ...ed ovviamente andarlo a dire al suo caro Marco Gonzalez. Il Werner, partito quieto-quieto, ebbe una metamorfosi visibile, visibilissima, divenendo sempre più aggressivo. Aspettava che Roby si mettesse col computer sul tavolone dell’area cucina, ed ecco che pure lui, di ritorno dal circolo-Siemens di Spandau, si sedeva lì e cercava di fare conversazione di nulla. Prima tentò di convincere Roby che ormai il suo tedesco fosse del tutto perfetto, sebbene Roby parlasse con lui a segni, dunque senza dare segni visibili di alcuna conoscenza del tedesco. A Werner lo aveva detto il Marco Gonzalez [che il Werner tedeschizzava in Marcus], a sua volta ‘istruito’ [disinformato] dagli Squadroni della Morte delle Polizie Segrete germaniche, a loro volta disinformati dai Carabinieri-NATO, quello che doveva pensare e non pensare. Alla fine, Roby, quando spuntava il Werner, se ne andava nell’area-reception, al pian terreno, dove internet era decisamente migliore di quella, un po’ intermittente o non funzionante, dell’area cucine del secondo piano. Una volta che Roby indugiò nell’area cucine, e c’era pure il Werner che cercava di fare conversazione, Roby gli disse che nel computer aveva un centinaio di migliaia di libri e non solo, ma pure registrazioni storiche varie. A quel punto, Roby gli passò l’auricolare, le cuffie, e fece partire una breve registrazione di Joseph Goebbels che aveva in una directory storica in tedesco del suo computer. Roby se l’era scaricata per pure ragioni linguistiche. Di quelle cose usa-e-getta, per un tedesco appena-appena più classico in quel caso ed anche derivante dalla casualità di quello uno trova online. Appena sentì le prime parole, Werner si irrigidì, si irrigidì perché Goebbels parlava al suo [suo del Werner] cuore, con Roby che lo guardava gelido pur ridendosela in cuor suo. Ecco il Werner smascherato anche di fronte a sé stesso: un idiota infarcito di luoghi comuni e con la malattia mentale del patriottismo. Ciò non fermò il Werner ormai lanciato e fattosi lanciare in quella sua follia inquisitoria. Sentendosi spinto ancora di più, attivato ancora di più, da Marco Gonzalez su sollecitazione della Polizia Segreta germanica, il Werner diviene addirittura aggressivo-isterico quando Roby lavora in mese, dal 3/02/2014 all’8/03/2014, presso l’Antica Pizzicheria Berlin UG [Haftungsbeschränkt - Società a Responsabilità Limitata], numero di registrazione HRB143122 Berlin (Charlottenburg), del 16/07/2012. La trovate in Marzahner Chaussee 85-87, 12681 Berlin. Proprietari formali Claudia Kerger e Andreas Kerger. Coproprietario di fatto Angelo, un lurido, sporco e sporcaccione, pure ladruncolo (ruba a Roby perfino la sua quota di mance! ...pochi euro...), oltre che del tutto fuori di testa sebbene ormai sui cinquant’anni, dell’Italia suddica, già borbonica. Roby vi lavora, per poche ore a settimana, a cinque euro l’ora [di solito pagavano 6, e con contratto; ma lì, per Roby, arriva la Polizia Segreta per cui lo pagano solo 5 ed in nero, ed in attesa di licenziarlo rapidamente] in nero sebbene gli abbiano chiesto tutti i documenti per fare il contratto di lavoro e l’assunzione regolare che invece non fanno su precisa indicazione degli Squadroni della Morte della Polizia Segreta Tedesca-NATO. Roby la vede subito questa ulteriore evoluzione del Werner per cui lo stuzzica che fa solo poche ore a settimana e per 5 euro l’ora e pure in nero. Ma non lamentandosene. Roby gli dice che è così, ma che gli fa comunque comodo per vedere un po’ il mondo del lavoro berlinese. È il Werner che fa il criticone e l’aggressivo. Il Werner un po’ fa l’ironico per poi, di tanto in tanto, mettersi ad urlare che si dovrebbe tutti andare lì a spaccargli le vetrine ed altro, a quelli del ristorante, con Roby che gli dice che è un pazzo a fare quei discorsi deliranti, chiaramente improvvisati per provocazione, per riferire. È così chiaro! Il effetti il Werner si mette a fare discorsi pazzi e con l’aria da pazzo, contrariamente al suo solito sempre schivo e serissimo, da vecchio nazi. Il Werner riferirà poi al Marco Gonzalez, che riferirà alla Polizia Segreta tedesca-NATO che chiaramente il Roby si cela perché non si riesce a fargli fare la minima allusione in una qualche direzione sovversiva, neppure vagamente protestataria. Anzi sembra proprio quieto, troppo quieto. Per cui, se gli Squadroni della Morte lo hanno messo nel mirino, e poiché il bersaglio deve essere dunque necessariamente in colpa, ecco allora è chiaro che finge, che si cela. È la solita illogica ‘logica’ tautologica per cui hanno già deciso prima quel che devono ‘scoprire’, ...e dunque cui lo ‘scoprono’! Ecco, i pazzi conformisti, in disservizio infamità e crimini di Stato, sragionano ed agiscono a questo modo. Il Werner infine se ne va, per Hanoi, prima della fine di febbraio o inizio marzo 2014. 

L’8/03/2014, Roby finisce di lavorare presso quei delinquenti tedeschi&sudditalici e, la prima cosa che fa, è di metterli online. Mette il raccontino anche sul loro sito, sul sito del ristorante
dove resta per un paio di settimane, fino a che il cuoco-delinquente Angelo non lo legge e lo traduce ai proprietari, oltre che afferrane lui stesso il contenuto. Sono furiosi, ma la Polizia Segreta dice loro che non possono fare nulla. Anzi è seccatissima che si siano fatti scoprire.

Linnéa, con la sua solita area annoiata, quasi da drogata appena fatta, ma piuttosto seccata, lo dice loro brusca, soprattutto ad Angelo che era a diretto contatto con Roby e che le aveva contato un sacco di balle:
- “Ci avevate detto che eravate dei grandi specialisti, che vi eravate mossi con tatto, che lui non sospettava di nulla, ed invece ne sapeva e sa più di voi e noi, ed ha pure scritto tutto. Voi mi assicuravate che ve lo stavate giocando mentre era lui che giocava voi e noi! I CC-NATO sono furiosi e con chi se la sono presa?! ...I miei superiori se la sono presa con me!!! ...‘Grazie’ a Voi che mi avevate garantito che...”

Il cuoco demente e delinquente italo-suddico Angelo se l’era presa con l’aiuto cuoca bulgara e col barista tedesco:
- “Chiaviche! Chiaviche! Siete due chiaviche! Io sono un grande agente segreto ed invece voi mi avete rovinato tutto. Ecco, sì, siete voi che glielo avete detto! Di sicuro! Sennò io ero troppo astuto per farmi scoprire! È tutta e solo colpa vostra, ...ed invece il Servizio Segreto se l’è presa con me!”

Linnéa, che a sua volta riferisce e riceve ordini dai superiori gerarchici e governativi, dalle Polizie Segrete CC-NATO, riceve l’ordine che si devono inventare qualcosa d’altro se fino a quel momento non hanno concluso nulla. Le viene detto che deve essere più aggressiva, che si deve montare qualcosa pure dove Roby abita, lì al Sunflower Hostel.

Le dicono:
- “Ci avevate detto che gli avevate pure messo un grande agente segreto nella stessa stanza. Che cosa avete scoperto?!”
- “Lo sapete, e lo abbiamo capito anche noi, che non c’è niente da scoprire”, aveva avanzato timidamente Linnéa.
- “Ma che c’entra?! Queste sono operazioni di distruzione Carabinieri-NATO. Non fate le verginelle! Queste operazioni le avete sempre avute pure voi! Per cui ben lo dovete sapere che siamo noi che ci inventiamo quello che si deve ‘scoprire’?”
- “Ed allora che dovrei fare io?”
- “Eddai, non faccia l’ingenua... Se sul posto di lavoro vanno fatti licenziare, se sui posti di studio vanno fatti far fuori, dove abitano si devono creare incidenti! In-ci-den-ti! ...Per farlo sbattere fuori e magari chiamare la polizia! Non faccia l’ingenua! E voi che fate coi vostri sottoposti a queste operazioni di distruzione&distruzione?! ...Ecco, fatelo pure con lui, col Roby! Va fatto fuori! Va fatto fuori!”

Linnéa aveva ricontattato Marco Gonzalez:
- “Guardi, Marco, ho ricevuto degli ordini...”
- “Noi siamo sono sempre a disposizione!”
- “Si tratterebbe di mettere in atto delle misure attive...”
- “Oh, finalmente. Se abbiamo a che fare con nemici del Potere, noi ben dobbiamo attaccarli! La miglior difesa è l’attacco!”
- “Ci vada piano, Marco. Non bisogna fare nulla di illegale, ...non troppo. Noi le chiamiamo misure intrusive. Dovete colpire cose sue, ma senza far veri danni. ...Nulla di illegale... Fare sì che si senta sotto tiro.”
- “Ah, ottimo! Possiamo sfondare il suo stipetto, distruggere il suo computer e buttare il suo bagaglio fuori dalla finestra, nella strada!”
- “Marco, le ho detto nulla di illegale. La vedo troppo eccitato.”
- “Stavo fumando...”
- “Ci vada piano colle droghe, Marco. Anzi, tanto per avere tutto sotto controllo, mi dica prima i dettagli di ogni cosa che intende fare.”
- “Guardi, possiamo far sparire sue cose dalla cucina, che è uno spazio comune. Va bene?”
- “Sì, questo può andare bene. ...Ma solo cosucce marginali... Però dovete fare in modo che non sospetti nulla. Piccole cose. Bisogna solo farlo sentire insicuro. Appena, appena. Mi raccomando! Invece una cosa che dovete assolutamente fare, e senza limiti, è disturbate il suo uso del computer, vedere di far cadere la linea internet quando la usa lui. Se avete un programma di gestione del traffico internet dovrebbe essere facile individuarlo e intervenire quando lui è online. Anzi, dato che lui usa nomi differenti, le invio io una lista dei nominatici che usa, quando li usa, quando li cambia. Per cui le sarà facile, anche senza stabilire un contatto visivo, sapere che lui sta usando le vostre linee.”
- “Va bene! Sono un ottimo agente segreto, e so capire ed attenermi agli ordini. ...Ed anche colpire il nemico!”
- “Ad ogni modo, mi informi sempre di tutto e mi chieda prima di fare ogni cosa. Sa già chi mobilitare per la cosa? Mi raccomando, che non si sappia in giro. Partiamo con le interruzioni internet. Lì, se ne occupi lei ed il proprietario, o pure qualcuno super-sicurissimo del circolo ristretto dei proprietari e manager, persone di cui possiate fidarvi nel modo più assoluto, per cui dovreste coprire sia la giornate che la sera-notte. Invece per le attività dove lui dorme ed in prossimità, nella cucina, basta una persona fidata se la ha. Oppure faccia lei. Anzi, è meglio che lei non si faccia troppo vedere sul teatro delle operazioni. Trovi una persona di superfiducia e non le dica che ci siamo di mezzo noi. Dica che sono cose vostre e che volete che lui se ne vada. Partiamo con internet. Poi, se non si ottiene nulla, ne parliamo per far sparire piccole cose sue dalla cucina e, nel caso, per altro.”
- “Sì, sì! Ottimo. Parto con internet. Poi vediamo che succede. Se lui si lamenta, e magari va su di giri, possiamo dirgli che se non gli piace può andarsene... ...Se dà di testa, gli diciamo di andarsene e basta!”

Siamo dunque verso la primavera del 2014.

Marco Gonzalez partì in modo davvero maniacale. Roby, che ovviamente seppe tutto prima, mise dei sistemi di sorveglianza vari per cui poté verificare facilmente che  quando lui [Roby] non  usava internet non vi erano interruzioni del servizio mentre quando sembrava la usasse ecco che la linea cadeva in continuazione. Linnéa informava Marco Gonzalez e gli altri di quali identificativi usava Roby, e loro interrompevano in continuazione il servizio quando Roby risultava loro online, connesso. Marco Gonzalez era lì la mattina dei giorni feriali. Quando non vi era lui, vi erano Jen Bren [Jenny - https://www.facebook.com/jen.bren.77] e Ulrike. Jenny non aveva nulla da fare nella vita, né alcun interesse. Per cui era sempre lì. Pensava sempre al cazzo ma non aveva grandi attrattive per poter attrarre cazzi veri. Per cui starnazzava fino a notte fonda, mentre beveva birra, con clienti che si attardavano e sbevazzavano alla reception, poi correva a casa a toccarsi ed a dormire qualche ora per affrontare un nuovo giorno di starnazzi e sbevazzamenti che la rendevano sempre più pesante nelle forme fisiche e sempre più vuota nella testa. Jenny si considerava la manager all’animazione: si animava riempiendo la notte delle sue urla orgasmiche decisamente sullo sguaiato finché, a notte fonda, piena di eccitazione, correva a casa. Ulrike era manager delle strutture. Per cui spostava in continuazione pentolame da un’area all’altra dell’ostello. Un modo per inventarsi qualcosa da fare. Oppure si occupava di individuare qualche piccola riparazione da poi far fare all’operaio della manutenzione che si occupava di queste cose. 

Installarono del nuovo software, piuttosto costoso, per cui ci si doveva agganciare all’Internet dell’ostello usando facebook con dei ‘like’ nella pagina dell’ostello. Non c’era altro modo. Si schiacciava il ‘like’ di fb, e ci si connetteva a quel modo. Non era solo quello. Il nuovo software permetteva anche altre forme di controllo. Per cui, anche se uno si connetteva non col proprio nome, il software di gestione internet rilevava comunque il computer. Conosciuto quale fosse il computer di Roby, erano pronti al mobbing-internet. Se gli altri e le altre in carico di questa stramberia interrompevano di tanto in tanto (per esempio ogni 15 o 30 minuti) internet quando Roby sembrava usarla, Marco Gonzalez parti subito sul furioso. Una mattina che Roby sembrava essere online, in un paio d’ore lui la interruppe una cinquantina di volte. Roby usava dei sistemi per cui non soffriva, in realtà, alcuna interruzione. Ciò che non cambia che il comportamento di Marco Gonzalez fosse davvero maniacale. Poi, il Marco Gonzalez cercava, ovviamente senza alcun risultato, di trovare qualcosa relativamente agli identificativi che Roby sembrava usare. Marco Gonzalez si riteneva un grande agente segreto, astutissimo, e che dunque avrebbe scoperto che cosa vi era che non andava e perché gli avessero chiesto di cooperare ad una persecuzione. Ignorava ovviamente la spiegazione più semplice ed evidente. Lui, Marco Gonzalez, partecipava felice ad una persecuzione-pogrom perché era un delinquente ed un malato di mente. Idem gli altri persecutori/mobbizzatori. 

Roby piazzò dei sensori sia visivi che elettronici e poté rilevare che, quando lui [Roby] non sembrava essere online, non vi era alcuna interruzione del normale funzionamento di internet. Non erano interruzioni delle linee né del provider. Erano Marco Gonzalez, Jenny, Robert von Sivers, Ulrike. Loro interrompevano manualmente le linee. Delinquenti e malati di mente, che si sentivano coperti.

Come da procedura per questo genere di operazioni, Marco Gonzalez doveva fare delle telefonate quotidiane a Linnéa tanto per dire se ci fosse mai stato qualche evento particolare, più una telefonata più lunga all’inizio della settimana per ricevere delle istruzioni più dettagliate su come proseguire lo State/Government-Organized Stalking/Mobbing, mai ci fosse stato davvero bisogno di parlare più a lungo. Per cui riferì, più in dettaglio che poteva, di quell’attività di tentato scombinamento delle connessioni internet di Roby. Alle obiezioni di Linnéa che doveva esserci stata una qualche reazione del Roby, almeno almeno andare alla reception per riportare la cosa, mandare delle email, magari alterarsi ed al che aveva già dato istruzioni di suggerirgli che forse era il caso di cambiare luogo di abitazione, Marco Gonzalez aveva cominciato ad andare un po’ in escandescenze. Arrossiva tutto, gli si appesantiva la voce, sentiva premersi la testa vuota, non poteva trattenersi dal ribattere in stato di eccitazione depressiva che lui era uno che ci sapeva fare per cui erano evidentemente le istruzioni che erano state carenti, che in fondo si trattava di cazzatine per cui si doveva essere più aggressivi se si voleva  anche solo sperare di avere un qualche risultato.   

Tra l’altro, il sistema di radiazioni con cui venivano colpiti coloro coinvolti, ai vari livelli, nello stalking-mobbing contro Roby, aveva anche un ‘capitolo’ speciale dedicato a quel tipo di stalking-mobbing. Ogni volta che interrompevano internet, loro venivano colpiti da delle scariche che sconquassavano la loro già debole testa vuota. A disagio estremo, se la sconquassavano ancor di più assumendo, come ‘rimedio’, alcolici, oppiacei ed altro. Aumenti di peso, vertigini, panici ed altre piacevolezze li accompagnano ancora ora.    

Marco Gonzalez ricevette finalmente l’ordine che si dovevano eseguire, pur con tutte le accortezze del caso, sì che tutto sembrasse assolutamente casuale, le procedure intrusive. Se l’intrusione informatica, le interruzioni di internet, non era servita, si doveva passare all’intrusione tradizionale, personale. E così avevano fatto, usando sia Ulrike (che come manager delle strutture girava per le differenti scale, appartamenti e stanze) che, e soprattutto Evangeline Breuer, Eva, un’inserviente, una del servizio pulizia, di quelle e quelli che pulivano i vari appartamenti etc.

Ad Ulrike parlò Jenny. Le disse, arrossendo, che avevano avuto ordini da “autorità superiori cui purtroppo si doveva obbedire, ...perché noi non possiamo sapere... ...dunque quello che ci dicono di fare... ...Siamo un esercizio pubblico... ...Se poi ci fanno qualcosa...” [...‘no squallore...]. Già mobilitata per le interruzioni internet, ad  Ulrike toccò pure andare a rubacchiare... ...Per la Patria ovviamente!

Invece Eva la chiamò Marco Gonzalez:
- “Eva, guarda, sarò diretto e chiaro. Noi stiamo cooperando con delle autorità superiori, anzi piuttosto alte, direi... Tu, forse, lo avrai già capito che io stesso sono qualcosa di più, ...molto di più..., di un semplice manager di un ostello... ...Abbiamo ricevuto degli ordini su cui non posso dirti di più. ...Sai, sono cose estremamente riservate e, lo avrai ben capito, io sono uno che ben sa muoversi in queste cose... ...Già ti avevo chiesto di farmi sapere di quel Roby... ...Ora si tratta di fare qualcosa di più. Loro le chiamano ‘intrusioni’... ...Va fatto sentire insicuro... ...Ovviamente senza che lui se ne accorga, come si sentisse sotto attacco, ma se poi viene da noi a lamentarsi noi si possa far lui credere siano sue paranoie e che magari non è adatto a restare in un ostello...”

Eva avvampò di rossore e sbottò:
- “Mi state chiedendo di danneggiare o magari addirittura di rubare le sue cose?!”

Marco Gonzalez, con uno di quei sui soliti sorrisetti toccati e perversi, ed inclinando leggermente il capo come per affermare che stava mascherando, almeno nelle intenzioni, il sentirsi in difficoltà:
- “Beh, anche te lo chiedessimo, noi ti abbiamo dato lavoro... ...ed io neanche ne ho approfittato come tanti miei colleghi manager fanno. ...Intendi di cosa io stia parlando... ...Comunque... ...Ti diamo ben sei euro l’ora... ...Ci sono anche quelli che si inventano Praktikum e minijob, e neppure ti pagano, come in quel ristorante dove mi hai detto che hanno cercato di approfittare di te e, quando hai detto no, ti hanno licenziato senza neppure pagarti... ...Ecco, lo vedi che... ...che in fondo qui... ...qui da noi... ...Eppoi, dai, non posso dirtelo ma lo avrai ben capito che è una grande questione di Stato, questo caso. È un nostro grande dovere patriottico cui siamo stati chiamati... ...Dai, non farmi dire di più, ché non posso! ...Dicevo che... No guarda, abbiamo precise direttive. Non si deve fare nulla di... E, dai, lo avrai già capito... ...Non lo vedi... ...Massì che lo vedi... ...Lo vedi quello... ...Sempre col computer... ...Eppoi che non  parla mai con nessuno... Direi che è pure altezzoso. ...Oh,quel Roby... Ora in questa nostra grande Germania... Che sarà venuto a fare?! Non è che ci dicono di controllarlo se non ci fosse... Oddio! Chissà che avrà fatto! Deve aver ben fatto qualcosa se...”
- “Oh, Marco, ma se è solo per controllarlo, io lo ho controllato e pure riferito tutto. ...Che è sempre a fare la pizza. Eppoi a volte fa di quei sughi... Essì deve ben esserci qualcosa di sospetto! Uno che lo vedi sempre a fare chissà cosa sul computer e che poi si mette, veloce veloce, a fare pizze e sughi... Si capisce che le pizze ed i sughi devono essere di copertura a chissà cosa!”
- “Eva, ma ci stai prendendo in giro?! Ma cosa vuoi che ce ne freghi delle pizze e dei sughi?! ...No, certo, era tuo preciso dovere riferire. Ed anche noi abbiamo riferito, a nostra volta, come nostro dovere, in alto, al governo. ...Al governo e pure più in alto, se ho capito bene... Anche del computer... Non siamo mica scemi! Lo vediamo tutti... Beh, no, hai fatto bene, benissimo, era anche tuo preciso dovere riferire e noi pure abbiamo detto tutto in alto, al governo. Loro ci hanno detto che apprezzano anche se... ...Anche se... Beh, mi sembra di avere capito che sappiano tutto del computer, di quello che fa. Devono avere dei sistemi per cui... Quando noi abbiamo riferito, ci è sembrato di capire che loro ne sapessero più di noi...”
- “Marco, ma allora perché non lo arrestano?”
- “Per cosa, perché cucina e perché chissà che fa al computer?”
- “Marco, se loro lo sanno quello che fa al computer...”
- “Eva, se non lo arrestano... ...magari usa il computer per guardare filmetti!”
- “Marco, prima mi dici che è uno pericoloso e che noi dobbiamo sorvegliarlo, ed ora mi dici che non fa nulla di pericoloso, di grave... Ma allora?!”
- “Eva, basta! Basta! Dove mi vuoi portare! Quando io ho chiesto, mi hanno detto che se sono un patriota devo solo obbedire al nostro grande Stato democratico. Ed io sono cittadino germanico! ...Se tu vuoi restare e vivere qui... Se ci hanno detto che è un nemico, è un nemico. Noi che ne possiamo sapere?! Cosa vuoi fare?! Lo stai difendendo?!
- “Dai, Marco, io sono sempre stata cooperativa con quello che mi hai chiesto. È che non ho capito che cosa voi volete da me? Mi dici che io devo farlo sentire insicuro?! Io vado lì per lavorare.”
- “Eva, tu devi obbedire!”
- “Certo, io obbedisco sempre.”
- “Eva, noi possiamo favorirti. Se tu vuoi studiare... Possiamo accordati degli orari di favore a tuo piacimento, quando inizia l’anno accademico...”
- “Marco, lo sai che io sono cooperativa. Ma devi dirmi con precisione che cosa io debba fare o meno. ...Se posso...”
- “Te lo stavo dicendo...”

Eva, una troietta tatuata e sculettante, è lì inserviente quando Roby arriva all’ostello. La hanno assunta da poco. Quando è in prossimità di maschi, più sono, più lei inspira arrossendo, e con espressioni del viso, e visibili considerazioni mentali, eccitate pensando a quanti cazzi da monta ci sono in prossimità.

Evangeline Breuer [https://www.facebook.com/xOEVAXo], Eva, è figlia di un’irlandese che si era trasferita in Australia all’età di sei anni. Eva arriva a Berlino verso la metà del 2013 ed inizia studiate tedesco. Dopo avere lavorato forse una settimana come cameriera senza essere pagata, trova lavoro come inserviente al Sunflower Hostel per 6 euro l’ora. Sia pulisce le camere, sia lavora (ma solo dopo che si presta alle infamità richieste di Marco Gonzalez per conto degli Squadroni della Morte / Polizie Segrete del governo tedesco-NATO, dunque come forma di compenso) alla reception. Spirito adattivo, servile ed opportunista, ciò si riflette anche nella lingua. Parla rapidamente un discreto tedesco e, quando deve switchare all’inglese, che è la sua lingua originaria, a volte riesce a parlarlo [l’inglese] solo in modo confuso e con forte accento tedesco come se non fosse di madrelingua inglese. Con l’anno accademico 2014/15, inizia a studiare alla Brandenburgische Technische Universität, a Cottbus, nei pressi di Berlino. Si trasferisce a Cottbus dal 19 November 2014.

Decisamente sul grazioso quando arriva a Berlino, Eva sembra come destinata ad un rapido invecchiamento. Il fisico si evolve verso un portamento da figura muscolosa, quasi maschile, destinato a passare rapidamente dall’atletico al pesante. Il viso le si scava e, quando sorride, la bocca mostra i denti come con un ghigno da macho. Sembra sul bello/bellissimo-hollywooddiano solo se non si notano queste stranezze che danno un senso di falso sia alla sua apparenza che alla sua personalità. Lo stesso aspetto è comunque in rapida metamorfosi verso ben altro, legnoso ed arido forse, come detto.

Per cui, ricevuto l’ordine di rubacchiare a Roby per provocare una qualche sua reazione, ecco che si ingegnano, col tocco tipicamente folle, altamente disturbato, di tutti i soggetti coinvolti, tutti nettamente differenti eppure con quel comune denominatore di quella tignosità misera, folle, di certo con totale assenza di qualunque integrità morale, come insetti nel deserto, vani e disperati, meccanici e vuoti.

Fanno sparire a Roby cose dalla cucina, di quelle cose che non ruba nessuno. È l’impulso a confessare. Come a voler sottolineare che sono stati loro, proprio loro. Prima la scatola, solo la scatola, delle sue patate e cipolle, solo la scatola sua non quelle di altri che restano lì. Poi gli fanno sparire un sacchetto col suo nome e data con del burro, olio ed altri condimenti che qualcuno certo avrebbe anche potuto usare ma senza alcun interesse a rubargli in blocco, sì che ben si capisca che sono stati loro, la proprietà e direzione dell’ostello. Anche lì fanno sparire solo le cose di Roby, non quelle di altri. Infine gli rubano il lievito di birra da 9 centesimi che nessuno usa oltre a Roby e che Eva sa essere di Roby. Rompono pure il lucchetto dello stipetto di Roby e gli buttano cartacce sul letto, oltre a muovergli cose che tiene sopra lo stipetto. Per queste ultime cose [rotture e cartacce] si fanno aiutare anche da Christian/Diedlind, il puzzolente travestito disinformatore che si finge anarco-comunista a libro paga degli Squadroni della Morte del governo tedesco.  

A quel punto, Roby a loro non dice nulla. Si limita ad attivare (più precisamente a rinnovare ed estendere, perché erano già state iniziate, come sempre  in quel tipo di situazioni) le operazioni speciali coi cani, la stimolazione elettronica e qualcos’altro. Si ipnotizzano, con uno strumento lo fa in un attimo, e si fanno pesantemente sodomizzare dai cani. Con la stimolazione elettronica, si aumentano le loro ansie conducendoli a stati di panico e ad altre patologie permanenti. Perché panico? Gli agenti delle Polizie Segrete, chi da loro ordini a livello politico, i miliziani paralleli delle stesse, sono tutti soggetti malati, malati soprattutto di panico. Chi si sottomette all’autorità, chi tenta di appagare le proprie ansie con l’obbedienza cieca, è malato di panico. L’ansia ed i panici vanno in parallelo. La prima si evolve nel secondo, che la complementa inevitabilmente. Per cui, con adeguata strumentazione, si incrementano facilmente, massimizzandole, le sindromi di ansia e di panico già presenti in tutti i pidocchi di quel mondo, del mondo dei terrorismi di Stato, pogrom, linciaggi, stalking, mobbing, tutti sempre e solo di Stato e di Stati. Quelli privati sono estremamente marginali e facilmente risolvibili. Qui, invece, siamo su ben altro terreno.

Gli effetti sono subito evidenti. Robert von Sivers si appesantisce nella figura e la faccia gli diviene piena di osceni butteri sul viso, come malamente incartapecorita. Durante le sodomizzazioni, Robert von Sivers urlava: “Datemi della coca, ché ci godo di più!” Quando vengono ritirati i cani, lui sfoggia ampi sorridi ed urla come ubriaco: “Amori miei, perché ve ne andate.” La stimolazione elettronica lo fa sentire ancora più vuoto, vuoto che riempie con fumo accanito e stupefacenti oppiacei. Marco Gonzalez assume un’aria ancora più perversa e si ingrassa. Mentre lo sodomizzano urla: “Di più! Di più! Sono il Führer delle SA e voi i miei schiavi!” Quando vengono ritirati i cani, lui cerca di trattenerli afferrando i loro uccelli e portandoseli alla bocca. Intanto si ingrassa e reclina sempre di più il capo con un sorriso froscio e falso, quando parla cogli altri. Il vuoto esistenziale accentuato dalla stimolazione elettronica lo riempie con alcolici e superalcolici, e mangiando in modo spropositato. Jen Bren [Jenny] reagisce schifata ai cani la sovrastano e lavorano: “Chiamo la polizia! Chiamo la polizia e vi faccio arrestare! ...Però prima finite il lavoro, sì che io possa accusarvi di qualcosa!” Quando è ben sodomizzata e vengono ritirati i cani, barcolla e corre ad aprire il frigorifero per estrarne würstel che divora come succhiandoli. La stimolazione elettronica la porta a prolungare le sue notti ed i sui starnazzi orgasmici lì al banco della reception dell’ostello, e ad alzarsi la mattina od il primo pomeriggio con un crescente senso di disgusto ed inutilità. Ulrike dimena il culetto secco, sotto i colpi dei cani. Quando questi hanno finito piange dicendo che non voleva. Poi la si vede strisciare contro i muri come a nascondersi dalla gente, cogli occhi bassi e chiedendosi che ci stia a fare lei in quel mondo di ostelli a controllare se le strutture siano intatte o necessitino di interventi. Christian/Diedlind piagnucola sotto i cani: “Non voglio! Non voglio! Io sono una giovane indossatrice. Dovete montarmi nella fica e solo se io ve lo concedo. Schifosi! Mi state offendendo.” Quando vengono ritirati i cani, Christian/Diedlind si mette a piagnucolare: “Sono una dea greca abusata da Giove!” Intanto la stimolazione elettronica aumenta le sue manie. Christian/Diedlind si sente guardato ed irriso, cosa che lo fa divenire aggressivo. In cucina, ruba le cose altrui. Ruba anche quello non usa. È solo cleptomania. Nella stanza diviene aggressivo rispetto agli oggetti degli altri. Si sente contraddetto da un qualsiasi evento casuale, siano altri che vanno magari a fumare o ad appendere indumenti e scarpe da asciugare in prossimità delle sue piante, od aprano e chiudano finestre (anche e perché vi sono quelli che fumano nella stanza, tanto vedono che gli stessi dello staff sono dei porci sempre a fumare fuori e con aria da fricchettoni che se ne fregano). Evangeline Breuer [Eva] diviene crescentemente ansiosa. Si volta in continuazione appena sente approssimarsi qualcuno, ed anche quando non vi è nessuno. Inoltre si incartapecorisce rapidamente col volto che si scava nonostante sia ancora sui vent’anni.

Marco Gonzalez, agitatissimo, isterico, va poi a riferire da Linnéa:
- “Abbiamo fatto tutto quello che ci ha detto, ma non è successo nulla! Nulla! Nulla!”
- “...E Christian/Diedlind? ...Ve lo abbiamo mandato proprio per vedere di montare qualcosa...
- “Buono quello! ...anzi quella! È solo un frocio, volevo dire una puta, che si ruba i soldi dell’assistenza sociale, ma poi non fa nulla!”
- “Allora si deve liquidare pure lui ed inventare. Qui premono. Mi dicono che sono io che non ho fatto nulla. Marco, dovete premere su Christian/Diedlind, e comunque farmi avere dei risultati!
- “Che risultati?! ...Se quel Roby se ne frega di quello che facciamo ed, anzi, deve essere successo qualcosa, chissà che  ci avrà fatto!, perché siamo tutti un po’ fuori...”
- “Marco, sarò chiara. Va mandato via dicendo che è colpa sua!”

Siamo al novembre 2014.

Marco Gonzalez va subito a cercare Christian/Diedlind. Si aggira per il camerone dicendo con voce falsa, un po’ frocia:
- “Dove è la ragazza? ...la ragaaazza?”

Qualcuno gli risponde:
- “Ma chi, quel frocio travestito del tutto fuori di testa? Ma non lo sai che è un frocio travestito?”

E Marco Gonzalez:
- “Certo che lo so... ...Dove è la ragazza.”
- “È in bagno a ficcarsi il vibratore del mattino nel culo!”, gli dice qualcuno. 

Marco Gonzalez corre in bagno dove trova Christian/Diedlind, che aveva lasciato la porta aperta, nella merda e che sta urlando, come suo solito, durante il vibratore del mattino:
- “No, no, piano, piano, fammelo entrare dentro piano piano che sono una signorina illibata...” ...mentre si sprofonda il vibratore al massimo nel culo spargendo merda super-puzzolente dappertutto.

Marco Gonzalez:
- “Mio caro ...mia cara..., Christian/Diedlind, Linnéa mi ha detto che dobbiamo procedere, e con estrema urgenza, per far fuori Roby, che loro sono anni che ti pagano e tu ti rubi i soldi pubblici senza fare nulla.”
- “Ed io che cosa ci posso fare?! Quelli degli Squadroni della Morte sono frociofobi. Ce l’hanno con me perché io sono una signorina preziosa. Io coopero, certo, colla  patria. Ma loro pretendono l’impossibile. Ecco, sì, sono frociofobi... Cattivoni... Fobi, fobi, frociofobi, fociofobi, frocioooofobi.”
- “Christian/Diedlind, non hai capito! Qui o ti dai una mossa, o ti mettiamo in mezzo ad una strada da un giorno all’altro e quelli, quelli che tu sai, ti fanno pure togliere il sussidio di disoccupazione di cui usufruisci da anni. Noi lavoriamo e tu ti prendi i soldi senza far nulla. Quando ti chiedono qualche servigio, tu fai poi lo schizzinoso, anzi la schizzinosa.
- “Non è vero! Non è vero! Schifosi! Sono omofobi! Che poi io non sono omo. Io, ...io..., ...io sono una signorina. Siete solo dei maschilisti, pure quella schifosa di Linnéa che ti ha montato la testa!”

Poi Christian/Diedlind si gettò sul cazzo di Marco Gonzalez, che tentò di estrargli dai pantaloni cadenti, urlando:
- “Amore, ho voglia di uno yogurt. Ora ti trangugio tutto!!!”

Marco Gonzalez si ritrasse:
- “Vorrai mica farmi licenziare?! Se ci vedono... Qui se la cantano subito tutti. Magari vieni poi, quando vado via, in macchina... Ma proprio qui... ...qui non posso! Guarda, tu non hai capito che ti tolgono i soldi del sussidio con decorrenza immediata.”

Christian/Diedlind, piagnucolando:
- “Eddai, ditemi cosa volete. Io ho sempre fatto tutto. Ma che me ne frega dei soldi. Io lo faccio per la patria... ...io!”
- “Ma non sei neppure riuscito ad agganciarlo quel Roby?!”
- “Ecchennessò io?! Mi avevate detto che dovevo farmi vedere leggere questo e quello, studiare questo e quello, e lui...”
- “Ma non ti ha mai proprio detto nulla?!”
- “Ma Roby è uno che sta dietro alle ragazze. Sì, non parla mai con nessuno. Ma io l’ho visto. L’ho visto che andava a fare sporcaccionate colle ragazze. Voi, mi avevate detto che agganciava me... Siete voi che mi avete usata per una cosa senza nessuna base!”
- “E che ne so io... Linnéa... ...Comunque la patria ha sempre ragione. Avremo capito male noi... Ci saremo mossi male noi... Adesso dobbiamo concludere. Ché sennò la patria, dicono, non sa più che fare con questa storia di cui anche noi siamo stati chiamati a far parte.”
- “Che cosa devo fare?!”
- “Mi hanno detto dagli Squadroni della Morte, gli eroici dirigenti dei Freikorps del nostro governo e Stato, che ci parlano attraverso Linnéa, che a questo punto si deve passare all’attacco diretto e poi ve ne andate via tutti e due. Bisogna tu che gli sposti e gli prendi le sue cose. Lui si viene a lamentare con noi e noi gli diciamo che deve andare via, e tu pure.”
- “...Ma io non ne sono capace... Eppoi, io non me ne voglio andare... ...Mi avete già fatta spostare dalla casa dove ero...”
- “Questi sono gli ordini!”

Christian/Diedlind era agitatissimo. Ancora più dell’agitatissimo solito. Ma non fece nulla. Andava in bagno. Si ficcava  il vibratore nel culo. E piangeva.

Quando, il 19/11/2014, Roby chiese, via email, di pagare un altro mese, in largo anticipo, Marco Gonzalez rispose, egualmente con email, che c’erano dei problemi, che dovevano parlare con lui.

Giovedì 20/11/14, appena Roby vede l’email, verso le 16:30, cerca Marco Gonzalez. Costui è nei pressi della reception che se ne sta andando. Dice quindi a Roby di parlare con Robert von Sivers. Roby lo incoccia la sera. È davvero un teatro.

Robert von Sivers è enfatico e falso. Dice:
- “Io non volevo crederci, ma mi hanno detto che tutti si lamentano di te.”
- “Nooo... ...Non è proprio possibile. Davvero, non è proprio possibile.”

Allora Robert von Sivers, in evidente stato confusionale, corre via dicendo che tornerà tra poco. Corre a telefonare a Marco Gonzalez che gli dice di rispondere a Roby che ci sono perfino delle lamentele su internet e che gliele manderanno.

Marco Gonzalez ritorna da Roby:
- “Ci sono perfino delle lamentele su internet.”
- “Non sono certamente su di me.”
- “Ti manderemo le copie. Comunque bisogna che ti trovi quanto prima un’altra sistemazione.”

Quando mandano le copie a Roby, si trattava di una lamentela sul fatto che Christian/Diedlind occupava tre stipetti invece di uno, per cui c’erano clienti restati senza un posto dove chiudere le proprie cose. Nel caso specifico, un cliente, che non aveva potuto chiudere a chiave sue proprietà, aveva subito un tentato furto, ma egli stesso specificava che ciò non era avvenuto ad opera di nessuno dei tre clienti di lungo periodo, per cui né ad opera di Roby, né del travestito, né del vecchio nazi ché in quel momento era pure lui lì.

Appunto. La lamentela era contro Christian/Diedlind, il loro complice, e non contro Roby né altri.

Roby scrive subito a Angela Merkel e Joachim Gauck dicendo loro che chiaramente hanno mandato le loro Polizie Segrete / Squadroni della Morte non solo per il solito generico State/Government-Organized Stalking di edificio, o cose simili [visto che lì al Sunflower in realtà nessuno si era mai messo a ticchettare su muri, soffitti e pavimenti], su ordini Carabinieri-NATO, ma ora anche per farlo mandare via da lì.

Linnéa è furiosa, soprattutto con Marco Gonzalez:
- “Ma come, Marco, lei ci aveva assicurato che lei era un grande specialista e che il Roby non sospettava di nulla?!”
- “...Io..., ...io..., ho fatto quello che mi avete ordinato. Che cosa ci posso fare io se quello...”
- “Dovete montare subitissimo qualcosa. Quello va mandato via subito e per colpa sua!”

Marco Gonzalez, con aria sempre più froscia e l’occhio bieco da delinquente abituale, va a sollecitare di nuovo Christian/Diedlind che questi deve agire subito, sennò non avrà mai più i soldi del sussidio di disoccupazione a vita. O almeno così gli dice lui, lui Marco Gonzalez, che, quando è furioso, minaccia, e pure peggio a volte. Marco Gonzalez è di natura un violento fuori di testa.

Sabato 22/11/14, Christian/Diedlind è agitatissimo, ancor di più dell’agitatissimo solito. Prima di correre in bagno a ficcarsi il vibratore nel culo, alle 8:30 si lancia sua una cassetta di generi alimentari sopra lo stipetto di Roby, la prende e la getta affianco ai contenitori dell’immondizia.

Roby manda subito un’email a Marco Gonzalez e Robert von Sivers dicendo loro che il loro complice Christian/Diedlind, chiaramente obbedendo a ordini loro e del governo, è ora passato all’attacco diretto rapinando cose sue [sue di lui Roby].

Mercoledì 26/11/14, Marco Gonzalez, cerca Roby verso le 10 del mattino, mentre costui è al computer. Marco Gonzalez, cui sono stati dati degli strumenti di sorveglianza da Linnéa, vede, dalla sua postazione di pseudo-manager, che Roby sta usando il computer e dove.

Marco Gonzalez è in preda al panico. Il suo bisogno delinquenziale di confessare è assoluto. Col suo tipico linguaggio paranoico, infarcito dei luoghi comuni dei paranoici, dice che deve risolvere la situazione del camerone [dove non c’è alcun problema dato che si sono inventati tutto loro e poi hanno cercato di montare conflitti col pederasta degli Squadroni della Morte delle Polizie Segrete tedesche-NATO Christian/Diedlind]. Rispetto a quello che Roby ha scritto alla Cancelliera ed al Presidente, Marco Gonzalez dice, arrossendo, che in Germania quelle cose non esistono. ...E che ne sa lui...
- “Sono paranoie”, aggiunge Marco Gonzalez.
- “Certo, paranoie”, risponde, chiaramente irridendolo, Roby.

Marco Gonzalez dice poi a Roby che deve andarsene quanto prima, in non più di un paio di settimane. Roby sa che è inutile discutere con uno scalzacani che agisce su ordini del governo, tramite i suoi Squadroni delle Morte / Polizie Segrete, per cui dice che va bene, che se ne andrà entro un paio di settimane. Se ne va poi il 30 novembre 2014 pomeriggio.

Appena parlato con Roby, Marco Gonzalez telefona a Linnéa, degli Squadroni della Morte del governo tedesco:
- “Buone notizie, Linnéa! Li mandiamo via!”
- “Ovvio! Non è che in un ostello, dopo più di un anno di permanenza, potessero opporsi...”
- “Cosa vuol dire, Linnéa, che non sono stato bravo?!”
- “Oh, certo, Marco, è stato bravissimo... Piuttosto, glielo ha detto che quelle storie della persecuzione sono tutte invenzioni.”
- “Quello, quel Roby, deve essere proprio un demonio. ...Non mi avete detto tutto su di lui... ...Sta di fatto che mi ha fatto sentire un pezzo di merda...”
- “...In effetti...”
- “Beh, che vorrebbe dire, Linnéa...”
- “Ah, no, Marco, ...lo so che lei è bravissimo. Davvero un grande agente segreto... Dunque, mi diceva che quello non se l’è bevuta?!”
- “Beh, no..., ...sì..., ...insomma... Io glielo ho detto...”
- “Ed allora?!”
- “Glielo ho detto che quelle cose dello stalking di Stato, dello Staatsterrorismus, sono tutte balle...”
- “Bravo, Marco! Lei glielo ha detto... E lui... Perché lui l’ha fatta, ...mi diceva..., l’ha fatta sentire a disagio... Sì, mi ha detto che Roby non ci ha creduto... ...Marco, mi dica tutto, in dettaglio.”
- “Niente. Non c’è niente da dire. Io glielo ho detto che erano paranoie e lui mi ha detto letteralmente “Certo, paranoie”, ma con un tono che mi sono sentito io un pezzo di merda!”
- “Ah, ho capito. ...Bene, Marco. ...Lei ci ha provato ma lui...”
- “Io ho obbedito. Anzi, se posso essere sincero, ho usato davvero un tono da specialista, da professionista, da vero agente segreto, come lo ho visto nei film. È solo che quel Roby è proprio peggio di come mi avete detto. ...Ma allora ha sempre saputo tutto!”
- “Marco, noi obbediamo agli ordini del governo. Non potevamo venirle a dire...”
- “E se ora, come ha detto, quel Roby ci sputtana?!”
- “Marco, per la patria... Lei è un grande patriota. Se quello vi sputtana, ...vedremo... La patria innanzitutto. Noi dobbiamo sopportare, qualunque cosa possa succedere a noi.”

Il 30 novembre 2014, Roby se ne va da lì.

Per qualche settimana, sta in un altro ostello. La direzione dell’ostello si comporta bene in realtà. Non fanno nulla di ‘sconveniente’, quelli dell’ostello. È solo che Linnéa piomba lì a farsi una delle sue solite parti:
- “Sono Linnéa, degli Squadroni della Morte / Polizie Segrete del governo tedesco...”
- “È successo qualcosa?”
- “C’è un certo Roby da Voi?”
- “Sì, perché?”
- “Avremmo bisogno di informazioni.”
- “E che c’entriamo noi?”
- “Ci faccia sapere tutto di lui.”
- “Noi, non stiamo a contatto cogli ospiti.”
- “Ci sono altri in stanza con lui, od altri dell’ostello, che possiate allertare?”
- “Allertare, perché?! C’è qualche pericolo?!”
- “No, nessun pericolo! Sono nostre procedure operative.”
- “Scusi, comandante Linnéa, ma che cosa c’entriamo noi?”
- “Non sono comandante! ...Voi dovete obbedire al governo!”
- “Obbedire cosa? Noi facciamo gli albergatori. Non siamo forze di polizia.”
- “Dovete obbedire! Dovete obbedire!”
- “Mi dice che non c’è nulla ma che noi dobbiamo allertare gli ospiti.”
- “Guardi, noi siamo il governo, servizi speciali. Se le diciamo che lei deve allertare, lei deve allertare.”
- “Cioè, io chiamo quelli dell’ostello e dico loro che li allerto contro Roby?!”
- “No, no. Lei deve dire che sono venuti gli Squadroni della Morte / Polizie Segrete del governo tedesco, anzi non lo deve dire ma solo lasciare intendere, e deve chiedere loro con aria ammiccante se abbiano qualche informazione sul Roby.”
- “Ho capito. Io dico loro che è venuto qui un alto ufficiale del governo, di Servizi Riservati, e che devono vedere se possono riferirmi qualcosa su Roby? Ma chi sarebbe quel Roby, un qualche ministro, o capo di governo o di Stato, estero?”
- “Basta! Basta! Guardi abbiamo precise informazioni su di lei! ....Noi le chiudiamo l’ostello!”
- “Io sono tutelato dalla Costituzione!”
- “La Costituzione se la può ficcare nel culo! Lei non sta capendo. Domani le arriva un’ispezione sanitaria e le chiudono l’ostello.”
- “Ed io dico che lei, Linnéa, del governo tedesco, è venuta qui e mi ha minacciato.”
- “Oh, bamba, e chi ti dà ascolto?! Io non esisto! Tu ti trovi coll’ostello chiuso per ragioni diciamo-tecniche. Che c’entra il governo? Noi non ci siamo mai incontrati. A me non mi conosce nessuno... ...Noi sappiamo come farle queste cose... La Costituzione te la puoi ficcare nel culo e godertela, quando si tratta di cose non di interesse del governo. Quando arriviamo noi, noi siamo la Costituzione.”

Subìto il colpo, il direttore-proprietario dell’ostello cambia atteggiamento:
- “Oh, cara Linnéa, lei mi ha frainteso.”
- “Ci dica con precisione qualcosa di ragionevole, nulla di illegale, che noi si possa fare e noi vediamo... ...anzi, noi obbediamo. Ma nulla di illegale. Non è che possiamo molestare i nostri ospiti.”
- “Ci dia la lista di chi è qui da voi, ed in che stanza, che provvediamo noi direttamente. Lei, ovviamente, ci ha autorizzato.”

Il mattino dopo la visita di Linnéa, e la conversazione demenziale avuta con quelli dell’ostello, il receptionista andò realmente come fuori di testa. Ansiosissimo, usciva ogni cinque minuti a fumare una sigaretta, e poi subito un’altra ed un’altra ancora, e, da fuori la finestra, dalla strada, dal marciapiede, fissava Roby mentre questi, tranquillo, se ne stava al computer a fare le sue solite cose. Intanto uno degli Squadroni della Morte / Polizie Segrete Carabinieri, uno che era già comparso al Sunflower Hostel per straparlare con talune che alloggiavano in prossimità di Roby, un ragazzotto livido ed ignorante che vaneggiava frasi pressoché incomprensibili ma accidiose, aveva contattato sia Giuseppe Davide Mancuso che una troietta di Verona, Paola Cordioli, che erano nella stanza con Roby, lì all’ostello. Mentre Linnéa aveva parlato con una paranoica furiosa svedese che faceva la scopina occasionale sempre lì all’ostello.

La paranoica svedese era una che compariva in cucina in mutande e borsetta a tracolla, esibendo gambette magrissime, ed aveva sempre sulla bocca un immaginario ‘boyfriend’. Beh, ogni svedese ha il boyfriend o la girlfriend da precisi ordini del loro Principe/governo/Stato. Acida ed isterica, non sembrava avere tratto grandi giovamenti spirituali, e d’altro genere, dal suo immaginario, e ad ogni modo distante, ‘boyfriend’. Passava ore a straparlare con qualche alcolizzato nordamericano che lì alloggiava. Poi, dopo esser stata contattata da Linnéa, aveva cercato di battibeccare con Roby che aveva preferito far cadere le accidie di costei ed ignorarla.

 Giuseppe Davide Mancuso era un tipo cordialissimo, pur scimmiottesco e sporcaccione. All’inizio, era uno che trattava tutti affabilmente, almeno in apparenza, pur portato alla depressione permanente per cui si pisciava continuamente addosso per il mondo avverso. Del resto era senza interessi culturali né abilità pratiche, per cui destinato a razzolare nei sottomestieri. Inoltre comminava sbattendo i piedi ed ancheggiando da scimmione, come a voler trasmettere a tutti un’attitudine rinunciataria ed autoimmerdatrice. Alla fin fine faceva comunella solo con coloro che lo facevano sentire a suo agio nella propria vita di merda, tra sbevazzate e locali tanto per dire che uno è stato qui ed è stato lì, finché aveva qualche soldo da buttare via. Del resto, perché uno fa mestieri dove lavora tanto e guadagna poco, a parte che evidentemente non ha attitudini, di solito, per fare mestieri profittevoli? Per spendere tutto in cazzate e continuare la propria vita di merda fatta di superlavoro e di soldi sperperati, ovviamente. Appena il terrorista e delinquente dei Carabinieri lo aveva contattato, aveva cominciato a cercare di marcare Roby. Quando questi arrivava nella stanza comune, che era poi anche la cucina, cercava di occupare tutto lo spazio disponibile e metteva a tutto volume l’unico computer dell’ostello, che disponeva di altoparlanti esterni, dai quali usciva dunque un rumore assordante che disturbava più gli altri ospiti che Roby che si metteva le cuffie e poteva egualmente ascoltare i suoi audiofiles senza problemi. In ciò lo assisteva, ma marginalmente, un nero santodominicano, già invadente di suo, Newton Einstein, uno chiaramente pieno di soldi, dato che era in Europa a studiare ed in Europa non si studia certo coi miserissimi redditi santodominicani. A Santo Domingo, veniva fuori da cosche e ladroni di Stato locali, ed aveva fatto qualche soldo rubacchiando a turisti nordamericani ed europei cui faceva da guida a prezzi europei, non certo locali. Pur ingegnere, aveva scoperto che si guadagnava davvero, a Santo Domingo, gettandosi dove v’erano i soldi veri, quelli occidentali. Arrivato in Europa dove stava facendo un master sia in Belgio che in  Germania, aveva un conto in banca ben fornito ed alimentato. Era dunque uno abituato a rubacchiare a livelli medi. Non altissimi. Appunto, solo medi. Pur senza lavoro, cercava infatti un appartamento, certo da poter condividere con altri, ma pur sempre un appartamento a prezzi berlinesi, non altissimi ma neppure modesti. Aveva pure soggiornato in Italia. Infatti parlava pure l’Italiano, oltre ad inglese e tedesco ed altre lingue. Era uno che sapeva muoversi dunque, ed allo stesso tempo un pezzo di merda all’occorrenza, come tutte le personalità adattive, che si era associato a Giuseppe Davide Mancuso e pure alla troietta di Verona quasi stessero partecipando ad un pogrom. Non fecero poi granché, anzi pressoché nulla. Ma ne avrebbero avute tutte le intenzioni. Era stato fatto sentire loro l’odore di un pogrom e si erano eccitati alla prospettiva di poter dar fuori di testa e delinquere con copertura di Stato. Della troietta di Verona, Paola Cordioli, era letteralmente innamorato folle. Lei le faceva sentire l’odore delle fica pur non dandogliela dato che aveva il ragazzo lì a Berlino e che stava sempre vicino a lei. Schifato dalla Paola Cordioli, se ne era poi andato da Berlino stabilendosi a Leimen, in Baden-Wurttemberg dove aveva trovato un lavoro in una azienda di costruzioni.    

Al gruppetto, lì all’ostello, si era anche occasionalmente unito un brasiliano di Belém, Jorge David Ramos. Ma era uno lurido e volgare di suo, almeno in apparenza, lì in vacanza. Aveva l’aria torva e ladronesca tipica dei brasiliani, ma tutto lì. Magari sarà stato un santo ed un genio, ed oggi sarà candidato per un  premio Nobel, per quel che può valere, od essere stato prenotato dal Paradiso come prossimo CEO, non appena vi ascenderà. Non è che avesse avuto alcun ruolo nello stalking contro Roby. Ci siamo solo concessi la libertà di sorvoli estemporanei, nel caso suo.

La troietta di Verona, Paola Cordioli, che compariva li all’ostello sempre col ragazzo, uno scialbo italico che lavorava in un ristorante ed alloggiava in un appartamento in condivisione-porcile [di quegli alloggi impuzziti dal fumo, con la cucina luridissima col lavello stracolmo dei pentolame e piatti da lavare, con cesso che tutti sporcano più che possono e che, come la cucina, nessuno vuole pulire tanto poi lo sporcano subito gli altri], ora si fermava a dormire all’ostello, nel letto suo, col ragazzo [che dunque era abusivo lì dato che lui non pagava il suo posto, che non aveva, all’ostello, ma avrebbe dovuto pagarlo ed averlo per per poi dormire lì all’ostello pur nel letto di un’altra], ora andavano entrambi a dormire nella stanza di lui, nell’alloggio-porcile in condivisione con altri. All’ostello era di certo più pulito, e pure più silenzioso dato che tutto il rumore lo faceva solo la Paola Cordioli per mostrare a tutti, oltre a sé stessa, di essere fuori di testa. Ma anche nella lurida stanza di lui, alla fin fine, i due porci si trovavano nel loro. Dopo che il terrorista e delinquente degli Squadroni della Morte dei Carabinieri le aveva parlato, lei disse a Giuseppe Davide Mancuso che quel Roby doveva essere chissacchi, per cui lei, così disse, aveva paura. Tuttavia, per non tradire gli impegni presi col pazzo, oltre che terrorista e delinquente ed ignorante, dei Carabinieri, una mattina alle 4, in presenza del ragazzo, Daniele Fabbrocino, e di Giuseppe Davide Mancuso che controllavano da vicino pronti ad intervenire, la troietta di Verona, Paola Cordioli, si mise a battere violentemente i tacchi per circa una mezzora a pochi centimetri dal letto di Roby, Roby che se ne fregava e rideva senza che loro se ne accorgessero. Non avendo ottenuto nulla, andò in cucina a drogarsi ed ad ubriacarsi cogli altri. In realtà, camminando con passo pesantissimo ed indispettito per i corridoi dell’ostello, svegliò coloro che, nelle varie stanze, stavano dormendo.

Roby aveva già provveduto che tutti e cinque fossero trattati con radiazioni speciali ed inculati, in stati ipnotico, dai cani. Ciò li pervase di stati di panico crescente, e pure d’altro. Stavano, e da allora stanno, male e non capivano né capiscono perché. Lì, all’ostello riempivano di merda ovunque passavano. Come cani che pisciano sui muri e simili per delimitare il loro territorio, loro lasciavano sozzume e pile di stoviglie e pentolame non lavati, come ad affermare che lì era territorio loro, dei pezzi di merda. Dopo il trattamento speciale, lei, Paola Cordioli, pur solo ventenne, ha cominciato ad inrossettarsi come una troia da strada o da casino, oltre agli strati di vernice sul viso, ed a perdere i capelli. Beh, anche gli altri pidocchi, ...variamente... Le era restata quella sensazione da culo rotto e sporco. Agli altri pure. La sodomizzazione ipnotica coi cani, come congegnata dalla xyxyxy [come si chiama?!], rimuove il ricordo di ciò che è avvenuto ma non le sensazioni che restano nel soggetto. La psicopatica svedese si defilò dall’ostello e forse pure da Berlino.

Roby trovò poi alloggio, dal 27/12/2014 al 24/03/2015, in Hermannstraße 57, 12049 Berlin. Era un alloggio al pian terreno, dunque piuttosto freddo ed umido. Case vecchie, di conseguenza soffitti alti per cui gli gli ambienti restano freddi anche dopo ore di riscaldamento acceso. Un genio nigero-italico, ma del tutto italico essendo nato in Italia da madre italiana e padre forse pure, che aveva abbandonato il liceo linguistico in Italia e si era trasferito a Berlino dove, dopo occupazioni  nei traslochi ed altro aveva trovato lavoro come cuoco, che fumava hashish e scolava alcolici tutta la notte fino all’alba, condivideva la sua stanza. Quando Roby aveva chiesto, questi aveva detto che quel che affittava non era un letto ma una stanza. Ovvio che i letti siano in stanze. Misteri della lingua. Quando Roby era andato a vedere si era rivelato un letto in una stanza con due, non una stanza indipendente. Roby aveva lo stesso accettato. Il genio aveva un solido letto matrimoniale. Mentre Roby dormiva su una brandina su rotelle che poi si era rivelata letale combinata all’appartamento freddo, avendogli procurato la prima breve sciatica della sua vita. Anzi, proprio perché il genio non urlasse troppo, dato era terrorizzato che il fitto dovesse avere dei balzi a seguito di maggior consumo di gas per il riscaldamento [...i geni credono alle balle, lì raccontate lui dalla locataria originaria], Roby dalle 225 iniziali era passato a 300 salvo conguaglio. Il conguaglio non lo ha mai visto. Beh, se l’altro fosse stata una persona normale lo si potrebbe definire uno che si riduce a comportarsi da ladruncolo, o magari è stata la sconosciuta e misteriosa affittuaria titolare che si era ridotta a tale stato. Ma trattandosi di un genio, lo sapete come sono i geni?! Sono magari felici di dare il doppio ad uno spacciatore ma poi si dimenticano di saldare i conti al negozio all’angolo esistessero mai ancora negozi che fanno credito. Ah, il genio aveva anche altre mille qualità che appunto contraddistinguono i veri geni. Perdeva tutto, compresi documenti, portafogli, telefonini e soldi. Panicava di fronte a qualunque problema elementare fosse stato aprire una scatola od una lavatrice, od avvitare un qualcosa si fosse svitato, lavare piatti e pentole, stendere i panni, anche fare 11+12. I geni sono destinati a cose superiori per cui talvolta evitano i dettagli. I geni-geni, non  solo evitano i dettagli ma pure la sostanza. Beh, lui proprio panicava. Un vero super-genio! Dimenticava perfino di timbrare il cartellino sul lavoro, per cui, giustamente, vedendolo con lo sguardo allucinato ed il sorrisetto scemotto-superiore, evitavano di pagargli le ore che lui dimenticava di far risultare. Un genio va sempre assecondato. Del resto, lo sanno tutti che ai geni fanno schifo i soldi! Ne perdono a palate, i pochi che hanno. A volte li rubacchiano, magari per dimenticanza e trasandatezza, non necessariamente per dolo né cattiveria.

Appena Roby arrivò lì, Linnéa andò a parlare coi due stavano sopra l’appartamento dove Roby alloggiava, Wolfgang Eisenhower e Daniel Sturm. Anzi, prima ancora andò dall’Immobiliare che amministrava l’edificio, http://www.domizil-gruppe.de/. A domizil-gruppe se ne lavarono le mani:
- “Jawohl! Noi siamo veri nazi, anzi veri patrioti! ...Poi, lì, abbiamo subdelegato tutto alla mafia turca. Noi riscuotiamo, ma è la mafia turca, ora, a controllare chi se ne va e chi subentra. Chi siamo noi, comunque, per poter mai contraddire il nostro governo ed i suoi eroici Squadroni della Morte?! Voi siete ovviamente liberi di agire. Qualcuno mai si lamentasse con noi, sappiamo ben noi che dire. Prima viene la Patria! ...il nostro Principe Germanico, il nostro Stato! I singoli sono nostri clienti rispettabili e rispettati solo quando non interferiscano con la nostra Patria!”

Linnéa contattò così la mafia turca che aveva giurisdizione sull’edificio:
- “Sì, i due nostri collaborazionisti sono ariani, anzi tedeschi-tedeschi. Nel caso mai qualche vicino turco fosse disturbato, ...ecco dite loro di pazientare, ma noi abbiamo ora ordine di fare un po’ di battiture, non molto. Non possiamo dirvi di più. È davvero una questione di Stato, anzi internazionale-NATO, anche la Turchia è nella NATO!, per cui dobbiamo proprio obbedire.”

Alla mafia turca, settore immobili, non restò che assicurare la sua cooperazione, mai fossero stati anche solo marginalmente toccati interessi turchi. Del resto la mafia turca, settore alloggi, usava disoccupati in carico all’Assistenza Sociale che, vestiti trasandati e pure un po’ sporchi, si assentavano un attimo dai bar dove passavano le giornate, si mettevano una cartellina sottobraccio e fingevano di essere impiegati, quando dovevano presentarsi negli edifici.

Wolfgang Eisenhower, Daniel Sturm, od entrambi, non fecero poi molto. Pur dotati di visori attraverso i muri... Camminavano pesantemente fino alle quattro del mattino, disturbando più i vicini che chi stava sotto. Poi battevano occasionalmente, inclusi i tubi interni, come quello del gas che andava da un appartamento all’altro. Appunto, non lo fecero in modo sistematico dato che l’apparecchietto, il visore, attraverso i muri, opportunamente manipolato con strumentazioni elettroniche contro lo S/G-OS/M, li colpiva al centro delle teste vuote non appena lo guardassero provocando panico e scosse elettriche alla testa ed al corpo di loro stalkizzatori. I vicini se ne lamentarono con l’amministrazione e colla mafia turca, di tutti questi rumorii che erano improvvisamente cominciati a venire dai due appartamenti. L’amministrazione e la mafia turca risposero che erano in corso accertamenti ed invitarono ad avere un poco di pazienza che la cosa si sarebbe risolta in pochi mesi. Infatti il contratto dell’alloggio dove stava Roby venne disdetto e venne mandata la mafia turca a controllare che tutti se ne andassero via per il termine indicato che era i primi di aprile 2015. Ma Roby andò via di lì una settimana prima della fine del mese, dato che doveva venire la locataria originaria a vendere i mobili, e forse anche dare anche una sommaria pulita al porcile creato dal genio del tutto fuori di testa.

Intanto i due, Wolfgang Eisenhower e Daniel Sturm, ed anche una ragazza di supporto che era stata inviata sopra, furono subito colpiti colle radiazioni e con l’inculamento sotto ipnosi coi cani. I risultati si videro immediatamente con forme varie di cortocircuito nei tre. I tre pidocchi non riuscivano a dormire. Quando sembrava dormissero, erano in una continua agitazione. Erano ancora più a disagio quando erano svegli. Uno dei due fece in modo di trovarsi con la terza, la ragazza, ad una festa, una festa di gentaglia fuori di testa, ed alla stessa far invitare il genio che aveva condiviso la casa con Roby. Alla festa si mise poi a fissarlo convinto che il bersaglio di tutto il traffichio, lo S/G-OS/M d’appartamento fosse costui, i genio. Al che, il genio andò a chiedere loro, con aria appena alterata, se si conoscessero. Questi  risposero che erano quelli sopra. Lui non conosceva loro, ma loro conoscevano lui. Tipico in quelle cose di S/G-OS/M.

Altre volte, i fuori di testa di sopra,  uscivano di casa quando uscivano o Roby od il genio e si mettevano a seguirli, poi a voltarsi, a guardarli come a scoprire il segreto delle loro grandi attività di battitura dal piano di sopra. Il genio, super-nevrotico, si svegliava per un nulla. A volte, anzi spesso, andarono pure a fare ticchettii e struscii propri in prossimità della testa del genio, in un locale affianco dunque all’appartamento che coi loro due sovrastavano. Il ‘genio’ si svegliava sudando freddo e col mal di testa, cose che [non-]risolveva aumentando l’assunzione quotidiana di hashish, alcool, e pure di qualcos’altro.  

Dove non successe nulla, o quasi, fu in un ostello in Kreuzberg, dal 24/03/2015 alla mattina del 30/03/2015, mentre Roby attendeva  di andare  nell’appartamento che aveva affittato in Kaiserdamm. Tra le receptioniste c’era una ragazza molto bella, alta, e pure estremamente dolce. Di una dolcezza che sembrava spontanea, naturale, non affettata. Il secondo giorno, mentre Roby stava rientrando, lo chiamò, sorridendo, e gli disse che voleva fargli vedere dove era la lavatrice. Roby la segui un poco perplesso ma curioso di cosa mai volesse fargli vedere e dirgli, ed anche perché non osava contraddire tali calde e soffici dolcezza e bellezza. Lei lo condusse nello stanzino lì vicino, chiuse a chiave la porta, gli poggiò le mani sulle spalle mentre colla bocca gli si avvicinò, confidenziale, all’orecchio. Roby era già tutto arrapato.
- “Sai, Roby, volevamo, dovevamo, dirti una cosa... C’è un gruppo nel camerone affianco al tuo. ...Sono venuti a fare dei discorsi strani... ...Ma a noi non interessa... ...Siamo qui solo per lavorare... ...Se quelli sono fuori di testa non è che a noi ci riguardi. Vedi tu... ...Basta che  noi non se sappiamo nulla... ...Ecco te l’ho detto...”

Roby, al calore del suo corpo accostato e della sua voce calda, era ancora più arrapato dell’arrapo iniziale che aveva già avuto.

- “Oh, Roby, lo so che non ti piaccio... ...Tu, invece, mi fai impazzire...”, lei gli sussurrò mentre soffice lo avvolgeva tutto e si sbottonava la camicetta.
- “Certo, che non mi piaci...”, Roby le disse sarcastico mentre la baciava, le sfilava i jeans e si toglieva i suoi in contemporanea colle mutande. Le sfilò pure le mutandine. Le tirò su le gambe che gli stavano ora sulle spalle e glielo mise dentro. Quando le venne dentro tra i suoi organismi per fortuna più tipo singhiozzo che urlo selvaggio, dato che erano vicini alla reception, lei gli rifluì tutta addosso soffice ed avvolgente mentre gli baciava ed accarezzava viso, collo e corpo, sì che Roby fu di nuovo subito arrapato e si risollazzarono nuovamente dentro la sua fichetta. E poi un’altra volta ancora. Invero, a Roby ridivenne ancora duro durissimo, alla sua voce ed al contatto con le carezze del suo corpo. Non seppe resistere, sebbene esausto. Le rivenne dentro ancora. Roby approfittò altre volte, nei pochi giorni che stette lì, di quella sua calorosa disponibilità.   

In effetti, nella stazza affianco, c’erano dei gruppi giovanili dei partiti maggiori e pure qualcuno del regime crucco. Avevano certe facce... Roby fece provvedere a che fossero irrorati di radiazioni, e pure sottoposti agli altri trattamenti standard. Si trovarono sollazzati tra mal di pancia, crisi di panico, dolori nelle teste vuote ed altrove, e pure qualche altro malanno permanente. Beh, se l’erano voluta.

Dove non successe nulla, proprio nulla-nulla, almeno fino ad ora, fu invece in Kaiserdamm, dove Roby arrivò il 30 marzo 2015 mattina. Non che Linnéa non andò... Le risposero, ora molli ora duri, che non capivano i termini della questine. Le dissero che c’erano dei regolamenti condominiali. Lei arguì con violenza, che lei era il governo e poteva fare quello che voleva. Le risposero seccamente che se erano operazioni di sorveglianza non dovevano dirlo a loro. Ma che, se avessero disturbato gli inquilini, li avrebbero sbattuti fuori dal palazzo, mai vi fossero entrati.

E qui, per il momento, ci fermiamo.